Una risatina sommessa e uno sguardo fin troppo conosciuto ti fanno alzare gli occhi al cielo. "Ma sei scemo?" Gli tiri un leggero schiaffo sulla guancia ma la sua espressione divertita non cambia.
"Dovevi vedere la tua faccia, eri terrorizzata!" Sussurra Thomas a pochi centimetri dal tuo volto.
"Beh, un maniaco entra nella mia casetta e sussurra il mio nome poi mi afferra e non dovrei essere spaventata? Vorrei vedere te al mio posto! Probabilmente staresti urlando in preda agli spasmi!"Esclami cercando di non guardarlo negli occhi.
Il suo sguardo esercita uno strano potere magnetico su di te e l'ultima cosa che vuoi al momento è rimanere a fissarlo inebetita.
"Addirittura in preda agli spasmi?" Chiede avvicinandosi impercettibilmente.
"Sì" dici semplicemente e scivoli lontano dalla presa della sua mano.
Il silenzio si dilata attorno a voi, ormai scalfito solo dai respiri leggeri delle ragazze che dormono beatamente, ignare del fatto che a pochi passi da loro un ragazzo e una ragazza si guardano con occhi che dicono più delle parole sfuggite.
La mano di Thomas, fresca nonostante il caldo estivo, si allunga fino a sfiorare e a stringere la tua appoggiata sopra il lenzuolo leggero.
Quel contatto così inaspettato ma allo stesso modo assai gradito fa crepare tutte le barriere che ti sei costituita fino a questo momento.
"Vieni con me..." sussurra accarezzando il dorso della tua mano.
E questa piccola frase appena accennata basta a far sì che le barriere cadano sgretolandosi con infinita dolcezza.
Ti alzi lentamente dal letto e prendi le scarpe; messe queste, cercando di fare meno rumore possibile, raggiungete la porta e lì, lasciando la mano di Thomas, ti giri per dare un ultimo sguardo indietro non sapendo se questa è la cosa giusta da fare.
"Vieni..." sussurra il ragazzo alle tue spalle vicino al tuo orecchio.
Respingendo ogni senso di colpa, lo segui e iniziate a correre lontano dal piccolo centro, nel bosco che non appare buio e tetro, ma luminoso e incontaminato.
Cercando di trattenere le risate quando uno o l'altro rischia di cadere, sembra quasi un bellissimo sogno, assurdo e pazzo, ma comunque bellissimo.
Dopo qualche minuto, arrivate alla recinzione che delimita l'area.
È alta circa due metri ed è fatta di metallo grigio; una cartello bianco e rosso che intima di fermarsi campeggia minaccioso sopra le nostre teste.
"Beh, fine della corsa. È stato divertente!" Dici mettendo le mani sui fianchi e continuando a guardare il cartello.
"Stai scherzando spero!" Esclama Thomas guardandoti con un sopracciglio alzato.
"Leggi anche tu che non possiamo andare oltre!" Gli rispondi scuotendo la testa, non capendo cosa intenda.
"E dov'è il problema? Scavalchiamo." Dice lui con semplicità.
"Sei serio?"
"Sì"
"Tu hai dei problemi"
"Gravi"
"Molto gravi"
"È uno dei miei pregi"
"Vantatene"
"Sì, e anche spesso se dobbiamo dirla tutta"
Alzi entrambi le sopracciglia e osservi i suoi occhi puri carichi di gioia.
