Era terribile, la sensazione di venire consumati dall'energia. Un'agonia mai sperimentata prima, nemmeno quando il siero di Erskine gli aveva bruciato le vene e i nervi, donandogli le fattezze di un teschio in fiamme e un potere che lo aveva avvicinato allo stato divino. E il dolore era intrecciato alla paura perché nulla di ciò che stava subendo era stato calcolato: non lo scontro ad alta quota con quel folle idealista del Capitano Rogers, non la propria sconfitta, non il Tesseract che si ribellava al suo tocco fondendogli la pelle e la carne della sua mano in un'accecante esplosione d'azzurro.
Non sapeva se avesse gridato, se i suoi polmoni fossero riusciti a convogliare il suono di quella sofferenza straziante che aveva imprigionato ogni fibra del suo essere o se fosse stato un urlo muto ad accompagnare la sua scomparsa; l'unica cosa che ricordava era il gelo improvviso che si insinuava assieme al dolore nelle terminazione nervose fino a congelare il suo respiro e i suoi pensieri.
Quando tornò cosciente, il dolore non c'era più. La mano destra però gli stava pulsando come se avesse un secondo cuore sotto la pelle; non appena la girò si rese conto con un sussulto che c'era uno strato azzurro dello stesso colore del Tesseract in corrispondenza del palmo, che andava dal polso fino ai polpastrelli. Lo sfiorò con le dita, riconoscendo una superficie liscia e appena più fredda del suo corpo, per quanto sembrasse essere ormai parte di lui: al contrario delle sue aspettative, non gli limitava i movimenti ed era flessibile come una pelle supplementare.
Fu nel momento in cui chiuse la mano a pugno che percepì il potere, una scintilla luminosa e purissima, attraversargli l'arto e il corpo. Aveva perso il Tesseract, aveva perso la propria battaglia, ma pareva che avesse guadagnato qualcosa di infinitamente più prezioso: adesso era davvero un dio.
Non riuscì a reprimere un sorriso mentre distoglieva l'attenzione dal palmo azzurro per guardare dove fosse capitato. Attorno a lui poteva scorgere solo nuda pietra avvolta da un lugubre chiarore senza sorgente, che contribuiva a creare un'atmosfera spettrale; sulla sua testa, orfano di qualsiasi stella, c'era un cielo nero come l'oblio in cui aveva vagato dopo lo scontro con Rogers, e gli bastò un'occhiata per comprendere che non era più sulla Terra.
Si rimise in piedi su gambe tremanti, con il corpo che ancora faticava a rispondergli come avrebbe desiderato, deciso a esplorare quel luogo sconosciuto, ma ogni passo sembrava costargli uno sforzo insostenibile; percorse barcollante una decina di metri sul terreno sconnesso, prima di crollare in ginocchio, senza più la forza di rialzarsi. Ci provò comunque, ma le gambe non gli obbedivano, lasciandolo a maledire il destino che gli aveva regalato un potere fuori da ogni immaginazione solo per relegarlo a morire su quell'ammasso di pietre e oscurità.
E poi la rabbia lasciò spazio alla paura, un'emozione che non credeva avrebbe mai provato dopo aver abbandonato la propria umanità per i poteri del siero.
Poi arrivò Thanos.
Stava respirando.
Un lento, faticoso respiro dopo l'altro, con i polmoni che parevano oppressi da una forza sovrumana, considerando quanto gli fosse difficile incamerare l'aria di cui aveva un disperato bisogno. Il dolore arrivò l'istante successivo, profondo e soverchiante, senza concentrarsi in un unico punto ma ardendo in una scia insopportabile lungo tutti i nervi di quello che doveva essere il suo corpo; non ricordava di averne uno, non ricordava nemmeno chi fosse, in quel momento di pura agonia e oscurità che cercavano di inghiottire di nuovo la sua coscienza, e di pensieri confusi e frammentati che si sforzavano di ricomporre un'identità ormai perduta.
Respirò ancora, alla ricerca di un barlume di razionalità che gli consentisse di capire; ma la sua mente era un caotico turbinio di blu, verde e nero, e tra quei lampi di colore c'era un solo nome a risuonare cupo come una condanna.
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Like a Mirror - THE AVENGERS
FanfictionIron Man è morto, Tony Stark è spezzato e Loki si ritrova al posto giusto nel momento giusto. Cosa faresti se trovassi il tuo nemico preferito muto e in catene? [FrostIron]
