Capitolo 13

198 20 29
                                    

Il dodici settembre iniziò la scuola e, per la prima volta nella mia vita, mi sentii fuori luogo dentro quelle quattro mura.

Durante l'ora di economia aziendale il cellulare vibrò nella tasca dei miei jeans.

Lo sfilai sotto il banco e controllai il messaggio.

Da Amore Solo Mio💘: Che fai?
A Amore Solo Mio💘: Economia.
Da Amore Solo Mio💘: Che palle.
A Amore Solo Mio💘: Lo dici a me? Tu che fai?
Da Amore Solo Mio💘: Sono nella doccia e ti penso.
A Amore Solo Mio💘: Mi pensi mentre fai la doccia... dovrei preoccuparmi?
Da Amore Solo Mio💘: Non tanto di questo quanto dovresti per sabato prossimo. Finalmente ci rivediamo.
A Amore Solo Mio💘: Già. Ora scappo che sta per entrare il vecchio rimbambito del prof di ragioneria.

"Sapete che l'ultimo anno di scuola scelgo quattro ragazzi di ogni sezione e li porto in stage all'estero." Disse poggiando rumorosamente i libri sulla cattedra. "Bene. Li ho scelti" Concluse soddisfatto tirando fuori l'elenco dei nomi.

"Fa che ci sia io." Dissi a denti stretti.

"Di Francesco. De Luca. D'Angelo. Ruiu." Trattenni il fiato.

"Ho scelto i migliori. Compilate questa adesione e riconsegnatela entro sabato. Effettuate il versamento entro lunedì." Iniziò a distribuire i fogli.

Trattenevo ancora il fiato.
Federica, la mia vicina di banco, mi tirò uno schiaffo sulla schiena.

Tossii attirando l'attenzione di tutta la classe.

"Scusate..." Sussurrai imbarazzata.

Quel pomeriggio fu molto difficile convincere mio padre, ma alla fine ci riuscii. Firmò la circolare e mi diede i soldi per il pagamento.
Chiamai Lorenzo per raccontargli tutto.

"Lorenzo!"
"Hei"
"Sai mi hanno presa per lo stage a Londra..." Dissi sedendomi sulla vecchia altalena vicino casa.
"E ci andrai?"
"Sì!" Urlai.
"Calma scricciolo." Mi mancava quel soprannome. "Sei contenta?"
"Molto. Verrai anche tu vero?"
"E come faccio?"
"Stiamo in hotel, e poi sono cinque giorni.." Mi lamentai.
"Va bene."
"Davvero?" Chiesi dubbiosa.
"Sì" Saltai in piedi gettando urli di ogni altezza. "Ora vado. Ci sentiamo più tardi."
"A dopo. Ti amo." Riattaccò.

Rientrai andando in camera mia.
Studiai tutta la sera.

Mi mancavano solo gli esercizi di geometria analitica.
Mandai le foto a Riccardo.

A Il Cugino Più Bello Del Mondo😋: 📷foto
📷foto
📷foto
Da Il Cugino Più Bello Del Mondo😋: Che cosa cazzo sono?😱
A Il Cugino Più Bello Del Mondo😋: I compiti del tuo amato professor Renzetti!
Da Il Cugino Più Bello Del Mondo😋: La madonna... aspetta che ti aiuto.
Da Il Cugino Più Bello Del Mondo😋: 📷foto ECCO.
A Il Cugino Più Bello Del Mondo😋: Domani glieli ficco su per il culo. Lo giuro.
Da Il Cugino Più Bello Del Mondo😋: Cosa ti aspettavi? Sei all'ultimo anno.
A Il Cugino Più Bello Del Mondo😋: Mi conforti molto. Vaffanculo a fare la nanna susu Riccardino!

Visualizzò ma non rispose.
Mi addormentai sui libri.

"Svegliati. Fai tardi a scuola." Venerdì. Il giorno dopo avrei riabbracciato Lorenzo e Riccardo.

Presi l'autobus. Entrai a scuola. Gli stessi spostamenti.

"Hei Marta!" Federica mi sventolò un foglio in faccia.
"Siamo in camera assieme!" Saltellò eccitata.
"Che bello!" Cercai di assecondarla.

Serva Me, Servabo TeDove le storie prendono vita. Scoprilo ora