Il nostro Van si ferma con un leggero sbalzo davanti all'edificio dove abita di Julia. Sono le dieci in punto. Nick la chiama con il cellulare, e poco dopo la vediamo arrivare con la valigia a seguito. Ammiro la sua figura mentre si avvicina, slanciata e aggraziata. È ancora più bella di quanto ricordi. Kevin si offre di aiutarla e, con un gesto rapido, mette la valigia nel portabagagli. Poi, Julia prende posto vicino a me. «Buongiorno», dice con un sorriso
«Buongiorno», rispondo, cercando di sembrare indifferente, ma dentro di me sto pensando come trascorrere del tempo con lei.
«Qual è la prima tappa?», chiede
«Florida», rispondo.
«Una domanda: io ho la mia stanza personale in albergo, vero?», dice, lanciandomi un'occhiata.
«Questo è un tasto dolente, almeno per questa volta», risponde Nick. «Jose ha fatto un casino con le prenotazioni, e ha messo te e Joe nella stessa stanza». Il mio cuore manca un battito. Un sorriso malizioso mi sfugge, so già che questa situazione ci farà avvicinare ancora di più.
«Per questa volta facciamo così, ma dalla prossima volta le camere le prenoto io. Infondo, sono la manager» dice.
Più tardi, chiuso in bagno, non riesco a togliermi dalla testa l'immagine di Julia. Il vapore caldo avvolge il mio corpo, ma non riesce a calmare il fuoco che brucia dentro di me. Ricordo ancora il modo in cui la sua maglietta si è alzata leggermente, rilevando un accenno di seno.
Quando finalmente esco, avvolto solo in un asciugamano, la trovo ad aspettarmi. I suoi occhi si sgranano leggermente. «Cosa diamine fai così conciato?», dice lei
«Mi preparo forse?», ribatto
«Non puoi presentarti in questo modo. Non sei solo in camera»
«Perché?», insiste avvicinandomi lentamente. Il suo profumo mi inebria.
Lei evita la mia domanda, arrossendo leggermente. «Vorrei lavarmi, potresti uscire?»
Glielo concedo, ma non senza un senso di frustrazione. Si chiude in bagno, girando la chiave. Mi vesto poi mi sdraio sul letto accendendo la televisione senza prestare attenzione allo schermo. Non avevo capito che la mia presenza la infastidisse così tanto.
Poco dopo, la sento uscire dal bagno. È avvolta in un asciugamano bianco, che le aderisce al corpo. «Cosa ci fai ancora qua?», la voce leggermente stridula. «Vorrei un po' di privacy, se mi è concessa»,
Mi alzo dal letto e spengo la televisione. Non posso resistere alla tentazione di stuzzicarla. «Ok, come vuoi», dico, avvicinandomi. «Comunque, ti si vede...»
Lei mi lancia uno sguardo fulminante. «FUORI!».
Mi diverto tantissimo a farla innervosire. Così esco dalla stanza e mi ritrovo a gironzolare per l'hotel, con un sorriso sulle labbra. Al bar, trovo i miei fratelli, che stanno sorseggiando un drink. «Fammi indovinare. Ti ha cacciato dalla stanza», dice Kevin, con un sorrisetto
Chiamo la barista e mi ordino un negroni sbagliato, doppio. Ho bisogno di qualcosa di forte per calmare i miei nervi.
«Come va la convivenza?», chiede Nick.
«Un disastro», dice Julia al posto mio. Il suo tono è sarcastico, ma non posso fare a meno di notare che i suoi occhi brillano di un luce diversa.
Appena mi giro, rimango senza fiato. È incantevole con quel vestito lungo e dorato che le accarezza le curve.
«Ovviamente, sia l'ultima volta che condivido la mia stanza con lui», dice lei, rivolgendosi ai miei fratelli. Le sue parole mi colpiscono come un pugno allo stomaco. Si avvicina al bancone e ordina uno spritz mentre io ordino un altro negroni, bevendolo tutto d'un fiato. Li raggiungo al van per portarci al ristorante.
‹Joe, vuoi restare per tutta la cena lì impalato?› dice Nick, quando arriviamo al ristorante
Non mi ero reso conto che sono rimasto in piedi tutto quel tempo. Mi accomodo vicino accanto a Julia. «Stai bene?», mi chiede lei
«Si».
Durante la cena, non riesco a toglierle gli occhi di dosso. Noto con una punta di fastidio gli altri uomini che la guardano con desiderio. Un'ondata di gelosia mi pervade.
Più tardi, mentre Julia si ritira in camera, io e miei fratelli rimaniamo un altro po' al bar dell'hotel. Ordiniamo tre drink e ci andiamo a sedere in un tavolo tranquillo.
«È fantastica, Julia, voi che ne pensate?», dice Kevin
«Niente male», dico, cercando di rimanere sul vago. Non voglio che i miei fratelli si accorgono della mia probabile attrazione verso di lei.
«Solo?»
Alzo le spalle. «È passabile come ragazza, ma come manager è ancora da vedere», dico.
Più tardi, rientro in camera, sperando che Julia stesse dormendo. Invece, è sveglia e sta leggendo. Mi chiudo in bagno per lavarmi, poi mi svesto e mi infilo sotto le lenzuola, cercando di toccarla il meno possibile. Prendo il libro dal mio comodino e incomincio a leggere, ignorando i battiti accelerati del mio cuore.
«Come mai tu e la tua ragazza avete litigato?», dice, all'improvviso. La sua voce mi sorprende. Non mi aspettavo questa domanda.
«Non abbiamo litigato. Lei mi ha lasciato con un biglietto», dico. «Evidentemente, voi donne siete così brave a lasciare un uomo dopo che vi ha fatto una proposta».
Un silenzio imbarazzante si instaura tra noi.
«Magari non era pronta di sposarsi», dice.
«Poteva parlarne con me, non lasciarmi così», aggiungo, sentendomi vulnerabile.
Lascio il libro sul comodino e mi siedo sul letto, dandole le spalle. Un'ondata di tristezza mi invade. Mi sento solo e tradito. A quel punto, Julia si avvicina e si siede accanto a me. «Oddio, non ti metterai a piangere adesso?›, dice lei, con preoccupazione. Il suo tocco leggero sulla mia spalla mi fa sussultare. Tiro fuori la scatolina dallo zaino accanto a me e gliela mostro.
‹Questo l'avevo comprato per lei, poi me l'ha lasciato sul tavolo della cucina con un biglietto». Julia la apre e rimane a bocca aperta. I suoi occhi si riempiono di compassione. «Avevo preparato tutto: la musica, la tavola per due e avevo scritto persino il discorso. Tutto buttato via».
Appoggio la testa sulla sua spalle e scoppio a piangere. Le lacrime scorrono senza che possa fermarle. Il suo profumo mi avvolge e mi calma.
«Odio vedere piangere i maschi› esclama, accarezzandomi. Il suo tocco mi fa sentire protetto.
Alzo lo sguardo verso di lei e noto quanto è vicina. I nostri sguardi si incrociano, carichi di emozioni. Le sue labbra sono così vicine alle mie. Cerco di reprimere l'impulso di baciarla, ma alla fine cedo e le sfioro le labbra con le mie. È un bacio dolce, timido, e pieno di speranza.
Lei si allontana bruscamente. La realtà mi porta con i piedi per terra. «No, hai interpretato male il gesto›, dice, nascondendo l'imbarazzo. Un muro invisibile si erge tra noi. Se ne torna dalla sua parte del letto. «Buonanotte», dice mentre spegne la luce nel suo comodino.
Io non riesco a dormire. Il suo rifiuto mi brucia dentro. Mi alzo e mi chiudo in bagno. Ho bisogno di sfogarmi.
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Strangers [Jonas Brothers]
Random* NUOVA VERSIONE* Julia è una giovane di 25 anni, appena laureata in Scienze della Comunicazione all'università del New Jersey. Ambiziosa e determinata a costruirsi una carriera, le viene offerta un'opportunità straordinaria: diventare la manager a...
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