-Capitolo 11-

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Eleanor

Accesi velocemente il mio computer e la webcam. Io e Shawn, dalla sua partenza avvenuta esattamente una settimana fa, non ci eravamo sentiti. Era troppo occupato tra canzoni e Tour...

Quando ci eravamo lasciati all'aeroporto, una volta tornata a casa, mi ero chiusa in camera senza neanche mangiare. Quella depressione era durata qualche giorno, ma poi Brian mi aveva svegliato, dicendomi che l'avrei rivisto e in effetti era vero.
La schermata del mio computer si accese facendo comparire l' immagine del mio migliore amico. Era così strano vederlo attraverso la finestrella di uno stupido computer e non averlo al mio fianco, pronto a confortarmi.

<<Ceciliaaa! You're breaking my heart, you're shaking my confidence dailyyy!>> cantai come una stupida, una volta assicuratami che mi potesse sentire.

<<Quando avevi intenzione di dirmi che avevi fatto una canzone con i The Vamps!?>> sprizzavo euforia da tutti i pori. Rivederlo era una delle gioie più grandi della mia vita. Se solo in una settimana mi era mancato così tanto non mi volevo immaginare quanto mi sarebbe mancato in dieci mesi.
Questa cosa non mi faceva bene.
Shawn non poteva assolutamente diventare nè la mia "droga" nè crearmi dipendenza.

<<Ciao, Eleanor, anche a me sei mancata e sì, io sto bene>> ironizzò "simpaticamente" tanto che io gli feci la linguaccia.
Ora che sapevo che stava bene potevo concedermi il lusso di ridere.

<<Brian ti sta trattando bene? Se non lo sta facendo, giuro che prendo un aereo e lo...>> interruppi il suo monologo interiore con una risata. Vederlo preoccupato per me era buffo e gratificante allo stesso tempo.
Avevo cercato a lungo una persona del genere e finalmente la avevo trovata.

<<Tranquillo, Brian mi sta trattando benissimo.>>
Sentire la sua voce era così rassicurante.
Non potevo negare di non sentirmi sola. A scuola, da quando Shawm se ne era andato, non mi calcolava più nessuno. Ovvio, prima ero la migliore amica di Shawn, il giovane e brillante prodigio della musica, ma ora che lui se ne era andato non ero più nessuno.
Le persone erano opportuniste e questa era un'altra delle lezioni di vita che mi aveva insegnato mia madre.
Gli amici andavano e venivano, quindi non avrei dovuto permettere a qualcuno di intralciarmi eppure Shawn ci era riuscito.
Era riuscito ad abbattere tutti i muri che mi rendevano diversa con gli altri rispetto al mio vero essere.

<<Allora, ci sono novità a scuola?>> domandò, continuando a sorridere.
Perchè riusciva sempre a centrare gli argomenti di cui non volevo parlare?
Era telepatico?

<<Sì, va tutto a meraviglia>> mentii.
In quel momento tanto bello della sua vita, Shawn non aveva bisogno di problemi legati al "non riuscire a relazionarsi"della sua migliore amica.
Anzi, non meritava di avere alcun problema.

<<Sicura?>> ridomandò, tornando serio. Sicuramente aveva notato nella mia voce, che normalmente era sempre squillante e allegra, un velo di tristezza.
C'erano volte in cui adoravo il fatto che mi conoscesse bene, ma altre volte  detestavo questa cosa.

<<Sì, tranquillo. Se ci dovesse essere qualcosa di sbagliato tu saresti il primo a saperlo>> mentii nuovamente.
Sapevo che le bugie non portavano a nulla di buono, ma a volte servivano.
Le bugie, anche se piccole, erano una caratteristica dell'animo umano.
Per uscire da quell' argomento, gli mostrai o meglio, mostrai alla wabcam, una parrucca.
Ma non era una parrucca qualsiasi.

<<Te la ricordi?>>
Riordinando camera mia, avevo trovato una bizzarra parrucca castana e riccia e subito mi ero ricordata a chi appartenesse.
Quando avevamo circa quattordici anni, la zia di Shawn ci aveva regalato una parrucca. Subito ci eravamo chiesti a cosa cavolo potesse servirci, ma poi preso dalla noia, Shawn se la era messa in testa, facendomi scoppiare a ridere. Quella parrucca, tra l'altro orribile, era diventata storica, ma purtroppo era stata persa e qualche giorno fa la avevo ritrovata in camera mia. Io e Shawn non eravamo normali.

Classmates||Shawn MendesLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora