Lo avevano seguito durante l'ultima ora, anche se a essere precisi lui si era lasciato seguire, e, dopo quasi un anno di scontri più o meno sanguinosi, non aveva avuto bisogno di voltarsi per sapere chi lo avrebbe raggiunto per primo.
"Qui da solo, Stark?", aveva commentato, mentre il mortale atterrava alle sue spalle. "Comincio a pensare che tu abbia un debole per me".
Invece di approfittare della sua finta distrazione per attaccarlo, l'Avenger si era fatto avanti con la sua solita assurda spavalderia.
"Mi spiace deludere così il tuo ego, Harry Potter, ma volevo solo vincere il premio per chi sarà il primo a prenderti a calci per questa settimana".
Solo allora si era girato, giusto per lanciargli un paio di scariche di magia, che erano state prontamente evitate.
"Se credi davvero di avere speranze contro di me, non sono io ad avere problemi di ego, Tony Stark".
Il mortale aveva sollevato il visore della sua armatura per mostrargli un ghigno di finta adorazione.
"Hai usato il mio nome, sono quasi commosso. Il prossimo passo sarà regalarmi dei fiori?".
Gli aveva rivolto uno dei suoi sorrisi più ampi.
"Se non sbaglio qui su Midgard è un'usanza inviarli ai funerali".
Aveva attaccato mentre ancora stava pronunciato le ultime sillabe, e l'Avenger era stato costretto a delle complicate manovre aeree per schivare la sua magia.
"Figlio di puttana", aveva commentato poi, con un tono più divertito che ostile, prima di vendicarsi sparando energia dai palmi dell'armatura, che venne assorbita dal suo scudo. "A questo punto preferisco dei cioccolatini. Al caffè, con il liquore alla ciliegia e all'amaretto, grazie".
Dopo aver lasciato un'illusione a fare da esca ai suoi attacchi, lui era riuscito a sorprenderlo alle spalle.
"Per quanto tu ne sembri convinto, non ho alcuna intenzione di corteggiarti, mortale", aveva mormorato mentre lo colpiva con una scarica di magia troppo debole per danneggiarlo davvero, ma abbastanza potente da scaraventarlo lontano.
L'Avenger si era ripreso in pochi istanti, alzandosi in volto per evitare altri assalti.
"Però lo vorresti", aveva ammiccato, prima di atterrare a pochi passi di distanza.
Sorprendentemente non aveva ancora abbassato il visore – errore imperdonabile, da parte sua.
Loki lo aveva attaccato con un'illusione prima di comparirgli al fianco e caricare un colpo con lo scettro. Subito il mortale gli aveva afferrato il polso, bloccandogli l'attacco, ma quello era stato solo un diversivo, perché già l'altra mano era stretta al manico di un pugnale, pronta all'affondo definitivo.
Aveva fermato l'arma a un solo centimetro dalla sua gola, nell'esatto istante in cui si era ritrovato la mano guantata dell'Avenger, con il palmo illuminato dall'energia pronta a essere rilasciata, puntata contro il volto; tanto vicini da potersi quasi specchiare l'uno negli occhi dell'altro.
"Non basterà un colpo della tua armatura per uccidermi", gli aveva sorriso, prima di muovere il pugnale fino a sfiorargli la pelle. "Tu, d'altro canto, sei così fragile che basterebbe farti scivolare questa lama sul collo per strapparti la vita".
L'Avenger aveva sostenuto il suo sguardo senza alcuna incertezza.
"Sono abbastanza sicuro che la mia armatura sia più rapida della tua mano".
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Like a Mirror - THE AVENGERS
Hayran KurguIron Man è morto, Tony Stark è spezzato e Loki si ritrova al posto giusto nel momento giusto. Cosa faresti se trovassi il tuo nemico preferito muto e in catene? [FrostIron]
