I knew I loved you

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Domenica23-06-2019
There'sjust no rhyme or reason
only this sense of completion
and inyour eyes
I see the missing pieces
I'm searching for
I thinkI found my way home
I know that it might sound more than
alittle crazy but I believe
I knew I loved you before I met you
Ithink I dreamed you into life
I knew I loved you before I metyou
I have been waiting all my life

JARED

È passato un anno da quando Pamela ha detto sialla mia proposta di matrimonio. Tante cose sono cambiate. Io, lei eDrew siamo tornati a vivere nella stessa casa e in meno di sei mesisiamo diventati marito e moglie. Il 20 dicembre dello scorso annosiamo diventati marito e moglie, ma il bello è arrivato prima,intorno ad ottobre, quando abbiamo scoperto che era incinta. Sto perdiventare padre per la seconda e, tecnicamente, anche la terza, vistoche siamo in attesa di due gemelli. Siamo al settimo cielo e con noianche la nostra famiglia.
Sorrido guardando la foto del nostromatrimonio appesa al muro del salotto, quel giorno è statofantastico. Ricordo ogni piccolo istante di quel giorno, dalla paurache avevo prima della cerimonia, a quando lei ha percorso la navatanel suo abito bianco, quando ci siamo scambiate le promesse e glianelli, tutta la cena con solo pochi intimi come volevamo e allanostra prima notte da marito e moglie, passata a fare l'amore e,purtroppo, anche le urla e i gemiti della stanza accanto alla nostra,occupata dai nostri testimoni: Shannon e Melissa. I due, da quando sisono messi insieme, ci danno dentro come conigli. Il giorno delmatrimonio sono spariti per almeno 4 volte, riapparendo ogni voltasorridenti e molto appagati. Ma non importa, perché erano anni chenon vedevo mio fratello così felice, o forse mai l'avevo visto.Pende dalle labbra di Lissa, tanto quanto lei pende dalle sue. È unanno che vivono insieme, ma non vogliono andare oltre per il momento.Ho parlato con Shannon, chiedendogli se hanno intenzione di sposarsio avere figli, lui ha semplicemente detto che non se la sentono diandare avanti e che le cose vanno bene così. In realtà so cheentrambi vogliono passare, ma Shannon non spinge Lissa nella sceltaperché non vuole che si senta obbligata a dargli un figlio dopoquello che ha passato. So che un giorno lo faranno, ma devonosentirsi sicuri.
Camminando verso il bagno, sento il rubinettodella vasca aperto per riempirla.
Entrando nella stanza vedoPamela di spalle intenta a controllare la giusta temperaturadell'acqua. Mi avvicino a lei posandole le mani sui fianchi echinandomi a baciare la sua schiena «dolori?» chiedo sapendo che ilbagno la fa rilassare.
Schiaccia la schiena contro il mio petto«solo un po'»
Le mie mani accarezzano il suo pancione «speroche questi due siano pronti per uscire. Non voglio andare in tour seloro non sono qui» bacio la sua spalla sentendola sorridere
«beh,se tardano ancora, sappiamo che hanno ereditato qualcosa da loro zio»mi prende in giro.
Rido delle sue parole «però, devo ammettere,che sei sempre più sexy» sussurro al suo orecchio
«anche sesembro una mongolfiera?» domanda mettendo il broncio
«seiperfetta» bacio il suo collo dolcemente, mentre si gira tra le miebraccia fronteggiandomi. Le sorrido scostandole un riccio ribelle dalviso e mi avvicino alle sue labbra, baciandola con passione,sentendola gemere immediatamente.
La gravidanza l'ha resa piùinsaziabile di me e questo mi delizia. Si sposta per sedersi sulmobile accanto al lavabo, aprendo le gambe e mordendomi il labbroall'assenza di intimo: altra cosa che adoro a causa dellagravidanza. Scivolo due dita sul suo sesso, accarezzando piano il suoclitoride e poi penetrandola lentamente. Afferra il mio polso e muoveil bacino contro il palmo della mia mano, cercando il giusto attritoche le dia più piacere. Abbasso i miei boxer guardandola e prendo lamia erezione con la mano libera, continuando a stuzzicarla con edita, entrando e uscendo da lei, sfregandole di tanto in tanto sulsuo clitoride, ritirandole e portandole alla mia bocca per succhiareil suo sapore.
Mi posiziono tra le sue gambe, scivolando in lei eudendo i suoi gemiti «sei incredibile» sussurro al suo orecchiomentre aspetto che sia lei a cercare il giusto ritmo. Ci vado pianovista la sua condizione, ma non posso dire che mi piace di meno,anzi, la cosa mi eccita parecchio. Sento il suo sesso madido intornoal mio, il calore che emana il suo corpo e trovo difficile non venireanche se non mi sto muovendo. Comincio a spingere lentamente e puntoi miei occhi sul suo viso: l'espressione appagata, gli occhichiusi, i denti che mordono il suo labbro. Dio, quanto la amo. Ilsolo pensiero che lo scorso anno stavo per perderla definitamente mimanda in bestia. Le prendo il viso tra le mani, costringendola aputare quei suoi begli occhi verdi nei miei «ti amo Pamela, più diogni altra cosa al mondo» dico
Si tiene con le mani sulle miespalle «ti amo anch'io Jay, tantissimo» dice, mentre ansima «Jay,si...così...ancora» urla inseguendo il suo orgasmo
Chiudo gliocchi dando le ultime spinte, ringhiando svuotandomi in lei.
Posandola fronte contro la sua, cerco di regolare il mio respiro e avvicinole nostre labbra, sorridendo. Mi stacco da lei, restandole comunquevicino, accarezzandole piano i capelli e tenendomi con una mano sulripiano dove è seduta, sentendo le mie gambe deboli a causadell'orgasmo. La fisso per un secondo e noto il suo viso un attimoappagato e sorridente, cambiare impercettibilmente. Una smorfia didolore si disegna sul suo volto, preoccupandomi «Pam, ti sentibene?»
Stringe la mia mano «fa male Jay...» dice toccandosi lapancia
«chiamo un'ambulanza?» chiedo allarmato
Scuote latesta e respira profondamente, cercando di stare calma. Il pavimentonon è bagnato, quindi le acque non si sono rotte e, di conseguenza,non è il momento. Sono i soliti dolori dovuti al peso che staportando. La aiuto a scendere e star dritta, spogliandola elasciandola entrare nella vasca, in modo da farla rilassare. Aspettoche si metta comoda, ma il suo viso non cambia ancora e, celando lamia preoccupazione, le accarezzo piano la schiena, guardandola mentrecomincia a piangere «fa male»
«mi dispiace piccola. Adessopassa, rilassati» dico dolcemente.
Un attimo dopo, la sua testasi appoggia al bordo della vasca, il suo respiro torna normale comeanche il suo viso. Sospiro sollevato baciandole la tempia «scendo aprepararti una tisana, qualsiasi cosa, lancia un urlo, ok?» sorridealle mie parole, annuendo più rilassata.
Scendo al pianoinferiore e comincio a preparare la tisana che le ha consigliato ildottore per alleviare i dolori. Respiro stendendo i muscoli del miocorpo.

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