Chapter 18.

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Joe non mi ha rivolto nemmeno uno sguardo né ha rivolto la parola per tutta la sera. Alla fine del concerto, sento un nodo allo stomaco mentre scendo le scale e mi dirigo verso il backstage. Il camerino è in pieno movimento, con i ragazzi che si stanno cambiando tra risate e chiacchiere. Cerco di mantenere un'espressione rilassata quando apro la porta.

«Siete stati fantastici, come sempre› dico, la mia voce tremante ma carica di sincerità.

Il mio cuore batte forte quando i miei occhi incontrano Joe, distante dal resto del gruppo. Il suo sguardo è vuoto e sfuggente, e in pochi secondi si allontana.
«Io me ne torno in albergo› dice lui, senza nemmeno fermarsi a guardarmi, uscendo dal camerino e passandomi accanto come se fossi invisibile.

Nick e Kevin si scambiano sguardi imbarazzati. Sono loro a riempire il silenzio che Joe lascia dietro di sé. Nick si schiarisce la gola, cercando di alleggerire l'atmosfera.

«Fammi indovinare? Ha scoperto del manoscritto e non l'ha presa bene».

Scuoto la testa. «Mi odia», dico, la voce incrinata

Kevin mi si avvicina e posa una mano sulla mia spalla. «Non è così» dice con gentilezza, ma non riesco a credergli.

«Te l'avevo detto», interviene Nick, con tono calmo. «Prolungare troppo la notizia non avrebbe portato a niente di buono»

Sbuffo, cercando di trattenere le lacrime, ma è una battaglia persa. «Cazzo, Nicholas! Non hai niente da dirmi a parte questo? Ho sbagliato, sì ma...», esclamo, con voce tremante mentre le lacrime cominciano a scendere.

Nick mi guarda con un misto di compassione e tensione. Si passa una mano tra i capelli, come se stesse scegliendo con cura le parole. «Scusa», dice, abbassando la voce. «Non penso che tu abbia sbagliato davvero. Sai, com'è Joe, però. Non sopporta le bugie, è impulsivo... È complicato. Ma ascolta, lui non ti odia. Ti ama, questo è sicuro. Se ti ha chiesto di essere la sua fidanzata, vuol dire che ci tiene davvero. Non può cambiare idea così, all'improvviso. Ha solo bisogno di elaborare la cosa. Dagli un po' di tempo».

Mi asciugo le lacrime con il dorso della mano. «Hai ragione, devo essere paziente. Grazie ragazzi. Significa molto per me».

Kevin mi sorride con calore. «Siamo amici. Non ci piace vederti soffrire, e non vogliamo che la tua relazione con Joe finisca così».

Nick, invece, mi Fassa con uno sguardo che mi mette a disagio, anche se cerco di ignorarlo. «Vuoi che ti accompagniamo?», chiede

Nego con la testa. «No, grazie. Ho bisogno di stare da sola per un po'»

«Come vuoi», risponde Nick, ma mentre esco dalla stanza, sento i suoi occhi ancora su di me.

Fuori, infilo le cuffie e metto su una playlist a caso, alzando il volume al massimo. La musica rimbomba nelle mie orecchie, impedendomi di pensare. Cammino per le strade deserte della città, il vento fresco mi accarezza il viso mentre cerco di liberare la mente da tutti i pensieri che mi tormentano.
Rientro in hotel intorno alle due di notte. Mentre passo davanti alla stanza di Joe, mi fermo. Il cuore mi batte forte nel petto. Busso, una, due, tre volte. Ma come temevo, nessuno mi risponde. Abbasso la testa e torno nella mia stanza, ma mentre apro la porta, sento una voce alle spalle.

«Ehi, aspetta»

Mi giro e vedo Nick, appoggiato al muro, con un'espressione indecifrabile. È ancora in abiti da concerto, e i capelli spettinati.

«Non riuscivi a dormire?», chiedo, cercando di sembrare naturale, anche se il suo sguardo mi mette a disagio.

«No, non è quello». Si avvicina, il suo sorriso appena accennato. «Non capisco come faccia Joe a essere cieco. Non dovrebbe trattarti in questo modo»

Strangers [Jonas Brothers]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora