-Capitolo 23-

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Citazione per il capitolo:
La vera amicizia resiste al tempo, alla distanza e al silenzio.
-Isabel Allende

Eleanor

Fissai il cielo stellato davanti casa mia.
Era incredibilie quanto potessero essere belle e complicate le stelle.
Dalla Terra, le vedevamo come semplici puntini luminosi ma in realtà avevano una struttura molto più complessa.
Erano enormi masse gassose, formate principalmente da idrogeno e elio, che brillavano di luce propria perchè al loro interno avvenivano una serie di complicate reazioni nucleari.
In base alla loro temperatura assumevano colori diversi, come Vega, una stella di colore azzurro ma molto calda o Antares.
Potevano avere varie grandezze ed era strano pensare che il nostro Sole fosse solamente di dimensioni medie.
Quando una stella si spegneva aveva origine una nebulosa e, invece, quando
più stelle si allineavano si componevano le costellazioni.
Miliardi di stelle formavano una galassia, come la Via Lattea, e le galassie costituivano l' Universo.
Il mondo dell' astrologia mi aveva sempre affascinato e da piccola, tra le tante fantasie impossibili, sognavo di fare l'austronauta.
Mi ricordavo che il nostro insegnante di storia delle elementari, Mr. Wimbledon, era particolarmente attratto da questo mondo e io mi fermavo a scuola più del tempo dovuto perchè mi facevo raccontare sempre delle leggende sull' Universo e sulla sua creazione.
Mi ero innamorata dello spazio, dei pianeti, dei satelliti e perfino dei temuti buchi neri, ma purtroppo non ero riuscita a coltivare questa mia passione.
Un giorno mi sarebbe piaciuto andare a visitare un vero e proprio osservatorio stellare.

Fissai turbata lo schermo del mio cellulare e mi sgridai mentalmente.
Non avrei permesso a degli stupidi messaggi mandati da numeri sconosciuti di rovinarmi la giornata e la vita.
Ritornai a fissare la Luna e a fantasticare sull' esistenza di altre forme di vita in tutta la nostra galassia.
Pensavo sempre a questa cosa.
Era impossibile che noi sulla Terra fossimo gli unici.

<<Ancora sveglia?>> domandò una voce dal balcone opposto.
Mi girai verso la sua direzione e trovai Shawn intento a fissarmi insistentemente.

<<Incubi>> risposi approssimativa.
In effetti era vero, quei messaggi mi avevano turbato talmente tanto da farmi svegliare nel cuore della notte, tutta sudata e con il cuore che mi batteva a mille.

<<Lo stesso>> disse sollevando il sopracciglio destro.

<<Stai mentendo>> affermai continuando a fissare il nulla e successivamente chiudendo gli occhi per pochi secondi
Il mio cervello chiedeva pietà ma io resistevo.
Tra pochi mesi avrei concluso il terzo anno di scuola superiore e a breve sarei andata al college, solamente non sapevo dove.
Ero alla ricerca di un college prestigioso ma che non fosse troppo lontano da casa.
Mi sarebbe piaciuto andare al Centennial College ma avevo sentito che per entrare bisognava superare esami molto difficili.
Perfetto, anche quando volevo rilassarmi riuscivo a pensare alla scuola.

<<In realtà è una scusa per giustificare il fatto che io voglia dormire con te>> disse sorridendomi innocentemente.
Io e Shawn avevamo dormito così tante volte insieme che ormai non c'era più imbarazzo tra noi, anche quando indossavo pigiami assolutamente ridicoli.
Acconsentii la sua proposta, scavalcai la ringhiera che ci divideva ed entrai in camera sua.

<<Parte destra o parte sinistra?>> domandò indicando il suo letto.
Io ero strana.
Per dormire bene dovevo, ogni volta, scegliere una parte del letto.

<<Destra>> risposi ovvia.
Mi sdraiai e pregai che, nella notte, Shawn non si sarebbe mosso facendomi cadere sul pavimento e facendomi risvegliare con un terribile mal di schiena, come era già successo.
Il ragazzo di fianco a me spense le luci ma non il mio cervello, che continuava ad essere disturbato da quegli orribili messaggi che mi avevano spaventato a morte.

Classmates||Shawn MendesLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora