Capitolo 13

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La fine del periodo estivo al Campo Mezzosangue arrivò. La maggior parte dei semidei erano pronti per lasciare il campo e tornare alle loro case, altri invece erano costretti a passare lì tutto l'anno, con la promessa di visitare anche il Campo Giove di tanto in tanto.

Will e Nico non parlarono più di quello che era successo la notte durante la partita, non ne parlarono nemmeno con i membri fidati del campo. Ciò che era successo nel bosco lì era destinato a rimanere.

La casa 13 sembrava ancora più vuota ora che Nico aveva fatto i bagagli, ricordandosi di mettere in valigia anche la scatola certo che le arpie l'avrebbero buttata. Alla fine aveva deciso di partire per il campo romano, aveva avvertito Reyna del suo arrivo in giornata e lei gli aveva promesso di trovargli un alloggio nella città vicino al campo. Gli accennò anche dei corsi, che lui trovò essere abbastanza interessanti. Non sapeva esattamente come sentirsi, gli faceva uno strano effetto tornare a studiare dopo tutto quel tempo. Era entusiasta di rimettersi in gioco eppure era anche molto spaventato. Controllò per l'ultima volta che non avesse lasciato nulla dentro la sua solitaria cabina e dopo averle dato un ultimo salutò uscì, diretto all'uscita del campo. 

Ad andargli incontro per salutarlo fu Jason, che si aspettava come minimo di ricevere un abbraccio da quel ragazzino. Nico sollevò gli occhi al cielo, accontentandolo in questa sua muta richiesta. Non gli dispiaceva abbracciarlo, forse ci avrebbe fatto l'abitudine. « Quindi mi abbandoni » sospirò, guardando l'amico che sembrava da un po' un'altra persona. Si domandò cosa fosse accaduto quella notte nella foresta. « Già » rispose. « Mi aspetta un trimestre sui banchi » aggiunse, avvicinandosi la valigia.

« Verrò a trovarti ogni tanto » promise Jason. « Devo ancora finire delle cose là, solita burocrazia romana » sbuffò, facendolo per un secondo sorridere. « Immagino che vorrai salutare anche gli altri » cambiò discorso, non voleva ammorbarlo con il suo lavoro al Campo Giove. «Sono sulla collina»

Insieme i due mezzosangue risalirono il campo, chiacchierando degli ultimi giorni rimasti, con Jason che non faceva altro che toccarsi la collana con la prima perla attaccata, anche Nico ne ricevette una da Will, che fu ben lieto di farla per lui.

Poco più fuori dal campo c'erano i suoi amici che si stavano dilungando in calorosi abbracci, promettendosi a vicenda di chiamarsi con l'iPhone ogni volta che potevano. Anche Nico venne investito dagli addii di Percy e Annabeth, che gli ricordarono quello che gli avevano detto in quei giorni. Nico semplicemente annuì, non riuscendo ad essere brusco in quel momento. Saluto i due ragazzi che stavano salendo in macchina, diretti dalle loro famiglie, salutò di nuovo anche Jason, prima di vederlo risalire verso la collina, ripetendogli che sapeva perfettamente come fare per arrivare al campo romano. 

« Te ne vai senza salutarmi? » parlò un ragazzo alle sue spalle, facendolo sussultare. Appena si voltò i due sguardi si andarono ad incrociare. Era la prima volta che vedeva Will in abiti non da campo e con delle vere scarpe addosso. « Allora ci vediamo il prossimo anno, Solace » gli disse, non sapendo se abbracciarlo o che altro. Will storse il labbro, scontento di quell'addio così formale. « Ti manderò un messaggio appena arrivo a casa » gli promise, avvicinandosi a quel ragazzo che gli aveva regalato dei giorni meravigliosi lì al campo. « Sai penso che sentirò la tua mancanza » lo guardò Nico, accennando una risata. « Ah sì? » chiese Will, allargando un sorriso.

« Sì » rispose semplicemente, perdendosi ancora una volta in quelle profonde iridi azzurre.

Will si morse un labbro fissando il volto di Nico, era certo che se non l'avesse fatto l'avrebbe poi rimpianto per tutto l'anno. Il ragazzo si avvicinò ancora un po' al corpo immobile di Nico, che quasi sembrava attendere quello che Will pensava di fare. « Mi sa che mi mancherai anche tu » sussurrò, fissandolo in quelle iridi scure, ancora una volta si domandò se stesse guardando il regno di suo padre o lui. « Sai quella notte io volevo dirti che tu... » ma si bloccò di colpo, in fondo alla valle una macchina stava suonando il clacson, richiamando l'attenzione del giovane. « Devo andare » sospirò pesantemente Will, prendendo la valigia e iniziando ad incamminarsi verso valle. « Ciao Solace » lo salutò con rammarico, guardandolo scendere e poi fermarsi per tornare indietro da lui, come se avesse dimenticato qualcosa d'importante e poi, senza preavviso, gli diede un bacio sulla guancia.

Si guardarono per un secondo negli occhi e poi, senza nessuna spiegazione, Will scese velocemente la collina, salendo in macchina, salutandolo da lontano con la mano. Nico rimase fermo a fissarlo con il cuore che sembrava aver ripreso vita dopo anni di tormento. Sì toccò la guancia appena appena umida, che pareva scottasse per il bacio che gli aveva dato. Poi scomparve, camuffandosi in ombra, diretto a Nuova Roma.

RICOMINCIO DA TE // solangeloDove le storie prendono vita. Scoprilo ora