15. December cold as Our Hearts.

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December cold as our hearts.

Raccoglierò i pezzi,
e costruirò una casetta con il Lego
se le cose andranno male potremo buttarla giù

Aveva detto che non sapeva se mi avrebbe aspettato ed io ancora non me ne capacitavo.
In un momento così l'unica cosa che poteva mancarmi erano le lamentele di Harry che aveva preteso fino all'ultimo che io restassi lì a parlare dei nostri problemi, quando invece a Londra c'è n'erano di ancora più grandi.
In quel silenzio assordante, colmo di tristezza, rabbia ed insicurezza, gli unici ad aver il coraggio di muovere un fiato erano le macchine che mantenevano in vita le persone in quel reparto.
Troppe stanze, troppe persone a lottare in quel posto.
Terribili ricordi a lacerare l'anima.
Guardavo in giro nella speranza di un viso conosciuto o semplicemente un viso che provasse qualcosa.
Visi distrutti, privi di emozioni che non fosse la tristezza, occhi spenti incapaci di riflettere la loro anima.. se ne stavano lì sulle sedie, inerti, come se loro si fossero congelati e la vita andasse per conto suo, senza di loro.
Avevano tutti bisogno di qualcosa, ma la vita dei loro amici, parenti.. era appesa ad un filo.
Le infermiere se ne stavano in silenzio, con le loro cartelle in mano facendo avanti ed indietro da una stanza all'altra.
Erano persone che avrei stimato, come i dottori.
Avrei tanto voluto prendere il loro strabiliante dono e farlo mio, così da non provare nulla, niente tristezza, niente malinconia, niente preoccupazione.
Il modo in cui non facevano trapelare nessuna emozione dimostrandosi freddi ed impassibili agli occhi appannati della gente che invece di emozioni ne aveva fin troppe, tutte insieme.
<< Tempest! >> Mi sentì chiamare, un po' troppo forte per il tono che la gente era abituata ad usare e sentire in quel reparto.
Mi rincuorai quando voltandomi, il viso di Liam tornò a dare colore alle pareti di quella stanza, completamente grigie.
Lo strinsi forte lasciando che il mio respiro uscisse fuori portando con se un minimo di solitudine.
Lui lasciò un tenero bacio sulla mia guancia, lasciando la presa.
<< Liam, come stai? La ferita? Dimmi che stai bene almeno tu ti prego. >> Chiesi sussurrando, lui sorrise annuendo piano, alzò leggermente la maglia lasciando intravedere quello che rimaneva della ferita ormai del tutto cicatrizzata.
<< E' tornata anche Kimberly vero? >> Chiese lui con tutta la preoccupazione di questo mondo, strinse le mani tra loro come se volesse pregarmi di dire di si.
<< Certo che è venuta con me Liam, è andata un attimo al bar qui sotto. >> Risposi io, accarezzando leggermente la sua guancia, lasciando che lui si tranquillizzasse per un momento.
Si girò un attimo, con lo sguardo perso nel vuoto.
<< Devo portarti da Niall >> Sussurrò lui, mentre le sue converse diventavano improvvisamente una calamita per i suoi occhi.
Annuì afferrandogli il braccio, lui sospirò pesantemente portandomi davanti ad una porta, l'aprì stando attento a non far rumore, lasciandomi entrare.
Ma il rumore che con cura, Liam aveva evitato di fare, l'aveva appena fatto il mio cuore mentre cadeva in un abisso nero distruggendosi completamente.
Fu come perdere la gravità sotto i piedi, il punto che ci tiene fermi al pavimento, come perdere ogni senso, ogni spiegazione che fino ad oggi aveva accompagnato la mia stupida esistenza.
Niall era lì, adagiato su quel letto, con lo stesso sorriso che aveva quando la mattina andavo a svegliarlo, dormiva beatamente con chissà quanti fili attaccati alle braccia.
Lasciai che le lacrime vagassero libere sul mio viso, mentre ogni cellula del mio corpo si rifiutava di credere a ciò che stava vedendo.
Fui travolta da Megan che si lasciò cadere fra le mie braccia, stringendomi forte, sospirai sul suo collo chinandomi leggermente a causa della piccola differenza d'altezza.
Pianse, pianse forte ed io, da brava codarda lasciai che le mie lacrime scendessero silenziose coperte dai suoi singhiozzi.
<< Sei tornata piccola mia >> In quella stanza colma di lacrime, era difficile ritrovare la vecchia famiglia, quella che era tutto, tranne che ordinaria.
Quella dove Maura si lamentava del disordine con Megan, mentre Bobby e George si rilassavano davanti alla partita e Niall rompeva il silenzio con il suono delle sue corde pizzicate alternate dalla sua risata.
Era bastato un momento, per spezzare questo equilibrio che sembrava indistruttibile, troppo potente e forte per accorgersi di quante crepe la vita possa procurare senza che nessuno se ne renda conto.
Ed io, convinta di guardare da lontano come la vita di queste persone stava cadendo giù, stavo piano piano capendo quanto invece anche io ci fossi dentro.
Dentro fino al collo.
<< Si è addormentato da poco. >> Sarebbe stato meno doloroso ricevere una pugnalata al cuore, probabilmente.
Maura se ne stava al lato del letto, stringendo la mano del figlio che sembrava ricambiare la stretta inconsciamente.
Il padre, preferiva perdersi nel vuoto, seduto vicino alla finestra, incapace di guardare il figlio, che ancora teneva sul viso dei residui di sangue.
I ricordi di quella notte, erano vivi nelle menti di tutti loro, troppo recenti e freschi per essere lasciati da parte per un secondo.
<< Ha chiesto di te.. >> Lasciai che quelle parole entrassero dentro di me, colpendo ripetutamente quello che era rimasto di sano.
Maura mi accarezzò la mano, quando chiusi gli occhi respirando a fatica.
Avevo avuto paura, paura di aver detto la cosa sbagliata prima di partire.
Mi sarei sentita così male se Niall se ne fosse andato con il ricordo delle mie stupide parole, dette senza pensare.
<< Cosa ha detto? >> Sussurrai, meravigliandomi del fatto che finalmente avessi trovato le parole da dire.
Loro sorrisero dolcemente, mentre il loro sguardo fisso sul pavimento grigio della stanza non aveva il coraggio di posarsi sul mio viso.
<< Ha detto che non poteva andare via, senza prima averti fatto sentire il resto delle sue canzoni.. >> Ricordai quante volte mi aveva chiesto qualche minuto per ascoltare le sue canzoni, che aveva accuratamente scritto e riposto in una cartella nella speranza di ricevere un minimo di attenzione da parte mia.
Sarei andata avanti con questi stupidi rimpianti, se fosse andato via.
Passai le mani sulle tempie, cercando di calmare le lacrime. [...]

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