2. house party

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21 Marzo, 14.00

Quando questa mattina Melanie mi ha parlato della festa in casa che organizza Cole, un suo grande amico (stando a quello che mi ha detto), ho subito pensato che fosse un'idea stupida, pericolosa e insensata. Ma la frase 'festeggiamo nella speranza di rincontrarci il prima possibile non tanto lontani da qui' scritta sul volantino che lei mi ha passato qualche minuto dopo mi ha convinta.

Avevo vissuto ogni sfogo con il terrore che qualcuno potesse irrompere in casa mia, uccidere me e i miei genitori o, peggio, solo loro. Ora che la mia più grande paura si è avverata sento di non dover essere più spaventata da questa notte, non ho più nulla da perdere se non la mia ormai insignificante vita. Quindi che problema c'è nel festeggiare un po'?

«Questo come sta?» chiede la ragazza davanti a me, Melanie. Indossa un vestito bianco con il corpetto nero, è tutto liscio e semplice. Sta davvero bene con i suoi capelli castani e lunghi.

«Benissimo!» esclamo, provo ad utilizzare il tono più allegro che ho, in realtà il fatto che è l'anniversario della morte dei miei genitori mi sta facendo perdere l'entusiasmo.

«Perfetto, prendo il cellulare e andiamo!» mi sorride.

Mi sembra strano andare ad una festa dopo tutto questo tempo, soprattutto se questa è di pomeriggio.

Melanie torna in stanza dopo poco, mi fa segno e mi alzo dal suo letto pronta a seguirla al piano di sotto. Passando do uno sguardo al mio riflesso nello specchio: Air Force nere, shorts di jeans, calze nere alte fino alle ginocchia e una canottiera coperta da un giacchetta in pelle. Il mio viso non è così truccato da quelli che mi sembrano secoli anche se, dopotutto, tutto ciò che ho è uno strato di maschera, eye-liner e rossetto chiaro.

Scendiamo le scale e saluto i suoi genitori che, una in cucina e l'altro sul divano a guardare il telegiornale, ci rivolgono lo stesso sguardo preoccupato.

«Tornate alle sei e mezza, mi raccomando» dice Tyra, sua madre.

«e state attente.» continua suo padre Paul, mi dispiace che debbano passare la serata preoccupandosi per noi ma quando Melanie si mette in testa qualcosa nemmeno loro riescono a dissuaderla.

«Ci vediamo dopo!» sorride ancora lei e li saluta con un gesto della mano, io faccio lo stesso ma il mio sorriso esce più triste di quello che avrei voluto.

Non voglio che queste siano le ultime cose che Melanie dice ai suoi genitori e mi odio per essere così negativa e stare anche solo pensando una cosa del genere, ma è più forte di me.

Killer Game | Matthew Espinosa Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora