La prossima tappa è Rosewood, e il viaggio sembra interminabile. Siamo in macchina da più di cinque ore e la tensione cresce assieme alla mia fame. «Possiamo fermarci? Vi prego, sto morendo di fame», dico, sporgendomi dal sedile per farmi sentire meglio.
Kevin, che è al volante, scuote la testa. «Sarebbe meglio di no. Dovremmo essere là per le 17».
Mi lamento, esasperata. «Non ci arriveremo se non mangio subito qualcosa. Seriamente, sto per svenire», insisto
Alla fine, dopo qualche battibecco, i ragazzi cedono, e ci fermiamo al primo autogrill lungo la strada. «Grazie mille», dico, scendendo dalla macchina. Poi, colgo l'occasione e aggiungo: «Intanto chiamo anche l'albergo per sistemare le camere». Non ho nessuna intenzione di passare un'altra notte con Joe. «Nick, passami il numero dell'hotel», gli chiedo.
Nick rovista nella tasca della giacca, poi mi consegna il foglio. Mi appoggio al cofano della macchina e digito sul cellulare il numero. Dopo pochi secondi, risponde una voce femminile. «Salve, buongiorno» dico, con tono professionale. «Sono la manager dei Jonas Brothers e vorrei prenotare quattro stanze singole, o anche una tripla o una singola, per favore»
«Aspetti, un momento, controllo», dice la ragazza al telefono con voce cortese.
Il suono delle sue dita che digita sulla tastiera mi accompagna mentre guardo il parcheggio desolato dell'autogrill. Quando finalmente parla di nuovo: «Al momento nessuna camera tripla disponibile. Possiamo offrirle due doppie»,
Chiudo gli occhi, trattenendo un gemito. Ma è uno scherzo? Cerco di mantenere la calma. «E due singole?»
«Purtroppo, no. Abbiamo solo doppie».
Inspiro lentamente, cercando di non far trapelare il mio disappunto. Che cosa ho fatto di male al destino per meritarmi questo?
«D'accordo», dico, infine. «Due doppie andranno bene».
«Perfetto. A più tardi» conclude la ragazza.
«Arrivederci», dico mentre metto giù la chiamata con un sospiro esasperato. «Che si fottano, loro e tutti gli albergatori», borbotto tra i denti. Kevin mi lancia uno sguardo curioso. «Che è successo?».
«Niente», dico, con un tono che tradisce tutto il mio malumore. «Anche questo hotel ha solo stanze doppie disponibili».
«Mi dispiace».
La fame, la stanchezza e questa maledetta sfortuna stanno mettendo a dura prova la mia pazienza. E non è solo la questione delle camere: il pensiero di trascorrere un'altra notte nello stesso spazio di Joe mi fa sentire come una miccia accesa. Nel frattempo, Joe è alla cassa e scherza con Nick. Ride per qualcosa che gli ha detto, e il suono della sua risata mi colpisce come nota stonata, irritante e...familiare.
Devo smetterla. Devo concentrarmi sul lavoro.
Una volta arrivati in hotel, mi avvicino alla reception per risolvere ancora una volta la questione delle camere. Stavolta sono determinata a non ripetere l'errore della notte scorsa. Ne parlo con il responsabile. «Buonasera. Per caso, avete due camere singole disponibili?»
Il responsabile controlla il computer e annuisce. «Si, ce ne sono»
Un sollievo mi attraverso. «Come mai la vostra collega mi ha detto al telefono che non erano disponibili?»
Lui alza le spalle, indifferente. «Non saprei. Vuole queste due singole piuttosto che la doppia che avete prenotate?»
«Oh, assolutamente sì», dico senza esitare.
Mentre prendo le chiave delle stanze, i ragazzi si avvicinano alla reception, con Joe che si fa avanti con aria di sfida. «La chiavi della nostra stanza?», chiede, accentuando sulla parola "nostra". Però gli infilo la sua chiavi in mano senza nemmeno guardarlo. «Niente stanza condivisa. Sono riuscita a ottenere due singole», dichiaro
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Strangers [Jonas Brothers]
Random* NUOVA VERSIONE* Julia è una giovane di 25 anni, appena laureata in Scienze della Comunicazione all'università del New Jersey. Ambiziosa e determinata a costruirsi una carriera, le viene offerta un'opportunità straordinaria: diventare la manager a...
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