-Capitolo 3-

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Un amico è la cosa più preziosa che tu possa avere, e la cosa migliore che tu possa essere.
(Douglas Pagels)

Eleanor

<<Pss, Shawn>> bisbigliai.
Stavamo facendo una test e mi serviva una penna, penna che non avevo.
Non le portavo mai e quando lo facevo le perdevo, sempre.
Ero un disastro umano che riusciva a inciampare sul nulla e sull'aria.
Ero così diversa dai miei genitori.

<<Che c'è?>> sussurrò anche lui.
Se Mr. Sullyvan ci avesse beccati intenti a chiacchierare, ci avrebbe letteralmente uccisi ma avrei corso il rischio.
Mi serviva solamente una maledetta penna per completare il mio maledetto test e prendere un maledetto bel voto!

<<Mi presti una penna?>> frugò nel suo astuccio rosso fino a trovarne una e me la passò, stando attento a non fare troppo rumore.

<<Sei veramente fissato con la musica!>> esclamai osservando la matita decorata con delle note musicali.
Era davvero bella e unica, come Shawn.
Non ne avevo mai vista una simile in giro.
E come al solito, riuscivo a perdermi nei miei pensieri semplicemente pensando alla bellezza di una singola penna.
Le persone erano troppo concentrate dalla vita quotidiana e non riuscivano a cogliere i piccoli particolari, che spesso facevano intuire molto delle persone.
Un esempio era Edward (già, come il vampiro) che era considerato il duro della scuola e che nascondeva sotto il banco una minuscola copertina, cucita a mano dalle mani rugose di sua nonna che era venuta a mancare recentemente.
O Kaytrin, considerata la schizzinosa, che nella tasca destra della giacca conservava sempre un piccolo bruco verde.
Bizzarro ma allo stesso tempo interessante.
Adoravo osservare, scrutare, notare e scoprire.
Erano i miei passatempi preferiti.

<<Kenner, Mendes, visto che state parlando presumo che voi abbiate finito il test.>>
Mr. Sullyvan si avvicinò a noi e ci strappò il foglio dalle mani.
Come al solito aveva dei modi molto delicati di fare.
Stavo andando nel panico : se mia mamma avesse scoperto che era successa una cosa delcgenere mi avrebbe ucciso con le sue stesse mani, nonostante fossi sua figlia.

<<Andate fuori in corridoio così potete continuare la vostra conversazione>> ci sorrise "diabolicamente" e ci aprì la porta per uscire.
Avevo detto che era severo.
Sconsolata, abbassai la testa e uscii seguita da Shawn.

<<Sono veramente deluso da lei, signorina Kenner>> aggiunse Mr. Sullyvan prima di chiudere la porta.
Diedi un leggero pugno contro il muro, per sfogare la rabbia ma evitare di rompermi una mano.
Potevo considerarmi morta.

<<Credo tu abbia una brutta influenza su di me>> mormorai scherzando.
Sapevo che la colpa era mia e del fatto che gli avessi chiesto una penna in un momento poco opportuno, ma non ero abituata ad essere "sbattuta" fuori dalla classe.

<<È questo il prezzo da pagare se vuoi essere mia amica.>>
Alla sua affermazione alzai la testa sorridendo.
Era possibile che una semplice frase avesse contribuito a trasformare questa giornata in una delle migliori della mia vita?
Un comune ragazzo, che tra l'altro non mi aveva mai parlato, mi aveva detto una semplice frase che era riuscita rendermi felice, felice per davvero però.
Avevo sempre considerato la felicità una cosa esistente ma diffilcile da raggiungere eppure adesso possedevo tanta felicità!

<<Quindi sono tua amica?>> domandai sorridendo.
Un semplice no avrebbe potuto deludermi mentre un semplice sì avrebbe potuto rendermi gioiosa, e non c'era nulla di meglio della gioia di una ragazza.

<<Sì?>> confermò ovvio guardandomi strano.
Non avevo mai avuto amici di sesso maschile quindi ero abbastanza emozionata.
Il mio sorriso si ampliò ma poi le prime preoccupazioni iniziarono a tormentarmi la mente.
E se non fossi stata una brava amica?
E se avessi sbagliato qualcosa?
Non ero mai stata brava a relazionarmi con le persone perchè ero talmente diversa dai miei coetanei che mi lamentavo sempre dei loro caratteri infantili e per me poco giudiziosi.
Mia madre mi aveva sempre ribadito di avere una maturità superiore a quella della norma e mi aveva sempre detto di non vantarmi di ciò e di essere umile.
L'umiltà stava alla base di tutto, secondo lei ma non secondo me.

Classmates||Shawn MendesLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora