(3) Facchetti

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"Ecco qui il romanaccio!" esclama Mauro porgendo un   bicchiere di vino ad Antonio che si è appena unito al gruppo di calciatori   fuori dalla sede.

 

"Ciao, chi manca ancora?" chiede l'ex-laziale bevendo un   sorso di prosecco
   "Miranda, Yuto e Davide" risponde Marcelo facendo la conta
   "Nagatomo è qui idiota!" replica l'altro croato indicando il giapponese
   "Scusate, l'ho scambiato per Thoir" dice Brozo, facendo ridere tutti
   "Anto dov'è la tua accompagnatrice?"
   "Boh ho detto ad uno della primavera di farle fare un giro" risponde l'italiano   alzando le spalle
   "Sei proprio innamorato eh" scherza Samir dando una pacca sulla spalla ad   Antonio, il quale ride assieme agli altri.
   Antonio ama le donne, ama le loro forme, ama il loro corpo, ama la loro   gestualità, ama il loro modo di essere, ma non amerà mai una donna: i   sentimenti l'hanno tradito una volta e gli hanno portato via l'unica cosa a   cui tiene veramente: Bianca, sua figlia.

 

L'occhio di Antonio e degli altri viene attratto dalle figure   di Joao Miranda, sua moglie, Davide ed Esther che si stanno avvicinando.

 

Il numero 87 non distoglie lo sguardo da Esth, osserva   attentamente il modo in cui il vestito blu scuro le fascia il seno ed i   fianchi facendo risaltare la pancia allenata, mentre i capelli lunghi rosa   chiaro coprono parte della profonda scollatura sulla schiena.
   Non appena la ragazza si unisce al gruppo viene subito tartassata di domande   su cosa si mangerà da parte di Ivan e Marcelo
   "Ragazzi non ve lo posso dire, ma vi informo che sarà presente il presidente   Suning"
   "No raga io ho fame, il sushi non riempie per un cazzo" esclama Marcelo   sconsolato con Ivan
   "Glielo dici tu, sapientino, che stanno scambiando la cucina cinese con   quella giapponese?" sussurra la ragazza nell'orecchio di Antonio, che nel   frattempo le si era avvicinato
   "No gli lascio la sorpresa. Capelli nuovi?"
   "Si, non mi piacevano molto di quel biondo strano"
   "Hai ragione, ti stanno meglio così. C'è il tuo principe azzurro che ti cerca"   sussurra Antonio nell'orecchio di Esther

   

[...]

 

Una volta entrati e definita razzista l'assegnazione dei   posti, i giocatori e le loro ragazze stanno per sedersi quando arriva Zanetti   e, dopo i convenevoli saluti, porta Esther al suo tavolo per presentargli   alcune persone: i suoi ex compagni di squadra, ci sono quasi tutti gli eroi   del Triplete, assieme ad altre leggende neroazzurre come Zamorano, Crespo,   Cruz, Bergomi, Djorkaeff e Simeone. L'ultimo è il giocatore che Esther ha più   odiato nella sua vita da tifosa, non le piaceva come giocava, come si   comportava in campo e soprattutto era ed è laziale.

 

Stava parlando con Hernan Crespo, uno dei suoi idoli da   ragazzina, quando Javier la porta via dicendole: "Nel prossimo tavolo ci   sono persone altrettanto speciali, una soprattutto per te, penso" Zanetti   accompagna la ragazza al tavolo successivo in cui sono seduti i suoi ex   avversari, molti di questi hanno purtroppo appeso le scarpe al chiodo,come si   suol dire.
   Costacurta, Maldini, Sheva, Nedved, Del Piero, Pirlo ma l'occhio della   ragazza cade su uno dei pochi che non si è ritirato, il suo idolo: Francesco   Totti. Zanetti tiene proprio il capitano della Roma per ultimo nel giro delle   presentazioni, quando la ragazza stringe la mano a Francesco per poco non   muore di infarto, avere lì una delle persone più importanti per lei, parlare   con lui è una cosa che Esther aveva solo sognato, è così emozionata che non   riesce a parlare più di tanto, né nello stesso modo eloquente come accadeva   nei suoi sogni.

 

Candreva arriva ad avvisarla che al loro tavolo è   arrivata la cena e, dopo aver salutato tutti, segue il centrocampista   italiano al tavolo.

 

"Hai lasciato una pozzanghera di bava davanti alla   sedia di Totti, per me ti conviene andare a pulire, bambina"
"Non mi rompere Candreva, sono al settimo   cielo"
"Beh poco ci manca... è Totti! Er capitano. Ah già   voi laziali non capite, nun te sforzà"
"Non gasarti troppo, bambina. Su su che il tuo   principe azzurro ti sta aspettando" dice Candreva con un tono acido   nella voce, spingendo leggermente con la mano Esther verso il loro tavolo.

   

Durante le pause tra una porzione e l'altra Esther si   mette al lavoro: qualche foto per Instagram, qualche snap per Snapchat ed in   oltre controlla che i giornalisti e il resto dei media sia a posto; per   Zanetti e sua moglie è molto importante questa serata e vuole che tutto sia   perfetto, non solo perché è il suo lavoro, ma anche perché ha capito   l'importanza umana della Fondazione Pupi e quanto sia importante e nobile il   suo scopo.
Finita la cena, mettono su un po' di musica e molti invitati si riversano in pista; Esther vede Gaia e, mentre Davide va a prendere da bere, va a salutarla.

"Ti ho visto con Santon, è un bravo ragazzo, ti farebbe bene"
"Lo so, ma sai che non sono capace ad avere una relazione con i bravi ragazzi, anzi con i ragazzi"
"Bene allora mettiti con me"
"Scusa Gaietta, ma mi piace troppo il cazzo"
"Severa ma giusta ahah, allora provaci magari è quello giusto"
"Giusto per cosa? Daje Gaia non prendiamoci in giro"
"Beh potresti cominciare col smettere di fumare quelle merde"
"Stavamo parlando di maschi"
"Io stavo parlando con una ragazza intelligente e seria un po' di tempo fa. Ora ho davanti una bambina che non si assume le responsabilità per le cazzate che ha fatto nella sua vita, scaricando la colpa sugli altri e riparandosi dietro delle stupide canne" detto questo Gaia gira i tacchi e ritorna dalla sua accompagnartice, Carole.

Esther, non appena Davide torna con i cocktail, gli dice che va in bagno mentre invece passando per una porta secondaria, va in giardino a fumare.
Quando pensa finalmente di essere sola con i suoi pensieri, la voce di Candreva rovina quel suo momento di pace
"Anche ai bambini vendono quella roba?"

Rotten; Antonio CandrevaLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora