Lunedì, Settimana 3

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7.42 AM

Sono felice.
Finalmente posso dire a me stessa di sentirmi soddisfatta. Dopo tanti anni di amicizia, è quasi strano realizzare che ogni volta che il mio cuore perdeva un battito quando il suo sguardo si posava su di me era a causa dei miei sentimenti repressi nei suoi confronti. Non mi so spiegare cosa succederà ora e forse sto anche viaggiando troppo con la mente perché non ho mai avuto un ragazzo e non so come funziona questo genere di cose.
Ma sono felice.
O almeno una parte di me sono sicura lo sia, anche se sto camminando verso scuola con lo sguardo basso, le mani in tasca e la testa da un'altra parte.
Io amo Chris. A me piace stare con Chris. O mi piace l'idea di lui? No, non posso avere questo genere di dubbi a neanche un giorno di relazione.
Ma poi siamo in una relazione? Ieri, dopo quel bacio, abbiamo iniziato a chiacchierare come se non fosse successo nulla e poi è andato via con i suoi genitori per pranzare da un cugino di suo padre chissà dove, lontano da me. Non mi ha chiamata, nemmeno un messaggio e io mi sono distaccata allo stesso modo. Ora, però, non so come comportarmi. Dovrei parlarne con qualcuno? Farmi dare dei consigli da Penny, o meglio da Dione? Credo che sia quello che si fa in queste situazioni ed è quello che farò assolutamente perché non ci sto davvero capendo nulla. Non è qualcosa a cui credo che il mio cervello possa arrivarci da solo. Tutto quello che so su questi momenti l'ho accumulato dalla miriade di libri e film alle mie spalle, ma sapere che ci sia una parte reale di tutto quello, mi rende le cose difficili. E poi la realtà funziona davvero come viene descritta in quelle storie? È giusto avere la romanticità dei libri? Chi mi spiega quella sensazione che si prova alla bocca dello stomaco? Non l'ho ancora avvertita, ma forse sono sbagliata io, o forse era l'imbarazzo del primo bacio con Chris.
Sono persa nei miei pensieri e quasi non mi accorgo che sono arrivata alla fermata del mio autobus. È vuota, completamente. Non capisco perché, ma mi sento un po' vuota anche io.

8.05 AM

-Quindi alla fine è successo!- mi urla Penny mentre ci attardiamo verso la nostra classe, ma più che emozionata mi punta un dito accusatore contro -E allora? Cosa c'è che non va? Non sa baciare? Guarda che a quello si può rimediare-
Lo sapevo, sembro così non emozionata per una cosa del genere, che è troppo anormale, anche per me.
-Niente, è solo che sento qualcosa che non va, non capisco cosa. E se non mi piacesse più?- dico avvertendo l'ansia e la paranoia prendere il sopravvento.
-Ma dai, siete fatti per stare insieme, ci stai solo pensando troppo, Eve- cerca di rassicurarmi Dione passandomi una mano sulle spalle. Probabilmente ha ragione, ci sto solo pensando troppo, dovrei prendere semplicemente le cose come vengono e non cercare di programmarle. Forse ho sognato il primo bacio fin troppe volte e ora mi trovo con un po' di amarezza perché mi aspettavo che il mio corpo reagisse in modo diverso. Invece, non è stato così e questo mi frustra non poco.
-Avete parlato?- mi chiede Penny d'un tratto distratta, mentre il suo sguardo viene catturato da una ragazza che ci passa accanto e alla quale non presto attenzione.
-No, non mi ha chiamato. Dovrei farlo io?-
Dione si volta verso di me accigliata: -Non ci pensare lontanamente. Sii superiore, è l'uomo che deve seguire come un cagnolino, non il contrario. Il femminismo serve a far rispettare i propri diritti, non ad attirare ragazzi. In una relazione la cosa più importante è mantenere la propria dignità-
La guardo spaventata, non capisco se quelle che vedo spuntare dalla sua testa siano le corna di un diavolo o le vertigini dei suoi capelli. Non mi sarei mai aspettata parole del genere da lei, e mi mettono un po' i brividi perché non le approvo minimamente in quanto mi fanno sentire minuscola. Ci saluta rivolgendomi un gesto di avvertimento usando indice e medio per connettere i nostri occhi e allontanandosi lungo il corridoio, in una classe nella quale forse lui non c'è.
-Non starla a sentire, magari potresti andare a casa sua questo pomeriggio. Dopotutto lui ha fatto tanti passi avanti con te, non sarebbe la fine del mondo se ti dedicassi anche un po' a lui-
Muovo la testa in assenso già presa da altro. Mi dà fastidio la situazione nella quale mi trovo, e sto cercando con tutte le mie forze di isolare i pensieri che mi si confondono nel cervello per analizzare ciascuno separatamente e con calma. Tuttavia non ci riesco, mi sento sfiancata, spiazzata dalle ultime settimane. Mi sento un pallone da calcio che continua a essere calciato da una parte all'altra del campo e la mia testa non ce la fa a seguire questa partita. Ho bisogno di schiarirmi le idee.
Penny mi guarda preoccupata posandomi una mano sulla guancia e il senso di bagnato mi fa fare uno scatto indietro pensando che mi abbia fatto un dispetto, ma non è il suo palmo a essere bagnato. Mi passo una mano sul viso per poi guardare le lacrime catturate dalle mie dita. Senza dire nulla, Penny mi stringe un gomito portandomi lontano dalla porta della nostra classe.
'Perché sto piangendo, ora?'

-my psycho luvDove le storie prendono vita. Scoprilo ora