Mi svegliai, ero sola in quell'enorme letto matrimoniale.
Ero coperta da un solo lenzuolo color crema, nient'altro.
Lo avvolsi attorno a me e posai le punta dei piedi sul freddo parquet della camera d'albergo.
Eravamo ancora lì.
Rabbrividii strofinandomi le braccia.
"Lorenzo?" Chiamai con voce assonnata.
Lui non c'era. E non c'erano nemmeno i suoi vestiti, il suo cellulare, le sue cuffie e il suo portafogli.
Mi guardai attorno e notai un foglietto accartocciato sul comodino.
"Sono andato a fare un giro nella pineta. Chiamami quando ti svegli.
Tuo, Lorenzo."Quel tuo, Lorenzo mi faceva un effetto strano, forse tenerezza.
Mi vestii lentamente, ricordando istante per istante la sera precedente.
In piscina. L'uno contro l'altro. Soli.
Il mio cellulare squillò.
Chiamata da: Leiner🍫
"Marta, devi aiutarmi."
"Già nei guai di prima mattina eh? Per lo meno buongiorno.." Alzai gli occhi al cielo.
"Non è il momento adatto per replicare. E non sono nemmeno io ad essere nei casini." Cercai di trattenere la calma stringendo i pugni, odiavo quel tono.
"Allora parla" Dissi a denti stretti.
"Francesca e Alessandro sono spariti"
"Arrivo." Riattaccai.Chiamai Lorenzo che in meno di mezz'ora venne a prendermi in auto, per andare da Riccardo, dov'erano tutti.
"A Campobasso..." Dissi riflettendo con la band nel salotto.
"In MOLISE?" Rispose Leiner a metà tra il divertito e l'incredulo.
"Sai dov'è, vero?" Ironizzò Francesco allentando la tensione.
"Certo, idiota." Rispose l'altro a tono.Mi schiarii la voce.
"Amore non mi presenti?" Dal nulla (e dico DAL NULLA) comparve una ragazza sui diciannove anni, con capelli e occhi neri. Sopracciglia folte e labbra piene. Era forse un metro e settanta distribuito su un corpo di normali dimensioni.
Doveva essere Giuliana.
"Vi presento Giuly." Riferì Leiner a noi tutti con aria disperata.
"Torniamo a noi." Disse dopo le frettolose presentazioni. "Perché proprio in Molise?"
"Sveglia ciccio, è UNO il posto dove meno si potrebbe pensare di trovarli e DUE Francesca è di quella città." Spiegai sedendomi sulle gambe di Lorenzo.
"Riflettendo poco, si penserebbe di poterli trovare a casa di Ale, no? È troppo scontato!" Appronfondii meglio.
Tutti sembravano aver capito.
Ci infilammo nell'auto di Riccardo che era alla guida, in direzione della località molisana.
Francesca era sempre stata un tipo molto chiuso e timido (per lo meno da quando la conoscevo io), quindi non sapevo tantissimo su di lei.
Arrivammo dopo quattro ore buone di viaggio, tra soste varie in autogrill e sulla strada.
Entrammo in un bar ordinando dei caffè. Io e Giuliana eravamo le uniche ragazze ed era abbastanza imbarazzante.
"C'è un bosco nei dintorni?" Domandai al giovane cameriere che portò la nostra ordinazione al tavolo.
"A due chilometri da qui." Lo ringraziai e presi a sorseggiare quel liquido dai poteri calmanti.
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Serva Me, Servabo Te
Fanfiction2 luglio, Pescara. Marta Ruiu è la cugina del batterista dei Dear Jack. Una serata che stravolgerà la sua vita e quella del chitarrista, Lorenzo Cantarini. Dai capitoli: //Alcune volte soffrire vuol dire rinascere per scelta. Altre vuol di...