La mattina seguente mi sveglio nel letto di Joe. Non mi ero nemmeno accorta di essere rimasta lì dopo aver passato la notte insieme. Lui dorme ancora profondamente, così cerco di fare il minimo rumore per non svegliarlo e torno nella mia stanza. Mi concedo una doccia, restando sotto l'acqua il più del previsto, mentre i ricordi della serata precedente mi tornano in mente. Devo ammetterlo: è stata la notte più bella della mia vita. Joe sa come farti desiderata, e soprattutto, come farti sentire una donna.
Esco dalla doccia quando l'acqua diventa fredda. Mi asciugo e mi vesto, poi scendo a fare colazione. Nella sala vedo Kevin, seduto al tavolo. Dopo aver preso il mio piatto, lo raggiungo.
«Buongiorno», dico
«Buongiorno», dice lui, tranquillo.
Mentre mangio il mio cornetto, Kevin mi osserva con attenzione e mi chiede: «Che avevi ieri sera? Sembravi...strana».
Sospiro. Ho bisogno di confidarmi con qualcuno altrimenti scoppio, e Kevin mi sembra almeno l'unico dei tre con cui mi posso fidare. Prendo coraggio e tutto d'un fiato, confesso: «Ho scritto un romanzo».
Kevin alza un sopracciglio, sorpreso: «Wow, che bello!»
«Aspetta prima di esaltarti... è un romanzo sui Jonas Brothers. Cioè su di voi»,
Lui si appoggia alla schiena della sedia, incuriosito. «Ovviamente...Vai avanti»,
Abbasso lo sguardo. «Un editore vuole pubblicarlo, ma...»
«Ma vuole prima il nostro consenso, giusto?», mi interrompe
«Esattamente».
Kevin mi guarda per un momento, prima di chiedermi: «E perché supponevi che potessi arrabbiarmi?»
«Be, se ci pensi, qualcuno potrebbe pensare che abbia accettato questo lavoro solo per scrivere il romanzo e farmi un nome grazie a voi».
Lui scuote la testa, serio. «Se hai scritto un romanzo e all'editore è piaciuto, vuol dire che hai talento. La raccomandazione conta poco. Di che parla?»
Mi mordo un labbro, esitante. «È una storia d'amore. Più precisamente ... su me e Joe. Non è che io e lui stiamo insieme, ma... ci va vicino».
Kevin sorride. «Posso leggerlo?»
«Sì, certo. Ti giro una copia via e-mail, ma promettimi di non girarla a nessuno».
«A che dovrei girarla?»
Alzo le spalle, senza dargli una risposta. Poco dopo ci raggiungono Nick e Joe, ancora un po' addormentati. Io e Joe ci lanciamo uno sguardo furtivo, ma nessuno dei due osa dire una parola.
«Alla fine, non mi avete risposto...cosa si fa per le festività natalizie?», chiedo
«Si torna a casa», commenta Joe
«Ah, per questo che New Jersey è l'ultima tappa di questo tour», osservo
«Scelta casuale», dice.
Dopo quasi tre mesi e quattro settimane che sono in giro per gli Stati Uniti, devo confessare che mi è mancata la mia casa. New Jersey, dove mi sono trasferita una volta finito il liceo e intrapreso il mio anno accademico.
Subito dopo colazione, Joe mi invita a fare una passeggiata. «Stai bene?», chiede, studiandomi con attenzione
«Sì», rispondo, con un sorriso forzato
«Sembri assente, e silenziosa. Ti sei pentita per ieri sera?», dice
Scuoto la testa. «Assolutamente no. Ieri sera è stato bellissimo», dico
Un sorriso si apre sul suo volto, sincero. «Anche per me è stato lo stesso», dice. «Ma allora, cosa c'è che non va?»
Sospiro. «Io...», inizio. «...vorrei sapere cosa siamo io e te. Perché, se per te tutto questo è solo un gioco, devo saperlo»
«Un gioco?», dice, fermandosi di colpo. Si volta di me, costringendomi a guardarlo. «Perché mai dovresti essere un gioco? Tu mi piaci, Julia». Si avvicina, prendendo le mie mani tra le sue. I suoi pollici accarezzano dolcemente la mia pelle, mandandomi un brivido lungo la schiena. «Mi piace il modo in cui ti mordi il labbro», sussurra, avvicinandosi ancora. La sua voce si abbassa, provocante al mio orecchio. «E mi é piaciuto come, ieri sera, mi supplicavi di farti godere. Come sussurravi il mio nome».
Il mio nome batte all'impazzata. Il mio respiro diventa irregolare. Una sensazione nuova, quasi vertiginosa, si insinua nello stomaco. È questo, l'amore?
«Joe...», sussurro, guardandomi intorno. Poi prendo una decisione, «Baciami!»
Un sorriso gli illumina il volto. Non aspetta che glielo ripeta. In un millesimo di secondo le sue labbra sono sulle mie. Il modo in cui bacia è travolgente le mie labbra, fa tremare ogni fibra del mio corpo. Ardo, letteralmente. Il desiderio di sentire di nuovo le sue labbra su di me divampa incontrollabile.
«Julia, dobbiamo fermarci...», sussurra contro le mie labbra, la voce rotta dalla passione. «Altrimenti, non resisto».
Ridacchio, compiaciuta. Almeno so che gli faccio lo stesso effetto.
«Andiamo», dice, prendendomi per mano. «Altrimenti i miei fratelli penseranno che siamo dispersi», e insieme facciamo ritorno in hotel.
La sera cala presto, e l'hotel si riempie di un'atmosfera elettrica. Nick e Kevin sono strani e misteriosi. Anche il resto dell'intero staff è in fermento. Joe sembrava nervoso, e ogni tanto mi lancia uno sguardo che mi fa arrossire. Mi accomodo tra il pubblico, vicino al pubblico, mentre la musica comincia a suonare nell'aria.
A metà concerto, però, qualcosa cambia. I fratelli si ritirano dal palco per una breve pausa, lasciandolo Joe da solo sul palco con un microfono. Le luci si abbassano, creando un'atmosfera intima.
«Vorrei dedicare questa canzone a una persona speciale», dice, fissandomi direttamente. Il pubblico si agita, ma io resto immobile, confusa e incredula.
Le prime note dolci riempiono l'aria, seguita dalla sua voce:
"I thank the oceans for giving me
You saved me once and now I'll save you too
I won't hesitate for you"
Dreams can't take the place of loving you
There's gotta be a million reasons why it's true
When you look me in the eyes
and tell me that you love me"
Just imagine only us
Yeah, you found me right before I'd given up
I just saw the lightning strike
Knew it right then when I looked in your eyes
And I said to myself, "It's no surprise we ain't strangers"
Strangers tonight
Must be from a different life".
Alla fine, una frase dietro di lui attira la mia attenzione: "Julia, ti vuoi fidanzare con me?"
Rimango senza fiato. Il pubblico esplode in applausi, e Joe continua a guardarmi, gli occhi pieni di emozione. Si avvicina al bordo del palco e allunga la mano verso di me. «Julia?», domanda
L'intero pubblico trattiene il fiato, ma io non riesco a trattenere un sorriso. Le mie mani tremano mentre afferro la sua mano e salgo sul palco. Quando gli sono davanti le parole mi escono spontaneamente. «Sì, Joe. Sì!».
Non mi dice altro che le sue labbra sono sulle mie, sotto gli occhi di migliaia di spettatori che applaudono e urlano entusiasti. Ma, per un momento, mi scordo di loro. Esistiamo solo io e lui.
Quando ci stacchiamo, Joe sorride, felice. «Adesso sarà impossibile concentrarmi per il resto del concerto», sussurra, facendomi ridere
«Meglio che ti concentri», dico, scendendo dal palco.
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Strangers [Jonas Brothers]
Random* NUOVA VERSIONE* Julia è una giovane di 25 anni, appena laureata in Scienze della Comunicazione all'università del New Jersey. Ambiziosa e determinata a costruirsi una carriera, le viene offerta un'opportunità straordinaria: diventare la manager a...
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