Alle cinque Nico si presentò alla baia e a parte alcuni ragazzi del campo, Will non era ancora arrivato. Sospirò. La testa era piena di mille domande ed insicurezze, per tutto il giorno si era chiesto se era veramente la cosa giusta accettare l'appuntamento di un figlio di Apollo. "Puoi sempre andartene" gli sussurrò una vocina nella testa quando ormai era vicino alla spiaggia. Quel pensiero fece riaffiorare nel ragazzo tutte quelle volte in cui era scappato, allontanandosi per scelta dai problemi della vita, fuggendo davanti a qualunque cosa per paura di essere abbandonato ancora. Si chinò per raccogliere un sasso levigato, se lo passò un paio di volte tra le mani facendolo saltare altrettante volte sul palmo, si piegò un po' con le ginocchia e con un colpo secco del polso lo lanciò contro le onde, che placide morivano a riva. Il sassolino aveva fatto quattro balzi prima di essere inghiottito dall'acqua e appena scomparve Nico si abbassò per prenderne altri, per ingannare l'attesa e distrarre quelle fastidiose farfalle nello stomaco.
Fece rimbalzare contro le onde altri due sassolini ben levigati e quando si preparò per lanciarne un terzo, un rumore alle sue spalle lo fece tornare nel mondo reale lasciandogli cadere il sasso che aveva nelle mani. « Pensavo mi dessi buca » scherzò Will, avvicinandosi al ragazzo e raccogliendo da terra il sasso che aveva lasciato andare.
« Ancora un po' e me ne sarei andato » rispose forse un po' troppo serio Nico, non riuscendo a distogliere gli occhi da quelli azzurro cielo di Will.
« Mi hanno trattenuto. Uno della quinta casa si è beccato una freccia nelle chiappe » gli disse rigirando il sasso bianco tra le dita abbronzate e affusolate. « Sai » si schiarì la voce. « Mi sono sempre chiesto come si lanciano questi cosi » gli confidò, tenendo in mano il sasso. Nico inarcò un sopracciglio, trovando assurdo che un figlio del dio delle arti non sapesse come far saltare sul pelo dell'acqua un sasso. « È piuttosto semplice » iniziò a dirgli, cercando a terra qualche sasso levigato. « Intanto servono dei sassi abbastanza piatti, così che possono scivolare meglio sul pelo dell'acqua » spiegò, mettendosi in tasca cinque dei sassi che aveva trovato. « Poi ti pieghi un po' con le ginocchia, tendi il braccio e lanci così il sasso » mentre parlava gli diede anche una rapida dimostrazione, questa volta ne fece quasi cinque di rimbalzi. Will guardò ogni suo movimento, cercando di capire i come muoversi e di conseguenza imitarlo. Provò subito dopo al lancio di Nico, ma invece di fargli fare almeno un paio di salti quello sprofondò direttamente sott'acqua. « Quasi » Nico soffocando una risata, dandogli un altro sasso e spiegandogli più da vicino quale posizione assumere. Will ci riprovò, non voleva fare una figuraccia davanti agli occhi del ragazzo, e infatti il secondo tentativo già andò un po' meglio.
« Come hai imparato? » domandò Will, appena finì di lanciare il terzo sasso. A quella domanda il viso di Nico si incupì un po'. « Sai non me lo ricordo » rivelò, lanciandone uno anche lui. « Credo sia stato prima » abbassò lo sguardo, come a guardare la fonte dei suoi problemi. Non era un segreto che Nico non apparteneva a quell'epoca, tutti sapevano che sia lui che la sorella Bianca avevano passato un lungo periodo ad un certo Hotel Lotus.
« Non hai dei ricordi di "prima"? » domandò, cercando di essere meno indelicato possibile. Nico scrollò le spalle. « Ogni tanto ci sono come dei frammenti » rispose assieme ad una smorfia, lasciando scivolare un altro sasso bianco sul pelo dell'acqua. « Non so però se sono frutto della mia immaginazione o sono veri » spiegò, storcendo di lato le labbra. « Ho dei ricordi sfocati della scuola in cui andavo, dei giochi che facevamo in cortile » era la prima volta che ne parlava con qualcuno, e dopo averlo detto si lasciò sfuggire un lieve sorriso che non passò inosservato agli occhi di Will. « Puoi sempre averne di nuovi » propose Will, lanciando l'ultimo sasso che aveva in mano. Nico sbuffò, portandosi le mani nelle tasche dei jeans, dondolando con i talloni sul posto.
« Forse, ma per ora non ho un granché di bei ricordi a cui aggrapparmi » cercò di essere autoironico, ma la cosa non gli riuscì molto bene.
Dopo quella frase calò un breve momento di silenzio. Will non sapeva esattamente cosa dire, dopotutto era un semplice adolescente che spesso si faceva carico di problemi ben più grandi di lui e quello, era certo, fosse uno di quei problemi. Era venuto a conoscenza solo in parte di ciò che era successo in Europa e di quel poco che sapeva erano solo voci di corridoio nemmeno troppo informate. « Comunque non ho ancora avuto modo di ringraziarti » disse dopo un po' Nico interrompendo quel silenzio da lui creato, lo sguardo era rivolto verso Will. « Non era nemmeno mia intenzione scomparire » si scusò, abbassando lo sguardo sentendosi in colpa.
« Lo so » accennò una risata Will, portando l'attenzione verso l'oceano. « Senti » si schiarì la voce. « Ti va se domandi andiamo a fare un po' di canottaggio? » propose il ragazzo, tornando a fissare Nico, stendendo uno dei suoi radiosi sorrisi. Il figlio di Ade lo fissò incerto, sollevando un sopracciglio: non era un grande fan dell'acqua, preferiva tenere i piedi saldi a terra, però pensò fosse indelicato rifiutare. « Certo, perché no » accettò, cercando di vedere del positivo nella sua offerta di passare un po' di tempo insieme. Alle sue parole Will ne fu entusiasta, quel giorno in infermeria non mentiva, ci teneva davvero a conoscere Nico Di Angelo come nessuno ha mai fatto in quel campo.
I due ragazzi si presero le restanti due ore, prima del richiamo della conchiglia, per parlare di cose semplici, a fare gossip e in quello Will eccelleva parecchio. Parlò per quasi tutto il tempo il figlio di Apollo, lasciando le esclamazioni e le domande a Nico, il quale non era molto interessato a sapere che Tizia aveva baciato Caio per far ingelosire Sempronio il quale non si ricordava più che cosa aveva combinato. Nico però lo ascoltava educatamente – e come quei giorni passati in infermeria – non gli importava prendere parola o entrare nel vivo del discorso, voleva semplicemente passare del tempo con Will, che non sapeva bene come facesse, ma quando gli stava accanto emanava uno strano e piacevole calore.
Il monologo di Will terminò nell'esatto momento in cui suono la conchiglia, richiamando i ragazzi del campo ad andare nel padiglione centrale. Entrambi i ragazzi risalirono la collinetta che separava il campo dalla spiaggia ed insieme – tra azzurre risate e battute – arrivarono alla mensa del campo e lì si divisero, andando ognuno al proprio tavolo.
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RICOMINCIO DA TE // solangelo
Fanfiction[Conclusa] La fanfiction è ambientata subito dopo la guerra contro Gea e il campo rivale. Questa è un po' la mia visione su come potrebbe essere nata la relazione tra Nico e Will. Buona lettura! ©copertina creata da me su Canva.com ©tutti i diritti...
