Harry Styles, ventitré anni, è uno dei ragazzi inglesi più belli ed incasinati di Washington. Persi i genitori, Harry non sa più cosa farsene della sua vita. Il suo rifugio? Il divertimento. Quello stesso divertimento definito da Blaise Pascal, filo...
«Dovresti sul serio chiudere quel libro». Gigi stava cercando di convincere Barbara ad accompagnarla al centro commerciale. Il giorno dopo sarebbe stato il compleanno di Gigi e, ovviamente, si era ridotta all'ultimo minuto per comprare un vestito da indossare alla sua festa. La proposta di Barbara di indossare un vestito che già possedeva l'aveva sconvolta; era tradizione ormai che ad ogni suo compleanno avrebbe dovuto comprare qualcosa di nuovo ed era altrettanto tradizione che, ogni anno, si riduceva a farlo solo il giorno prima della festa. In caso non l'avesse trovato, Barbara sapeva già che avrebbe dovuto sorbire le sue imprecazioni ed i suoi pianti disperati per dover indossare un vestito che aveva già indossato in una precedente occasione.
«Non posso! Devo studiare e sono indietro con il programma». Barbara non era per niente indietro con il programma, ma l'idea di accompagnare Gigi non era particolarmente allettante.
«Ma mi serve una mano! Ho bisogno di te e dei tuoi consigli, se voglio fare bella figura». Il tono di Gigi era disperato, mentre se ne stava in piedi davanti al loro letto matrimoniale, dove Barbara era seduta a gambe incrociate con il libro di letteratura aperto davanti.
«Potresti andare con Zayn». Propose, anche se sapeva quanto Zayn odiasse i centri commerciali.
«Oh, sta' zitta». Disse mettendo le mani sui fianchi. «Te lo chiederò all'infinito, se sarà necessario per convincerti». In qualche modo, Barbara sapeva che ne sarebbe stata capace. Era sempre stata determinata, e se aveva in testa qualcosa, doveva portarlo a termine e far sì che tutto andasse secondo i suoi piani. Barbara, a quel punto, non poté far a meno di accettare. In fondo, da brava amica qual era, non poteva lasciare che andasse da sola, quando sapeva che contava su un suo consiglio; e poi erano sempre andate insieme.
«E va bene». Disse, alzando gli occhi al cielo. Si alzò dal letto e chiuse il libro di letteratura, prima di sfilarsi il pigiama di flanella, che era solita indossare quando stava in casa, ed indossare velocemente un paio di pantaloncini ed una t-shirt a maniche corte.
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Gigi era soddisfatta per essere riuscita a convincere la sua coinquilina e se ne stava sull'uscio della porta di casa ad aspettare che Barbara fosse pronta, prima di andare. Il centro commerciale non era distante: ciò che rendeva il loro appartamento perfetto era la sua posizione strategica; infatti, tutto ciò di cui Barbara e Gigi potessero aver bisogno era nelle vicinanze. Quando Barbara raggiunse Gigi, camminarono verso il box, dove tenevano la macchina.
«Hai già un'idea di cosa vorresti indossare?» Le chiese Barbara, mettendo la cintura di sicurezza. Sapeva fosse una domanda retorica che presupponeva una risposta negativa, ma pensava che, almeno per una volta, Gigi avesse le idee chiare.
«In realtà..no» disse la bionda sospirando. Barbara ne era sicura, così non aggiunse altro. Cinque minuti dopo, entrarono nel parcheggio del centro commerciale e, prima che Gigi iniziasse ad inveire contro le altre vetture che cercavano di trovare un parcheggio, Barbara si attivò nella ricerca di un posto dove lasciare la macchina.
«Gigi!» la richiamò, facendola saltare sul sedile del guidatore. «Lì, vai» disse indicando una macchina che, proprio in quel momento, stava andando via.
«Che botta di culo!» urlò Gigi nell'abitacolo. Entrambe scoppiarono a ridere, prima che Gigi ingranasse la marcia ed accelerasse per raggiungere al più presto il posto libero ed evitare che qualcuno gliel'avesse rubato. Quando scesero dall'auto, il caldo degli ultimi giorni di settembre le colpì in pieno viso. Se avessero potuto, sarebbero rimaste in auto tutto il giorno, con l'aria condizionata azionata al massimo; ma trovare un vestito per Gigi era una missione, turbolenta quanto difficile, che non poteva essere rimandata. Per fortuna, all'interno della struttura, l'aria era fresca ed avrebbe reso meno faticoso - o almeno Barbara sperava - la ricerca dell'abito perfetto. Si chiedeva quando avrebbe smesso di ridursi sempre all'ultimo minuto, ma, alla fin fine, la risposta era sempre la stessa: mai.
«Io entrerei lì». Disse Gigi, indicando il primo negozio nel loro raggio visivo.
Barbara annuì, prima che entrambe camminassero verso il primo negozio di una lunga, lunghissima serie. Gigi vagava tra le varie relle di vestiti, prendendone quanti più poteva raccoglierne su un braccio. Nel frattempo, Barbara continuava a guardare in cerca di qualcosa che andasse bene anche per lei, anche se non era di certo una questione di vita o di morte prendere un nuovo vestito; avrebbe potuto indossare ugualmente un abito che già possedeva.
«Ti conviene dare uno sguardo anche per te. Sai che non metterai qualcosa che già hai, vero?» A quel punto, Barbara si chiedeva se Gigi le avesse letto nella mente.
«Siamo per caso affette da una forma di telepatia o qualcosa del genere?» Chiese Barbara, continuando a guardare tra i numerosi vestiti, sui quali faceva scorrere la mano per prenderli, guardarli e rimetterli al proprio posto.
«Ti conosco come le mie tasche e so bene che stavi pensando che puoi far a meno di un vestito nuovo e metterne qualcuno che hai già; ma sai che ti dico?» Disse la bionda, avvicinandosi a Barbara con entrambe le braccia ricolme di vestiti. Quando le fu giunta davanti, continuò.
«Ti dico che dovresti iniziare a pensare un po' di più a te e non sempre agli altri. Non puoi startene sempre in un angolo. Hai un fisico da far paura: valorizzalo!»
A quel punto, Barbara non sapeva come ribattere. In fondo pensava che Gigi potesse aver ragione e che non darsi per scontata, come invece era solita fare, le avrebbe fatto bene. Le sorrise ed annuì, abbassando nuovamente lo sguardo sulle relle. Gigi le fece un un'occhiolino, perseguendo la sua ricerca al fianco di Barbara, per setacciare anche quella zona.
«E poi ci saranno tanti ragazzi..» Aggiunse.
«Sai che non mi interessa avere un ragazzo ora come ora».
«Si.. come no».
Dopo circa mezz'ora di ricerca, Gigi e Barbara decisero di raggiungere i camerini per dar avvio all'arduo step della prova vestiti, ma prima che potessero rivolgersi a qualcuno per chiedere indicazione sui camerini, ecco che, alle orecchie di entrambe, giunse una risata familiare; una risata inconfondibile. Voltarono entrambe lo sguardo, prima di vedere Niall ridere di gusto, seguito da Louis, Liam e Zayn.