Capitolo 4

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Da quando la guerra era terminata e i due campi avevano iniziato a mescolarsi per imparare nuove tecniche di addestramento, anche la mensa aveva iniziato lentamente a mutarsi come quella di Nuova Roma, anche se qualcuno – chi preferiva lo status quo storceva il naso vedendo semidei di altre case sedersi in tavoli di altri.

La prima volta fu la sera in cui Jason dichiarò di voler rimanere al campo, sentendosi finalmente in un luogo che poteva chiamare casa. Quella sera si alzò di punto in bianco dal suo tavolo solitario, andandosi a sedere in quello di Afrodite scatenando lo stupore e il dissenso di qualcuno, di certo il tavolo della dea dell'amore non era in disaccordo sull'ospitare il bel biondo.

Anche quella sera c'era un bel movimento alla mensa, i semidei si spostavano di tavolo in tavolo, rendendo la cena più caotica e vivace.

Dopo aver fatto la sua offerta nel fuoco, con nessuna richiesta o preghiera in particolare, Nico ritornò al suo tavolo, preferendo di gran lunga la solitudine e la tranquillità, peccato che non tutti rispettavano il suo stile di vita. A fargli compagnia al tavolo c'era Jason, che come aveva promesso iniziò più spesso a fargli compagnia durante i pasti. « Afrodite ti ha cacciato dal suo tavolo, Grace? » domandò con un pizzico di ironia Nico, prendendo un sorso dal calice. Jason provò a soffocare una risata. « Se vuoi tolgo il disturbo » rispose, prendendo tra le mani una pagnotta di pane bella calda. Il ragazzo davanti a lui alzò un sopracciglio, come se ad una sua risposta affermativa lui si sarebbe alzato. « Fa come ti pare » sbuffò, alzando gli occhi al cielo.

« Allora » parlò dopo un po' il figlio di Giove, attirando l'attenzione di Nico. « Domani mattina ci vediamo ancora per gli allenamenti all'arena? » domandò Jason, prendendo con la forchetta gli asparagi. Nico rimase per un momento in silenzio, fissando il volto dell'amico. Si era dimenticato di aver promesso a Jason di allenarsi con lui la mattina dopo. « Ah » esclamò imbarazzato. «No, no io... io ho altro da fare» borbottò, abbassando lo sguardo sul piatto. A quella risposta Jason lasciò perdere completamente la cena, ora era molto più curioso di sapere cosa aveva di meglio da fare Nico da abbandonarlo così all'improvviso. « E cosa sarebbe? » domandò, incrociando le braccia sul tavolo. Nico si accigliò, come se fosse davvero obbligato a rispondergli. « Non sono affari tuoi » rispose brusco, prendendo un altro sorso dal suo calice, puntando mentre beveva gli occhi verso il tavolo della settima casa, sempre vivaci e solari come solo i figli del dio del sole erano in grado di essere. « Sai, vero, che lo verrò a sapere comunque » sorrise furbo, dopotutto prima o poi tutti nel campo entravano a conoscenza dei fatti degli altri e a quella specie di provocazione Nico sbuffò, ci teneva alla sua privacy, ma concordava sul fatto che il ragazzo lo sarebbe venuto a sapere da fonti esterne e lo avrebbe di conseguenza riempito di stupide domande. « D'accordo » sospirò, appoggiando il calice sul tavolo. « Vado a fare un giro in barca » scrollò le spalle, cercando di sembrare il più scocciato possibile.

« Ah sì? » appoggiò la mano sul viso, sorpreso da quella risposta, tutti erano a conoscenza del fatto che per alcuni semidei certi elementi erano off-limits. « Sì, Jason. » sbottò, roteando gli occhi. « E con chi vai? » sussurrò il bel ragazzo biondo, facendosi più vicino. Nico a quella vicinanza si spostò un po' indietro con la schiena, sentendo le orecchie diventare più calde. « Me l'ha chiesto Will » arricciò le labbra, come per dire "che ci posso fare?".

« Ah. » esclamò sorpreso Jason, voltandosi un secondo verso il tavolo di Apollo, dove lì i suoi figli si stavano divertendo e intrattenendo con poesie e canzoni pop. « Non pensavo ti piacessero i biondi » a quella frase per poco Nico non si strozzò con un pezzo di carne, facendo girare per curiosità alcuni semidei e alzare qualcuno in particolare del tavolo sette per andare a vedere di persona cosa stesse succedendo. Quando poi tutto sembrò essere tornato alla normalità, il ragazzo che si era quasi del tutto alzato in piedi tornò a suo posto, ridendo ad una battuta di uno dei suoi fratelli, evitando di guardare il tavolo del figlio di Ade.

RICOMINCIO DA TE // solangeloDove le storie prendono vita. Scoprilo ora