non c'era molto che potessi fare. a dire il vero non capivo neanche come le cose erano arrivate a quel punto. certo, dopo aver confessato tutto al resto della comunità mi aspettavo qualche genere di reazione, non sapevo nello specifico quale ma almeno una reazione. invece niente. nessuno aveva detto una parola a quel proposito, nessuno aveva cambiato atteggiamento nei miei confronti ed io avevo ripreso la mia solita vita di tutti i giorni, lavoro, spesa, cucinare, chiacchierare con i miei concittadini, le uscite con i miei uomini, organizzare il matrimonio, di cui, i miei sposi, avevano deciso di anticipare la data in modo vertiginoso, non che per me cambiasse qualcosa, la decisione era stata presa e il quando o il come non era poi così rilevante per me, ragion per cui, quando glielo confessai, i due si erano sentiti liberi di organizzare una cerimonia lampo, nel bel mezzo della città, con niente di meno che il mio capo druido a celebrare. nel giro di tre settimane ero sposata e fui felice di come erano andate le cose. anche volendo dubitavo che sarebbe putate esserci cerimonia più bella o che mi avrebbe emozionato di più.
non sapevo come fossero le cerimonie di unione druidica, non ne avevo mai viste, dato che erano estremamente rare, non solo perché i druidi che interagivano con altri erano pochi, ma anche perché spesso si rifiutavano di celebrare quel genere di cerimonie, per loro le unioni consacrate dalla natura erano un qualcosa di estremamente importante e sacro. perciò della cerimonia si occupò Brian, dando ordini a destra e manca a tutti i suoi concittadini, fu sempre lui a parlare con la sarta per gli abiti, dando delle indicazioni su come dovessero vestirsi i miei futuri coniugi, rispettando sia la tradizione druidica che quella dei loro popoli e, selezionando alcuni modelli tra i quali scelsi il mio abito. io, potei occuparmi del ricevimento nel giardino della nostra casa, aperto a tutti, amici, parenti e concittadini, e riuscii a far servire almeno un piatto tipico di ogni specie presente in città. inutile dire che il ricevimento fu in piedi e che tutti i tavoli presenti erano stracolmi di cibo e come per le celebrazioni della primavera, lasciammo libertà ai presenti di fare come meglio credevano.
per la cerimonia avevo scelto un bel vestito di cotone bianco, lungo e molto semplice, lo scollo rotondo, le maniche lunghe aderenti, come il corpetto che mi fasciava per bene e la gonna morbida che toccava terra, alla vita una cintura di fiori rosso sangue che scendeva sul davanti in una sottile striscia fino a toccare l'orlo dell'abito. nessun altro decoro, niente di speciale, era il più semplice e umile tra gli abiti che mi avevano fatto vedere, a dire il vero avevo chiesto espressamente che venissero tolti i pizzi che prevedeva all'inizio. i miei due sposi mi aspettavano ai lati di quello che doveva essere l'altare, un tavolo in legno ricoperto di fiori ed erbe, opera delle ninfe, supponevo, così come le arcate infiorate sotto le quali passai per raggiungerli. non portai il mazzolino di fiori dei matrimoni tra umani, ed i miei sposi non erano propriamente in stile vampiro o mannaro, dato che il primo aveva dovuto indossare un completo nero davvero poco elegante per l'occasione, ma fatto interamente di fibre naturali, mentre il secondo era stato costretto ad ricacciare fuori uno degli abiti delle cerimonie antiche, ovvero pantaloni di pelle niente maglia e un manicotto di pelliccia che gli copriva interamente il braccio dal polso alla spalla, ma anch'esso era in fibre naturali e i materiali sintetici erano off limits anche per gli invitati.
la cerimonia fu piuttosto breve, non durò neanche un'ora, ci furono benedizioni druidiche che seguirono i nostri si, qualche invocazione naturale, e poi Brian concesse ad ognuno di noi di consacrare l'unione come era tradizione nelle nostre razze, per i vampiri ci fu un piccolo scambio di sangue, solo delle gocce fatte cadere in una coppa da cui bevemmo a turno un sorso, per i mannari ci toccò un marchio, se fossimo stati tutti mannari sarebbe comparso da solo, a noi toccò farci tatuare il piccolo profilo della testa di un lupo e uno spicchio di luna con quello che sembrava un pipistrello stilizzato in volo che apparve sul petto di Kol, ci vollero cinque minuti a testa, per me ci fu lo scambio di un oggetto, gli umani si scambiavano anelli, io non ero propriamente umana così optammo per un bracciale. erano fatti su misura da uno dei nani della città, un orafo, rigidi, di un qualche metallo argentato, non uno dei soliti in commercio, ci garantì la loro durata eterna, alti tre dita e, una folta che ci vennero messi furono sigillati con la magia. non ce li saremmo tolti neanche se ci avessero amputato la mano. finito tutto quello toccò alla festa. durò tutta la notte, non ho idea di chi sia effettivamente venuto, c'era una marea di gente e non tutti i presenti erano della città, molti non li avevo mai visti. ignorai la cosa e festeggia con gli altri, divertendomi e facendomi coccolare dai miei mariti.
ed ora eccoci, alla seconda settimana di quello che sarebbe dovuto essere il nostro viaggio di nozze, che ovviamente non c'è stato perché allontanarci dalla città non solo era pericoloso ma anche complicato a causa della faccenda territori, mentre accoccolata sul letto, mezza nuda, dopo attività molto divertenti, mi faccio cadere di bocca un pezzo di pane, si, stiamo facendo una comoda cena a letto prima di continuare e ci sembra giusto dato che siamo in viaggio di nozze a casa nostra, mentre basita guardo uno speciale del telegiornale che ci ha interrotto il telefilm.
conosco la città, conosco chi sta parlando, ma non sono sicura di ciò che sto guardando e sto sentendo. non voglio crederci, non posso crederci. ho davanti a me i miei concittadini che dichiarano l'indipendenza politica dalle altre specie sovrannaturali della nostra città perché hanno trovato qualcuno che cercava di infilarsi in casa nostra? un qualcuno che ha quanto pare aveva intenzioni ostili nei miei riguardi? stanno scherzando vero? non possono star dicendo realmente che intendono dichiarare guerra a chiunque attenti alla mia vita? non sto guardando davvero il mio oni, con tra le mani quello che loro anno dichiarato essere il mio tentato assassino che, quando viene dichiarato che ogni aggressione ad un membro della nostra comunità verrà punito severamente, lo decapita in diretta? non lo sto vedendo, vero?
mi giro verso i miei mariti in cerca di qualcosa, non so neanche io qualcosa, ma sono così incredula di ciò che è appena avvenuto che non posso fare a meno di cercare i loro un briciolo di qualcosa, sicurezza forse, ma quello che vedo mi atterrisce. quei due guardano il televisore con approvazione e un mezzo sorriso soddisfatto in viso. così realizzo. no, non sto sognando, non mi sto immaginando nulla e non sono diventata pazza. è reale. sta succedendo. sta succedendo di nuovo. "cosa?" chiede una voce alla mia destra, facendomi rendere conto che quell'ultima osservazione l'ho detta ad alta voce "ho conquistato una città, proprio come una volta la mia gente ne ha conquistate tante" mormorai. sapevo che non avrei mai comandato, dettato legge o dato ordini a nessuno, non era quello il modo in cui noi ci appropriavamo di una città, il nostro era un modo velato e forse subdolo, noi prendevamo i loro cuori, il loro affetto, la loro fedeltà. noi ci prendevamo la loro protezione, senza chiederla, o volerla. loro avrebbero fatto di tutto per proteggermi, compreso morire, uccidere e sacrificare, l'unica cosa che io potevo dargli era la mia presenza e, a nulla sarebbe servito chiedere loro di smetterla. non mi avrebbero ascoltato, così come non mi avevano informato di ciò che stava succedendo e cosa avrebbero fatto.
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la città dell'unione
Fantasyandava tutto storto, avevo davvero bisogno di aiuto ed in qualche modo lo ottenni. solo che finii tra le mani di un lupo e un vampiro.... #5 in sovrannaturale il 4/4/2021 #3 in sovrannaturale il 21/4/2021 #1 in sovrannaturale 9/6/2022
