Parte 17

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Era la stanza che si presentava meglio, di aspetto normale, non fosse stato per l'esagerata quantità di polvere. La finestra rotta pareva un occhio ferito. Era l'ultima camera rimasta, e neanche lì c'era nessuno. Iniziava a convincersi di essere davvero sola in quella casa. Guardò il comò accanto al letto, e pensò distrattamente che in quei cassetti potesse esserci qualcosa di interessante, senza però crederci davvero. Aprì quello superiore e non senza meraviglia ne trasse un quaderno. Se lo rigirò fra le mani, meditabonda e momentaneamente dimentica del luogo dove si trovava. "E questa roba cos'è?" pensò mentre lo apriva, scoprendo che non erano altro che poesie. Lesse la prima.

Il bene e il male sono due facce della stessa medaglia chiamata uomo: una capace di dare la luce, l'altra è il buio, la mia scelta.

Lesse la seguente.

Mi è spuntata una macchia nel cuore. E' un figlio orrendo, che mi somiglia fin troppo.

Erano componimenti davvero brevi, ma inquietanti. Linda si ritrovò a chiedersi chi ci fosse dietro quelle parole, se anche lui avesse in fondo una coscienza, anche se contorta. Aprì il secondo cassetto e lo trovò pieno di quaderni. Prese quello in cima. Era una sorta di diario, e portava la data del giorno prima. Era scritto con una grafia minuta e febbrile.

Come fa una donna tanto bella ad essere allo stesso tempo tanto brutta? Dietro l'illusione della sua apparenza si nasconde un mostro orribile. Oggi l'ho rivista per strada, e mi ha sfidato col suo fare arrogante e strafottente. Mi sentivo mancare per la rabbia...Non posso più aspettare!

Lasciò cadere il quaderno come se fosse una serpe piena di veleno. Lo lasciò per terra, nella polvere di quel pavimento sudicio.

"Ma come fa a pensare certe cose? Quanto in basso è caduta la mente di quest'uomo?" pensò angosciata "Basta con questa roba, è troppo! E' come se mi infettasse l'anima!"

Si sedette pesantemente sul letto, esausta. Una nuvoletta di polvere si sollevò a sporcarle i jeans. Si sforzava di capire: tutte le luci erano accese, la porta praticamente aperta... Eppure lì non c'era nessuno tranne lei. Si chiese se il maniaco avesse lasciato la casa così di proposito. Ma che senso poteva mai avere? Si rialzò, tesissima, e guardò un po' in giro per la stanza, senza uno scopo preciso, e finalmente notò qualcosa.

- Quest'armadio... Sembra sia stato spostato e rimesso a posto non perfettamente. - disse a voce alta. Il suono delle sue parole in quel silenzio di tomba la turbò. Provò a spostarlo e lo trovò piuttosto leggero, ci riuscì con poco sforzo. Trovò un passaggio. Era un'apertura priva di porta, che dava immediatamente su una rampa di scale. Era buio, ma la luce della camera da letto aiutava. E poi da giù, in fondo, veniva un'altra luce, fioca, debole, ma che arrivava comunque fino a lei. Si impose di riflettere. Si stava spingendo troppo in là, stava per oltrepassare il punto di non ritorno, ma si rese conto che era proprio ciò che voleva. Una nuova Linda nasceva quella notte, e questa nuova persona non poteva che scenderle quelle scale. Sola, in una casa estranea e ostile, si immergeva nel buio di chissà dove. Arrivata senza difficoltà ai piedi della scala, calcolò sommariamente di essere scesa alcuni metri sotto il livello del suolo. Si trovava davanti ad un'altra apertura senza porta, simile a quella precedente.

La macchia nel cuoreDove le storie prendono vita. Scoprilo ora