Dopo circa un'ora dal loro rientro, la pioggia invece di cessare era aumentata. Batteva forte contro i vetri delle finestre, producendo non il dolce e romantico ticchettio, ma un frastuono assordante. Seul-Gi era comodamente seduta sul divano, visibilmente più a suo agio. Stringeva al petto uno dei cuscini quadrati e morbidi comprati all'Ikea e aveva tra le mani delle vecchie fotografie di Namjoon da piccolo con la famiglia. Il ragazzo, infatti, le aveva parlato di sua madre, del suo doverla andare a trovare quella settimana e in generale del rapporto che avevano, stimolando così la sua curiosità e tutto risultò nello sfogliare fotografie perfettamente conservate per trascorrere il tempo.
Nel frattempo Namjoon stava riscaldando dei noodle istantanei, l'unica cosa che aveva al momento in casa. Non aveva fatto la spesa perché non stando a casa per qualche giorno, era meglio non tenere troppo cibo in frigo, correndo il rischio di trovarlo andato a male al suo ritorno.
Eppure, strano a dirsi, Seul-Gi ne fu molto felice.
«Mia madre non mi faceva mai mangiare queste cose già pronte. Una donna deve essere capace di prepararsi il cibo da sola diceva sempre.» E nel riportare le parole di sua mamma, imitò la voce in un modo poco realistico, ma che mostrava tutto l'astio che provava nei suoi confronti. Nonostante non fosse una cosa carina, Namjoon scoppiò a ridere dopo quell'imitazione scadente.
«Adesso che vivi da sola suppongo tu possa mangiare tutto ciò che ti va.»
Seul-Gi si strinse nelle spalle, storcendo un angolo delle labbra, mentre con le bacchette prendeva un altro boccone. Quando poté di nuovo parlare, gli rispose: «cucino da quando avevo cinque anni, ormai sono abituata a mangiare in un certo modo. Non che non mi piacciano i fast food o il cibo d'asporto, ma è come se non avessi motivo per usufruirne.»
Namjoon annuì, segno che stava seguendo il suo discorso, e dopo aver ingoiato un boccone di noodle, continuò il discorso interessato.
«Vuoi dire che non ti è mai capitato di tornare a casa troppo tardi da non avere il tempo di cucinare e decidere di ordinare una pizza?»
«Solitamente preparo i miei pasti nel fine settimana per tutti i giorni e li conservo, così da non perdere molto tempo a pranzo e a cena. Però mi è capitato qualche volta di ordinare del cibo, quando sono con Taehyung. Mi sembra un po' triste dargli da mangiare una delle mie piccole porzioni di verdure e pollo.»
Lo stomaco di Namjoon si contorse, gli era sembrato strano che quel ragazzo non fosse stato ancora menzionato.
«Io mangerei con piacere una delle tue piccole porzioni di verdure e pollo.» La bocca fu più veloce della testa, così parlò senza neanche rifletterci su e solo quando sentì quelle parole ad alta voce, si rese conto di ciò che aveva detto e si bloccò in panico, sperando che alla ragazza potesse risultare meno imbarazzante di quanto sembrasse a lui.
Lei lo guardò un po' perplessa, ma non si fece troppi problemi ed acconsentì.
«Se proprio ci tieni.»
«Ci terrei anche a farti assaggiare del cibo spazzatura e a farti provare tutti gli altri gusti di questa roba,» aggiunse poi, Namjoon, alzando quella sorta di bicchiere di plastica che conteneva i noodle.
«Ci sto.»
Seul-Gi sorrise, l'idea le piaceva, la vedeva come un atto di ribellione nei confronti di sua madre, anche se non si trattava di qualcosa di pericoloso o particolarmente rivoluzionario.
Un'altra ora era trascorsa, ormai fuori era buio pesto. Continuava a piovere, non accennava a smettere.
I due ragazzi avevano finito di mangiare, gettato i rifiuti, guardato il tg che trasmettevano in tv prima dell'ora di cena, anche se loro avevano già cenato, ma per Namjoon ancora non se ne parlava di far uscire la ragazza sotto quel temporale.
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Red cover; k.nj
Fanfiction"E come ultima cosa, non per importanza, non devi assolutamente innamorarti di me."
