Fuori, in netto contrasto col frastuono della discoteca, come in un mondo capovolto il silenzio regnava indisturbato fra le strade buie.
- Non ha detto una sola cosa vera, o mi sbaglio? – Linda ruppe il silenzio.
- Chi? Quella sotto specie di maledetto da svendita ai grandi magazzini? Noo, è un uomo col cuore pieno di fantasia... -
- Ma perché ha mentito? –
- Per atteggiarsi... E perché ha copiato. Non dico il quadro in sé, ma almeno l'idea. Avrà scopiazzato da qualche artista vero, ne sono certo. Quel dipinto sa troppo d'intelligenza per essere il frutto della mente di un campione del genere. Con me non ha voluto parlare, ma domani la polizia lo farà cantare... Può starne certa, quelli come lui diventano dei fringuelli. –
Si sforzava di essere sarcastico, ma era la delusione ad uscirgli dalle labbra.
- Mi dispiace. – disse semplicemente Linda.
- E di che? – Farelli pareva perplesso – Non può andare sempre bene, anzi, di solito è il contrario. Lei piuttosto, si sarà annoiata! –
Linda fece spallucce.
- Ma si, torniamo a casa, va', che ci pensi la polizia... –
Ormai si sentiva svuotata. Con quel viaggio inutile le era passata la voglia di scoprire alcunché. Erano ormai arrivati alla macchina, quando furono raggiunti da una delle due amiche di Gemma, la brunetta.
- Scusate! – gridò per attirare la loro attenzione – Io... Avrei qualcosa da dirvi! – finì col fiato grosso per la corsa. La speranza si riaccese all'istante negli occhi di Linda, ma si accorse che Giovanni non appariva altrettanto fiducioso. – Dì pure! – invitò la ragazza con sollecitudine, aggrappandosi subito a quel filo di speranza.
- Be', ecco... Qualche settimana fa ho visto per l'ultima volta la ragazza che poi è diventata la quinta vittima del maniaco. Si chiamava Sabrina... L'ho incontrata qui al Divinae. Non eravamo proprio amiche, però ci conoscevamo. Mi ha raccontato che un uomo con un impermeabile nero l'aveva seguita, e poi si era dileguato all'improvviso. Aveva paura, e infatti... - Non finì la frase.
- Non ti ha detto altro? – la incalzò Linda.
- No. Dopo un po' è arrivato il suo ragazzo e ci siamo perse di vista. Non so neanche perché l'abbia detto proprio a me. Chissà, forse sentiva il bisogno di sfogarsi, forse si sentiva sola in mezzo a tanta gente... -
Senza dire altro fece dietro front e filò in direzione della discoteca.
- Strana ragazza... - osservò Giovanni, meditabondo.
- Era lui! – esclamò Linda con rabbia.
- Non ci ha detto niente che non sapessimo già. Ma perché non è andata alla polizia? Comunque, è una conferma. –
- Si, la conferma che non riusciamo più a comunicare. -
Non le piacque ciò che disse, sapeva di sconfitta, avrebbe voluto che fosse possibile rimangiarsi letteralmente le parole. Si sentì invadere a poco a poco da un panico sottile, freddo e insidioso. Era convinta che qualcosa le sfuggisse, sapeva di aver dimenticato un particolare importante, che da qualche parte nella sua memoria difettosa c'era un ricordo che non voleva saperne di venire a galla.
STAI LEGGENDO
La macchia nel cuore
Mystery / ThrillerNel cuore di ogni uomo c'è un assassino: si nasconde nei suoi ricordi più amari, nei suoi segreti più inconfessabili, nei suoi sogni infranti, nel suo rancore. Un serial killer terrorizza la città, e la soluzione del caso si trova nella memoria di u...
