Cerco di connettere tutto velocemente, ma non riesco davvero a capire il senso della sua ultima frase. Matthew svolta a sinistra, così lo seguo provando ad aumentare il passo per raggiungerlo.
«Cosa significa? Stanno dando la caccia a me? Perché? Chi sono queste persone?» gli faccio una domanda dopo l'altra velocemente. Tutte queste informazioni non combaciano, non riesco più a capire cosa sia vero e cosa fosse una bugia e il mal di braccio persistente non mi aiuta a concentrarmi.
«Sono tanti, io ne conosco solo alcuni. Io e Cameron abbiamo partecipato due anni fa come Scouts, Cameron era fissato con questo gioco, durante l'anno non faceva altro che parlarne, è impazzito per trovare qualcuno che potesse farci partecipare. È sempre stato un ragazzo che si butta nelle risse senza pensarci due volte, un totale coglione, ma quella volta sapevo che si stava mettendo in qualcosa di più grosso, e non potevo lasciarlo andare da solo.» sono rapita da ogni singola parola del suo racconto, e l'intensità con cui parla cancella dalla mia mente qualsiasi dubbio. Il modo in cui parla di questo Cameron, il modo in cui pronuncia il suo nome, nasconde una tristezza di fondo che non può che essere reale e sentita.
«Non sapevo in cosa mi ero cacciato finché non è davvero venuto il momento di scegliere le vittime, Cameron scelse un ragazzo con cui aveva fatto a botte a scuola la settimana prima, io lasciai scegliere a lui per me, non volevo sporcarmi le mani del sangue di qualcun altro. Ma successe comunque, e quando i cacciatori trovarono quel ragazzo e l'ex ragazza di Cameron e li portarono dentro al labirinto per ucciderli, io non ce la feci, me ne andai.»
Continuiamo a camminare finché un rumore metallico fa arrestare il passo di entrambi. Matthew allunga un braccio e mi spinge lateralmente contro il muro bagnato, appoggiandoci contro la schiena a sua volta. Avanziamo poco finché non ci troviamo ad un altro incrocio. Il rumore si ripresenta, questa volta più forte, proviene da sinistra ed è seguito da alcune voci.
«Non siamo noi piccolina, è il gioco l'assassino.» la voce rauca è seguita da alcune risate, sempre più forti e vicine.
Matthew mi fa segno con la mano di spegnere la torcia ed io lo faccio subito, cercando di non lasciare tremare troppo le mie dita.
Quando i passi si fanno quasi dietro l'angolo, Matthew si avvicina a me per sussurrarmi all'orecchio. «Sono tre, ragazza compresa, posso sparare a tutti prima che loro capiscano anche solo dove sono, tu inizia a correre verso destra appena senti il primo colpo.»
Annuisco, ma poi ci ripenso meglio. «E la ragazza?»
Lui si gira ancora e sento il suo naso sfiorare il mio, non so se il battito accelerato del mio cuore sia maggiormente provocato dall'inesistente distanza tra i nostri visi o dalla paura. «La uccido, cosa dovrei fare?»
Spalanco gli occhi sconvolta, senza realizzare che lui non può vedere il disappunto nel mio sguardo. «Qualsiasi cosa, ma non uccidere un'innocente. Il Matthew di cui stavi parlando prima non l'avrebbe mai fatto.»
«Oh, non hai ancora sentito tutta la storia.»
Un cerchio di luce si sposta velocemente sul muro davanti a noi, la torcia di quei ragazzi mi regala abbastanza luce da poter vedere gli occhi di Matthew, e la paura che li sta attraversando, che, per la prima volta, so essere sincera.
Gli afferro il braccio prima che lui scatti in piedi, «Non ucciderla, per favore.» lui mi guarda per qualche istante, indeciso, poi mi fa segno di alzarmi con la testa e punta la pistola davanti a se.
Con la mia stretta in mano, mi preparo a correre. Senza che nemmeno me ne accorga, Matthew spara il primo colpo, e io mi sporgo oltre le sue spalle per capire cosa sia successo, vedo a mala pena il corpo di un ragazzo mascherato cadere a terra prima che Matthew mi spinga via e costringa a correre.
Mi volto velocemente e la torcia punta su di me per qualche istante, è affiancata da una pistola che sta per sparare un colpo ma che cade a terra, insieme a colui che la reggeva.
Mentre anche la torcia cade riportando il buio totale intravedo altri ragazzi correre verso Matthew e la ragazza che era stata presa, adesso libera.
«Matt, andiamo!» sono ferma in mezzo al corridoio destro dalla fogna, e Matthew non sembra intenzionato a raggiungermi. I passi si fanno sempre più vicini e le grida con loro.
«Corri, devo occuparmi di loro!» grida lui in risposta.
«Non me ne vado senza di te!» grido anch'io, ci sono troppe cose che ancora non so, ho bisogno di lui.
«Corri, vai!»
«No!» grido più decisa che mai.
«Cazzo!» lo sento imprecare, e riesco a capire che si trova ancora fermo dove era prima. «Va bene, muoviamoci.» dei passi veloci attraversano l'acqua, capisco che mi sta raggiungendo e che sta portando la ragazza con lui.
Quando il suo petto sbatte contro la mia schiena inizio a correre a mia volta, più veloce di quanto abbia mai fatto oggi.
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Killer Game | Matthew Espinosa
FanfictionDue sconosciuti si ritrovano a scappare e salvarsi la vita a vicenda durante la notte dello Sfogo Annuale indetta dallo Stato. «Nessuno morirà stanotte» [fanfiction ispirata al film Anarchia: La Notte Del Giudizio]
