4. seconda parte.

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Pov's Jasmine.

"Mamma, esco." la avvisai.

"Non ceni a casa?" chiese.

"No." uscii

Quella sera indossai un vestito al ginocchio turchese e un paio di tacchi forse un po' troppo alti.

"Jasmine." mi abbracciò Justin scendendo dalla macchina.

"Justin." arrossii.

Entrammo in macchina e raggiungemmo la trattoria.

"Che bello." dissi emozionata sedendomi ad un tavolo.

"Ti piace davvero?"

"Sì, ma perché è così lontano dal nostro paese?" chiesi.

"Puoi immaginarlo.." abbassò lo sguardo.

"Scusa per la domanda."sorrisi dispiaciuta.

"Cosa ordini?" sviò il discorso.

"Mh, bistecca e insalata." dissi.

Dopo poco arrivarono i nostri piatti e mangiando parlammo del più e del meno.

Justin continuava a fissare fuori dalla grande vetrata dietro di noi.

"Non verranno così lontano, dai." lo assicurai.

Facemmo una passeggiata al lago lì vicino e poi mi riaccompagnò a casa.

"Grazie della bella serata." lo abbracciai scesi dall'auto.

"Grazie a te." mi sorrise.

Mi avvicinai per baciarlo (finalmente).

Ma anche quella volta fummo interrotti.

La porta si aprì: Dean.

Pov's Justin

"Justin, che cazzo ci fai qui?" urlò.

"E con mia sorella!" continuò.

"Dean, va' via." disse Jasmine.

"Allora rispondi!" mi urlò contro di nuovo per poi serrare la mascella.

"Non puoi fare niente, lei mi piace e non c'entra con la tua gang."dissi.

"Justin non avvicinarti a lei mai più! Altrimenti giuro che ti tolgo di mezzo." disse puntandomi un dito contro.

"Basta!" esclamò Jasmine.

"Me ne vado." le accarezzai il braccio e feci per andarmene.

"Ti ho detto di non toccarla!" mi tirò un pugno sulla guancia sinistra.

"Cazzo fai." dissi spintonandolo.

"Justin, vattene via!" mi supplicò Jasmine.

Entrai in macchina e arrivai in pochi minuti a casa.

Era troppo bello per durare più di due settimane.

Bevvi un bicchiere di vodka dopo aver bevuto anche l'ultima goccia lo gettai a terra.

"Vaffanculo!" urlai dando un calcio al divano.

"Ehi, Justin! Tutto bene?" venne in cucina Mike.

"Non va bene un cazzo!" urlai rosso dalla rabbia.

"Amico, calmati. Cos'è successo?" chiese.

"Dean ha scoperto che vedo Jasmine."

"Mi dispiace Justin." mi diede una pacca leggera sul petto.

"Mike, sono le tre vai a letto." sforzai un sorriso.

Andò di sopra e mentre stavo raccogliendo il vetro dal pavimento mi arrivò un messaggio da Jasmine:

Era troppo bello per essere vero.

La chiamai subito dopo aver messo il pigiama ed essermi steso sul letto.

"Justin." singhiozzò.

"Non piangere Jasmine."

"Vorrei essere lì da te." sentivo ancora i singhiozzi.

"È sbagliato, tutto questo è sbagliato." dissi.

"Justin, non è sbagliato amarsi."

Amarsi, amarsi, amarsi. Continuavo a pensarci.

"Tu mi ami?" cercai una conferma.

"Sì." singhiozzò.

--

Era passato un mese da quando non vedevo Jasmine, le missioni con la gang andavano avanti e cercavo di non pensarci però continuava a rimbombarmi nella testa quella telefonata.

Non è sbagliato amarsi.

Così quel pomeriggio andai a casa sua, ma quando suonai al campanello mi aprì la porta Dean.

"Cosa vuoi?" ringhiò.

"Parlare con lei."

"Non c'è." mentì.

"Juustin!" urlò scendendo le scale Jasmine.

"Jasmine." la abbracciai.

"Non ero stato chiaro?!" intervenì Dean.

"Vaffanculo." gli disse Jasmine.

La baciai davanti ai genitori che erano appena ritornati a casa e davanti al fratello.

Finalmente.

"Tu chi sei?" disse il padre.

"Justin Bieber, il fidanzato di sua figlia." dissi soffermandomi sull'ultima parte.

"Justin." sorrise Jasmine.

"Marie, è il criminale che c'era sul giornale qualche mese fa." disse il padre alla madre.

Fissai Dean per un po', poi entrai in macchina, salutai Jasmine e me ne andai.

Spazio autrice.

Lasciate qualche voto se vi piace.

ALLA FINE SI SONO BACIATI, FINALMENTE.

Mi scuso per eventuali errori.

Bad Boy | Justin BieberDove le storie prendono vita. Scoprilo ora