Capitolo 30

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30. Happy birthday, Katy!

« Come questi anni che sono veloci, che stancano i volti mentre formano i cuori

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« Come questi anni che sono veloci, che stancano i volti mentre formano i cuori. Sono gli anni più duri, ma dicono i migliori. »

Guardai per l'ennesima volta l'orologio del cellulare. Sbuffai per la decima volta in meno di un'ora, in piedi fuori da quel triste edificio.

In momenti come quello, rimpiangevo di aver smesso di fumare. Non che ne sentissi davvero il bisogno... era solo che almeno avrei saputo come passare il tempo.

Incredibile come per portare fuori una bambina dall'orfanotrofio servissero così tanti permessi. Kat la faceva sembrare una passeggiata.

A proposito di Kat... quel giorno era il suo compleanno. Il primo che avremmo passato insieme.
Le sue amiche le stavano organizzando una festa a sorpresa ma, non per vantarmi, le sorprese migliori gliele stavo preparando io.

Negli ultimi tempi tra noi le cose andavano a gonfie vele. Nonostante i battibecchi continui, il nostro amore e la nostra complicità erano più forti che mai.
Contro ogni previsione eravamo ancora insieme. Nessuno avrebbe scommesso nemmeno un dollaro su di noi, eppure... eravamo perfetti l'uno per l'altra.

Il giorno del mio diploma, vederla con quel sorriso smagliante e gli occhi lucidi di orgoglio... in quell'istante avevo desiderato che mi guardasse così per il resto della vita. L'avevo resa fiera, e quello sarebbe stato il mio obiettivo da lì in avanti.

«Aleeeeex!»

Finalmente, la vocina che aspettavo mi raggiunse.

«Principessa.» le sorrisi.
Mi piegai sulle ginocchia e la accolsi tra le braccia.

Appena mi aveva visto, aveva cominciato a correre come una matta, ignorando le proteste del responsabile. Quella bambina, a soli sei anni, era un concentrato di energia pura.

«Dov'è Kitty?» chiese, guardandosi intorno. Evidentemente si aspettava che Kat spuntasse da un momento all'altro.

«Lei non sa che oggi starai con noi. È una sorpresa per il suo compleanno.» spiegai, accarezzandole i lunghi capelli biondi che stava lasciando crescere solo per assomigliare alla mia ragazza.

Per Isa, Kat era un modello da seguire. La ammirava in ogni cosa, e dal canto suo Kat le voleva un bene dell'anima.

«Sì, Lacey e Ambra me l'hanno detto.» annuì, stringendo una busta tra le mani.  «Le ho anche fatto un regalo.»

«Cos'è?» chiesi curioso, provando a sbirciare.
Ricevetti un piccolo schiaffetto in testa.

Sì, decisamente Kat in miniatura.

«Isabel, quante volte ti ho detto di non picchiare la gente?» sbuffò il responsabile che l'aveva accompagnata fuori.

«Katy dice che le femminucce non si picchiano, ma i maschietti sì, perché sono brutti e cattivi.» spiegò lei con un sorriso innocente.

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