Riscontri

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Draco indugiò sulla soglia del dormitorio, indeciso sul da farsi. Si era vestito con lentezza, aveva riempito la borsa con tutto l'occorrente e ora se ne stava lì, in piedi sotto la porta, lo sguardo fisso su di un punto non meglio identificato del pavimento. Non aveva voglia di andare a lezione, ma non poteva neanche fingersi malato o sarebbe stato costretto a passare l'intera mattinata in infermeria. Alla fine sospirò e uscì dalla stanza.

Superò la Sala Comune e i freddi corridoi dei sotterranei, risalì lungo le rampe di scale e raggiunse la porta d'ingresso del castello. Con un nodo in gola che non voleva saperne di sciogliersi, Draco attraversò il cortile esterno stringendosi nel mantello della divisa. Il cielo era plumbeo nonostante il sole fosse sorto già da alcune ore, e una nebbia leggera si sollevava da terra per avvolgere Hogwarts nel suo fumoso abbraccio. L'aria sapeva di umidità ed erba bagnata.

«Sei vivo!» La voce di Pansy gli giunse all'orecchio da qualche metro di distanza. Draco si voltò e la vide camminare nella sua direzione, i corti capelli neri che le rimbalzavano ai lati del viso seguendo ogni suo movimento.

«Direi di sì», biascicò lui. Si sistemò la tracolla sulla spalla e tornò a muoversi verso le serre. Sperò che Pansy non avesse voglia di chiacchierare come suo solito.

Ovviamente la fortuna non era dalla sua parte.

«Daphne mi ha detto che avevi un mal di testa terribile». Con poche e ampie falcate Pansy fu al suo fianco e gli posò una pallida mano sul braccio. Draco abbassò la testa nel tentativo di evitare il suo sguardo. Sapeva di avere delle occhiaie da far spavento.

«Per tutti i gargoyle, Draco!»

Dannazione.

«Ma hai dormito stanotte?»

«Poco». Si scrollò la sua mano di dosso. «Non mi va di parlare».

Pansy arricciò le labbra in una smorfia ferita, ma non rispose. Draco le fu grato, e per un po' si godette il silenzio e l'aria fresca. A ogni respiro una fitta di dolore gli attraversava il naso, ma almeno non si sentiva più così stanco.

Quando vide le grandi strutture in vetro che li avrebbero accolti durante la successiva ora di lezione, il suo stomaco si strinse in un nodo caldo. Lui strinse i denti.

Erbologia con i Grifondoro.

Li vide subito all'ingresso della loro serra, stretti in un gruppo grigio in cui spiccavano i colori della loro Casa.

«Sicuro di stare bene?», gli chiese Pansy all'orecchio, ma lui non la sentì. Tutti i suoi sensi erano tesi a captare le azioni e le reazioni di una sola persona, lì fuori, la stessa che da due notti a quella parte popolava i suoi sogni: Hermione Granger, in piedi accanto a San Potter e Lenticchia, era intenta a sfogliare il suo testo di Erbologia alla ricerca dell'argomento del giorno. Draco scandagliò il suo volto roseo alla ricerca di un riscontro, ma non vi trovò nulla della ragazza che quella notte gli aveva fatto visita; vide solo la Granger, con i suoi capelli impossibili, i dentoni da castoro e il naso infilato come sempre tra le pagine di un libro.

Fu sollevato di sentire la solita antipatia far capolino da un angolo del suo cervello, ma non poté godersela appieno, perché Pansy gli artigliò un braccio e se lo trascinò dietro.

La lezione trascorse come al solito. La professoressa Sprite illustrò agli studenti le proprietà di una pianta carnivora il cui stelo era utilizzato nella preparazione di numerose pozioni rigeneranti. Nessuno sembrò prestarle particolare attenzione, esclusi gli studenti che, per volontà o per sfortuna, occupavano i posti a lei vicini.

Somnium Afficio (Dramione)La tua prossima ossessione. Scoprilo ora