Una, Due, Tre Coincidenze...

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Draco si riscoprì a osservare Hermione Granger per la terza volta, quella mattina. La prima era stata al suo ingresso in Sala Grande: lei si era trascinata dietro quella capra dal pelo rosso di un Weasley e quello sfregiato di Potter, entrambi con i volti ridotti a due maschere funebri, e aveva preso posto al tavolo dei Grifondoro.

La seconda era stata pochi minuti dopo, quando aveva alzato gli occhi dal suo piatto e aveva incrociato lo sguardo di lei. Si era affrettato a dirottare la propria attenzione su Pansy, che gli si era seduta di fronte, sperando nel frattempo di non essere arrossito troppo, ma la sensazione di essere stato colto con le mani nel sacco non lo aveva ancora abbandonato, neanche ora che la stava osservando per la terza volta di fila.

Era un atteggiamento infantile, se ne rendeva conto e se ne vergognava, ma non riusciva a controllarlo: poteva ignorarla per un po', ma gli bastava abbassare la guardia per un attimo ed eccolo di nuovo al punto di partenza.

Sbuffò dalle narici, un suono sommesso che si perse nel cicaleccio mattutino della Sala Grande.

La Granger era sempre stata così carina o quegli stupidi sogni stavano alterando la sua percezione della realtà? I capelli ricci e crespi erano ancora lì, così come i denti da castoro, un po' troppo grandi, eppure… dov'era il senso di disgusto? Uno strano magnetismo aveva preso il posto della repulsione, e lui si sentiva prudere le mani dalla voglia che aveva di infilarle tra quei capelli indomabili, di sfiorarle le labbra, tracciare con la punta delle dita il morbido profilo della sua bocca.

Dannata mezzosangue, pensò arrossendo, ma quella parola lo fece vergognare. L'immagine di un bacio in sospeso gli annebbiò la mente per un attimo, e quanto era patetico? Un ragazzino in piena tempesta ormonale, ecco cos'era diventato, così soggetto al desiderio da essere disposto a lanciarsi in questa folle corsa verso l'autodistruzione.

In quel momento Hermione si voltò nella sua direzione e i loro sguardi si incrociarono. Lei aggrottò le sopracciglia, sdegno e sospetto a velarle il viso, e Draco ebbe un tuffo al cuore.

Maledizione.

Avrebbe voluto alzarsi e affrontarla, ma sapeva che non ne avrebbe mai avuto il coraggio. Così si affrettò a guardare altrove, ravviandosi i capelli chiari con la mano.

Lei continuò a osservarlo con sospetto.

Quando fu evidente che lui aveva intenzione di ignorarla per il resto della mattinata, sbuffò dalle narici, mentre il rancore cominciava a ribollire in un angolo del suo cervello.

Harry si sporse in avanti sul tavolo imbandito e le agitò una mano di fronte al viso. «Che succede, Hermione?»

Lei si limitò a scrollare le spalle. «Non succede niente», e mentre lo diceva stava già raccogliendo le sue cose.

Aveva bisogno di silenzio, silenzio e calma, così da poter riflettere sulla questione.

Perché Malfoy continuava a fissarla in quel modo? La prima volta aveva lasciato correre – a chi non capita di perdersi a osservare persone a caso senza neanche rendersene conto? Però era capitato ancora e ancora e ancora... la cosa cominciava a darle sui nervi.
 
Una coincidenza è una coincidenza, si disse. Due coincidenze sono solo un indizio. Ma tre coincidenze rassomigliano ad una prova.

E Agatha Christie di misteri ne capiva.

Se Malfoy stava tramando qualcosa, lei doveva scoprire cosa. Si alzò e fece per sgusciare via dal proprio posto al tavolo dei Grifondoro, ma Ron la afferrò per il polso e le lanciò uno sguardo interrogativo. «Dove vai? Non hai mangiato quasi niente».

«Non ho molta fame».

«Tutto bene?»

Hermione annuì. «Devo solo andare in bagno, è urgente».

Somnium Afficio (Dramione)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora