Avevo impostato la sveglia alle sei della mattina, quel 24 agosto.
Lorenzo dormiva ancora, con un braccio attorno al mio ventre.
Respirava profondamente, chissà cosa sognava.
Restai a guardare il suo viso, i suoi lineamenti perfetti, il modo in cui le palpebre nascondevano appena i movimenti involontari dei suoi occhi, le sue labbra carnose leggermente schiuse.
Era una meraviglia.
Mi alzai cercando di fare il minimo rumore e andai a lavarmi.
Infilai dei jeans a vita alta e una maglia corta, al mio solito con poca fantasia.
Mi truccai in modo leggero con matita e mascara.
Andai in cucina incontrando Artù davanti la porta d'ingresso.
"Arrivo anche da te, un minuto." Gli dissi stringendogli le orecchie.
Preparai la colazione: fragole e panna su una base di biscotti al caffè.
Apparecchiai con dei semplici tovaglioli bianchi e piatti di ceramica blu, su cui contrastava il rosso dei frutti.
Posai la confezione del mio regalo vicino il suo bicchiere ed uscii con al guinzaglio Artù.
'Chiamata da: Giorgio Cantarini'
Erano le sette, cosa poteva volere a quell'ora?
"Pronto?"
"Marta!"
"Ah Giorgio, ciao!"
"Ascolta, ieri non sono potuto venire a riprendere Artù perché... non sono potuto venire." Ci fu una pausa.
"Lo sto portando io a fare un giro, ti raggiungo?" Domandai.
"Se puoi sì, mi faresti un enorme favore." Rispose gettando un sospiro di sollievo.
"Figurati."Mi diede la via, assieme alla certezza che non fosse molto lontano.
Continuai a camminare e a guardare Artù, che scodinzolava felice.
Arrivai dopo una buona mezz'ora, attraversando un viale di breccia circondato da altissime sequoie.
Suonai il campanello e dopo poco venne ad aprirmi la madre.
"Ciao Marta!" Mi abbracciò, ancora in vestaglia. "Come mai da queste parti?" Domandò non curandosi del cane che avevo accanto e che cercava disperatamente la sua attenzione.
"Sono venuta a riportare il vostro bellissimo emh... mucchio di peli." Sorrisi. Lei rise, accarezzandolo.
"Sei venuta fin qui solo per questo, scusa. Ieri Giorgio è dovuto stare con Maria, non si sentiva bene." Si scusò dolcemente invitandomi ad entrare.
"Maria?" Domandai. Non sapevo chi fosse ma una mezza idea la avevo.
"La sua ragazza." Disse con aria ovvia. Presentimento confermato.
"Oggi è il compleanno di Lorenzo, non puoi capire quanto fosse felice ieri di rivederti e di averti con sé in questo giorno." Parlava con una calma e dolcezza disarmante.
Iniziavo a riconoscere le caratteristiche di Lorenzo in lei.
Era una bellissima donna, i capelli e gli occhi neri, esattamente come il figlio.
Alta e di corporatura normale. Il viso stanco, di chi doveva sopportare la mancanza dei figli e di un marito.Nonostante la separazione fosse avvenuta venti anni prima, c'era rimasta la cicatrice.
E le cicatrici non vanno via. Fanno male quando cambia il tempo, o quando ci pensiamo.
E lei aveva l'aspetto di chi ci pensava a tempo pieno.
"Io lo amo." Dissi semplicemente.
"Lo so, lo vedo." Rispose sedendosi accanto a me e prendendo le mie mani fra le sue, gelide.
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Serva Me, Servabo Te
Fanfiction2 luglio, Pescara. Marta Ruiu è la cugina del batterista dei Dear Jack. Una serata che stravolgerà la sua vita e quella del chitarrista, Lorenzo Cantarini. Dai capitoli: //Alcune volte soffrire vuol dire rinascere per scelta. Altre vuol di...