«E allora vai, salvati e lasciami qui.» dico piano tra un singhiozzo e l'altro.
«Non posso Eve, non posso cazzo.» quasi grida le ultime parole tirando un calcio all'acqua, che schizza e colpisce la parete al mio fianco.
«Mi spieghi perché mi stai aiutando?» grido anche io, sbattendo il palmo della mano contro il pavimento di cemento duro; e insieme alla scossa di dolore un pensiero si fa chiaro nella mia mente «Tu non mi stai aiutando,» dico piano, accusandolo «io sono la tua preda e stai cercando di portarmi da loro!»
Mi alzo in piedi di scatto tenendo stretta la mia pistola e lo illumino con il cellulare. La sua espressione é indecifrabile.
«Non è così semplice.» ammette lui per poi passarsi una mano tra i capelli nervoso.
È così. È sempre stato così, non ha mai cercato di aiutarmi.
«E allora spiegami. Com'è? Lo fai perché ti pagano, ti ricattano, o forse sei solo sadico?» sputo una parola dopo l'altra tenendo ormai la pistola bassa ma le giuste distanze. Sono arrabbiata, ma troppo stanca per opporre una minima resistenza.
E non parlo di stanchezza fisica, quella è quasi secondaria. Sono stanca di essere presa in giro, sono stanca di non sapere dove andare, sono stanca di quello che questa notte mi sta costringendo a fare.
Sono stanca dei segreti di Matthew.
«Questo posto non è sicuro, andiamo da un'altra parte e ti racconterò tutto.» prova ancora a convincermi.
«Certo, se preferisci mi imbavaglio da sola così puoi portarmi direttamente da loro.» dico ironica, ma nessuno dei due ride.
«Senti, non so chi ti abbia messo in lista, ma io sto cercando di mettere fine a questo gioco, per Cameron, e ho bisogno di avvicinarmi il più possibile, e tu sei l'unica che può aiutarmi a farlo.» spiega confusamente, io cerco di collegare le informazioni. Sono nella lista delle prede? Quindi Matthew deve essere il mio cacciatore. «L'hanno ucciso, okay?» dice velocemente, mentre io sono ancora assorta nei miei pensieri. «Hanno ucciso Cameron e la polizia non può farci niente perché è legale, penso che tu soprattutto sia in grado di capire quanto sia brutto perdere qualcuno a cui tieni e non potere far nulla.»
Io soprattutto? La mia famiglia. Sa troppe cose.
«Come fai a sapere dei miei genitori?» gli chiedo smarrita, sto cercando di collegare tutte queste nuove informazioni ma sembra più complicato di quanto mi sarei aspettata. Ho troppe domande e troppo poco tempo.
«Il Killer Game è un gioco psicologico, le prede non vengono solo uccise o torturate fisicamente, gli Scouts si occupano di scoprire ogni cosa che possa scuoterle, farle soffrire, ucciderle lentamente. I punti deboli, i traumi, le persone che amano di più. Usano tutto questo per rendere il gioco piu interessante e la loro morte più dolorosa. Chi ti ha scelto deve sapere molto su di te.»
Resto a bocca aperta, non avrei mai pensato che potessero esistere delle persone così malate al mondo, ma una frase mi rimbomba nella testa.
«Chi mi ha scelto?» la ripeto confusa, ma esce più come una domanda, così Matthew non tarda a rispondere.
«Non lo so, lo scopriremo solo una volta nel Luna Park.»
00.00
Io e Matt camminiamo ancora nelle fogne per quelli che sembrano secoli, ma sono probabilmente non più di 20 minuti, prima di riuscire a trovare un'uscita.
«Quindi anche tu sei una preda?» gli chiedo appena lui finisce di spiegarmi tutto.
«È probabile, è successo anche a Cameron, per questo non escluderei questa ipotesi, e comunque è l'unica spiegazione plausibile per i ragazzi mascherati di prima, questo è il mio territorio di ricerca e essendo Hunters anche loro lo sanno. Non avrebbero altro motivo per essere qui e per averci inseguito.» spiega ancora.
Tutto è più chiaro, e non sono sicura che questa sia una cosa positiva.
A volte non conoscere la verità è meglio se questa è così terribile.
A pochi metri da noi si trova ora una porta, io e Matt ci scambiamo uno sguardo confuso, poi lui annuisce, così ci avviciniamo a questa con più fretta.
«È strano, non pensavo che ci fossero uscite di emergenza o cose del genere per le fogne.» se la situazione non fosse quella che è, potrei anche ridere cogliendo la sua ironia, ma il terrore di trovare altri Hunters al di là di questa porta mi costringe a restare seria.
Matthew prova a girare la maniglia, la quale non si apre. Così inizia e tirare dei calci alla porta e prosegue con delle spallate, ma questa non sembra muoversi di un centimetro.
«Fa provare.» esclamo io, stanca di aspettare. Lui si sposta lanciandomi uno sguardo scettico.
Mi allontano di qualche passo e inizio a sparare alla maniglia, dopo tre colpi questa salta e la porta si spalanca.
Matthew mi guarda con un misto di fierezza e incredulità. Io abbozzo un mezzo sorriso, come per fargli capire che non deve ringraziarmi o cose del genere e lui annuisce.
Lui prende il mio cellulare e illumina l'interno della porta.
Siamo passati dalle fogne al tunnel di una metropolitana.
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Killer Game | Matthew Espinosa
FanficDue sconosciuti si ritrovano a scappare e salvarsi la vita a vicenda durante la notte dello Sfogo Annuale indetta dallo Stato. «Nessuno morirà stanotte» [fanfiction ispirata al film Anarchia: La Notte Del Giudizio]
