Come avrebbe potuto Namjoon innamorarsi di lei se la ragazza in questione era sparita? Da due settimane e quattro giorni per l'esattezza. La cosa più assurda era che da cinque giorni, invece, anche Taehyung era scomparso. Così, nel nulla. Non rispondeva ai messaggi di Jungkook, non si presentava a lezione e se la cosa in un primo momento era passata inosservata, da quel momento entrambi i due amici avevano iniziato ad insospettirsi. Anche Namjoon spariva prima della sessione di esami, ma rispondeva almeno al cellulare di tanto in tanto.
Forse non era così grave la situazione. Conoscevano Taehyung e Seul-Gi da quanto, un mese? E quanto effettivamente conoscevano quei due? Poteva esserci dietro qualsiasi tipo di spiegazione alla quale Namjoon non poteva arrivare proprio perché non sapeva che stile di vita seguissero i due ragazzi misteriosi, non sapeva quale fosse il loro vero legame, magari erano semplicemente andati al mare per un po'.
Ah, il mare. Anche Namjoon desiderava andarci, in inverno era ancora più bello che in estate a suo parere. Il litorale sgombero, solo il suono dello schiantarsi delle onde a fare compagnia. Probabile era che in un futuro ipotetico si fosse trasferito in una località marittima.
Adesso, però, era il momento di studiare e di darsi da fare. Era inutile fantasticare, anche perché i suoi sogni erano troppo vaghi, così flebili da fargli venire il nervoso. Forse di sogni non ne aveva e il forzarsi a crearne non poteva che terminare in un fallimento. Namjoon era ormai consapevole di aver sbagliato tutto nel corso della sua vita, ciò che faceva non era altro che rimediare ai danni. Cioè, mantenere un buon rendimento dal punto di vista dell'istruzione, lasciare la sua mente aperta per non perdersi nessuna possibilità ed essere gentile con la sua famiglia, perché la famiglia alla fine è l'unica cosa che ti resta.
Il dipinto di onde di un azzurro spento si frantumò nella sua mente quando dall'altro lato dello schermo del pc ritornò la connessione e si fece spazio sul monitor il dolce visino di un quattordicenne.
"Sei pronto, Junyong?"
Il ragazzino annuì, sistemandosi gli occhiali che erano scivolati sulla punta del naso, all'insù. Aprì il libro di inglese, con il quale aveva seri problemi, anche se grazie alle lezioni di Namjoon la situazione era decisamente migliorata nel corso degli ultimi mesi.
Junyong era solo uno dei tanti liceali che Namjoon aiutava, era il suo modo di guadagnarsi da vivere.
"Ho svolto tutti gli esercizi che mi hai assegnato la volta scorsa ed ho controllato le soluzioni. Credo di aver capito tutto." A quelle parole il ragazzo più grande sorrise fiero, quei piccoletti erano la sua soddisfazione più grande. "Possiamo esercitarci anche sui verbi? A breve ci saranno gli esami di fine semestre."
Namjoon fece un respiro profondo, mentre sfogliava il libro di grammatica inglese a cui faceva riferimento e dopo aver trovato la pagina che gli serviva, annuì in risposta sorridendo al ragazzo.
"Stanno per partire domande a raffica, sei pronto?" Scherzò con tono di sfida, facendo ridacchiare divertito, ma anche teso, il ragazzino. E così, tra un verbo e l'altro, anche un altro pomeriggio volò via.
Stava per stravaccarsi sul divano, la tv accesa, un paio di libri sparsi al posto dei cuscini e un cartone di latte che rischiava di cadere sul pavimento, quando il cellulare prese a squillare, facendolo grugnire perché si trovava dall'altro lato della stanza. Cercò di ignorarlo e fece per sedersi, ma la suoneria sembrava essersi fatta magicamente più fastidiosa, così alla fine posò con attenzione il cartone sul pavimento prima che gli cadesse di mano e, sbattendo come un bambino di appena quattro anni i piedi per terra, andò a recuperare il cellulare.
Rispose senza neanche leggere il nome di chi lo aveva disturbato e si appoggiò allo schienale del divano, sul retro, guardando ciò che trasmetteva la televisione anche se non vi stava prestando davvero attenzione.
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Red cover; k.nj
Fanfiction"E come ultima cosa, non per importanza, non devi assolutamente innamorarti di me."
