Il sole era quasi tramontato e aveva cominciato a piovere.
L'auto era ancora accesa e parcheggiata a malo modo in un parcheggio deserto, le portiere erano aperte, e i fanali accesi illuminavano quella che era un'alta collina preceduta da un precipizio, che si affacciava alla città.
Il rombo dell'auto veniva sopraffatto da delle urla:
«Yoongi! Ti prego smettila!»
«Non sono suo fratello?»
Continuava a ridere con tono ferito l'altro.
I due dopo esser saliti in auto, sfrecciarono a tutta velocità, forse troppa.
Per tutto il viaggio, il menta piangeva disperato urlando di volersi schiantare, con Jimin che gli urlava di smetterla e di tornare a casa visto che la pioggia stava diventando troppo violenta e non si riusciva a vedere chiaramente la strada.
Piangevano entrambi: Jimin per la paura di morire, Yoongi sentendosi ferito dall'uscita dell'amico.
A un certo punto fermò bruscamente l'auto uscendo velocemente e andare diretto verso l'apice della collina.
«Yoongi! Per favore non farlo!»
«Perché non dovrei farlo? Eh, Jimin!»
Urlò Yoongi mentre stringeva i pugni venendo travolto dal forte vento.
«Perché perderai tutti noi! Che ti siamo sempre stati vicini, nel bene e nel male! E perchè non riuscirei a sopportare una vita senza di te!»
Il più piccolo disse quelle parole quasi sull'orlo di scoppiare a piangere di nuovo, avvicinandosi lentamente al menta, che ancora non si arrendeva: voleva chiudere gli occhi per sempre quella sera.
«Io... Non sono suo fratello...» sussurrò Yoongi mentre veniva avvolto lentamente dalle braccia di Jimin che lo tirò all'indietro verso di se, finendo a terra con il menta sopra di lui che piangeva disperatamente.
«Non sono suo fratello! Non sono suo fratello Jimin!»urlò, mentre il biondo, anch'esso tra le lacrime e lo cullava spostandogli le ciocche dal volto dandogli vari baci sulla nuca.
Rimasero lì fin quando il più grande non si sarebbe calmato, incuranti del diluvio che li colpiva fino a fargli quasi male.
Dormì per tutto il tragitto del ritorno, mentre Jimin si mise al volante anche se ogni tanto veniva distratto dall'altro al quale lanciava spesso delle occhiate per controllare le sue condizioni o semplicemente per ammirarlo mentre riposava.
«Sei meraviglioso...» disse a voce alta.
***
Era sera, ed era affacciato alla finestra come fece per i giorni precedenti e avrebbe fatto sicuramente per quelli futuri.
Piangeva, sperando in un suo ritorno: quel viso da piccolo coniglietto gli mancava da morire. Si soffiò il naso gettando il fazzoletto dietro di sé incurante di centrare o no il cestino, insieme agli altri che crearono una piccola montagnetta.
Una leggera brezza di vento si scontrò sulle gelide guance ricoperte di lacrime di Yoongi, che aveva lo sguardo perso con le labbra schiuse.
Sentì dei passi dietro di lui, ma non gli diede importanza. I passi si fecero più vicini e venne circondato da due braccia sentendo un peso sulle spalle.
Si voltò e vide lo sguardo preoccupato di Jimin, con in mano una sigaretta ancora da accendere, che portò alla bocca di Yoongi, accendendogliela subito dopo.
Il menta quindi fece un tiro profondo, per poi cacciare il fumo dalla finestra che svanì nell'aria gelata della notte.
«Non tornerà più vero?» chiese il più grande mentre continuava a guardare fuori.
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Partners in crime || KookV
FanfictionJungkook e Taehyung vivono due vite completamente diverse nella stessa città. Il primo vive nel caos circondato dai suoi amici più stretti e l'altro nella più totale tranquillità e monotonia. Ma qualcosa accade nella vita di Taehyung e si ritrova c...
