I've seen the darkness in the light
The kind of blue that leaves you lost and blind
The only thing that's black and white
Is that you don't have to walk alone this time.Avicii - Broken Arrows
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Torcia, coperte, cibo, felpe e altri vestiti era ciò che Aaida aveva messo nel suo zaino. Non sapeva per quanto sarebbe stata fuori, né se sarebbe rientrata sana e salva. Le sembrava un modo orribile di ringraziare Kia e Fynn per tutto ciò che loro facevano, ma non poteva fare altrimenti. Non sapeva nemmeno se il fratello fosse all'interno del paese o in altre città vicine. O, perché no, in un'altra regione.
Erano le sei del mattino, e Chad la aspettava davanti alla sua camera, appoggiato allo stipite della porta, in attesa.
Avevano scelto di partire a quell'ora sperando che i genitori di Chad non si accorgessero di nulla, ancora impegnati a dormire.
Attraversarono in punta di piedi il lungo corridoio in silenzio, quando sentirono delle parole sussurrate provenire dalla stanza da letto di Fynn e Kia.
《Nessuno sa che è qui. Potrebbero arrestarci. Il comune, il sindaco..》Era stata Kia a parlare.
《Cosa avremmo potuto fare? Spedirla in orfanotrofio? Sai, siamo ancora in tempo..》
Aaida sentì il pavimento sotto i piedi svanire. Volevano mandarla via, cacciarla, staccarla da Chad.
《Aaida..》Lui la guardò con gli occhi luccicanti, pieni di compassione.
《Andiamo.》Aaida prese la mano dell'amico e corsero fino alla porta d'entrata.
Aaida si guardò indietro, come si era guardata indietro prima di salire sul barcone.
Stava per riaffrontare un viaggio completamente nuovo, con Chad.
《Dai, andiamo.》Lui le strinse la mano per incoraggiarla, e lei lo seguì fuori dalla soglia di casa.
Fuori, in strada, c'era Alessandro.
Portava una giacca di pelle leggera, dei jeans strappati e aveva i capelli scompigliati. Gli occhi blu fissavano i due con divertimento, come se invece di partire chissà dove, stessero andando a passare una serata tra amici.
Aaida si irrigidì sull'ultimo scalino, e lasciò la mano di Chad.
Lo chiamò, non staccando lo sguardo da quello di Alessandro.《Perché lui è qui?》
《Ci servirà qualcuno con la macchina. Mica andiamo a piedi.》Chad scrollò le spalle.
Rivolse anche lui lo sguardo all'amico, che sollevò una mano per salutarlo.
《Dai, andiamo! Non possiamo mica ritardare questo viaggio completamente folle e insensato.》Alessandro entrò in macchina, mettendola in moto
Aaida lo fulminò con lo sguardo, entrando in macchina, nei sedili posteriori.《Non è insensato. Stiamo andando a cercare mio fratello, e vi siete offerti voi. Io posso andare da sola, a piedi.》
Non era mai salita in una macchina così. Non voleva darlo a vedere, ma era sorpresa, felice di aver visto un'altra cosa a lei sconosciuta.
Si toccò l'anello al dito facendolo girare, poi sospirò.
Chad ed Alessandro avevano iniziato a parlare, mentre lei era immersa nei suoi pensieri.
Se fossero ritornati, lei non sarebbe potuta stare in casa Ambrose. Non avrebbe più potuto dormire con Chad o piangere con lui.
Lui non le avrebbe più potuto insegnare l'italiano, né le avrebbe fatto scoprire mille cose nuove dell'Italia.
Era un problema a cui avrebbe dovuto pensare successivamente, ma non poteva pensare ad un'esistenza senza Chad, Fynn o Kia. Le avevano salvato la vita, e rimessa in piedi. Come potevano cacciarla via?
《Aaida? Ci sei?》
《Si Chad?》
《Dove potremmo andare?》
《Conoscete qualcuno di qualche..uhm..》
《Giro?》Si aggiunse Alessandro, con il sorriso beffardo di sempre. 《Si.》
《Bene》Aaida non lo guardò, avendo paura di vedere quegli occhi blu, enormi e orribilmente belli. 《Chi è? Con chi sta?》
《Ti ricordo che tuo fratello spediva in Sardegna, non qui.》Constatò Alessandro.
《Come si fa, allora?》Aaida si rivolgeva sempre a Chad.
《Non lo so.》Sospirò il moro. 《Prendiamoci un giorno per pensare.》
Dopo quelle parole, cadde un silenzio di troppo fastidioso.
Aaida non conosceva le strade di Pozzallo, tanto meno le sembrava un posto familiare.
Quando passarono davanti al mare, chiuse gli occhi per non vedere, per non ricordare quel male che la consumava poco a poco, anche dopo un mese.
Nel mentre, i due nei sedili anteriori erano impegnati ad insultarsi a vicenda per un motivo anche a loro sconosciuto.
Chad era contento che Alessandro fosse lì, a distrarlo dalla situazione che gli ricordava tanto la sua, un anno prima.
Ancora non smetteva di sognare Kamila, sua sorella, tra le sue braccia.
《Aaida?》Di nuovo, Chad aveva tolto dalle grinfie dei pensieri la ragazza, che lo guardò curiosa.《Devi dire "decelebrato" ad Alessandro》Le disse, in africano. Aaida non sapeva cosa significasse così, in italiano, insultò inconsapevolmente Alessandro.
《Grazie.》Disse Alessandro, ridendo.
Aaida non riuscì a trattenere l'angolo delle bocca, che si sollevò appena in un piccolo sorriso. Il primo, con Alessandro. Il primo provocato da lui.
Ad Alessandro, Aaida sembrò ancora più ingenua, piccola. Gli era piaciuto come l'accento di Aaida aveva raggirato la parola, facendola sembrare anche meno di un insulto.
《Cosa vuol dire?》Chiese, arrossendo lievemente, un piccolo rossore sulla pelle simile al caffè latte.
《Che è senza cervello.》Rispose Chad, ridendo.
《Ah》Disse Aaida, sorridendo.《Decelebrato》E rise, mettendosi una mano davanti alla bocca.
《È una parola divertente.》Constatò, facendo ridere gli altri due.
Si sentiva libera. Libera da tutti i pensieri, dai problemi, libera da tutto.
Libera dagli incubi, dalla paura, dal blu.
Aveva sempre pensato che la libertà non esistesse, perché c'era sempre qualcuno più grande di tutti, sopra tutti, che comandava, che osservava.
E, in quel momento, si sentiva libera come non mai. Aveva mandato i suoi vecchi pensieri nella parte del cervello in cui sperava di non poterli recuperare, e per qualche minuto si era sentita assolta da tutto.
Passavano con la macchina nelle viuzze piccole di Pozzallo, e Aaida osservava tutti i particolari, soffermandosi sulle case vecchie e la gente che passava, presa dai propri pensieri.
Era incantata, curiosa vogliosa di scoprire di più di quella piccola città che le aveva trasformato la vita. Guardava tutto ciò che le si parava davanti come se fosse un tesoro sacro, e a quella vista le luccicavano gli occhi.
《Ehi》Richiamò l'attenzione dei due, che risposero contemporaneamente, per poi scoppiare a ridere.《Possiamo girare un po' qui? Non ho mai visto bene questo posto..》
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Blue
RomanceAaida Maguy, adolescente africana di sedici anni, insieme alla sua famiglia viene trasportata in un mare di paura, emozioni e colori. Non sa cosa gli aspetta, una volta attraccata in Sicilia; sa solo cosa si è lasciata dietro: disperazione e guerra...