Aprì lentamente gli occhi, venendo abbagliato dalla luce solare che entrava diretta dalla finestra davanti a lui. Guardò l'orologio affianco a sé notando che erano le quattro di pomeriggio.
Si passò una mano sul fianco, e noto che era nudo.
Si voltò poi verso la finestra, per avvolgersi totalmente da quel calore che in quel momento adorava tanto. Ieri, senza nemmeno accorgersene, aveva rischiato di scomparire per sempre.
In quell'esatto momento, appena trapassò la sua vena famelica con l'ago pensò: "è giunto il momento." abbandonando la sua mente ormai invasa da demoni, venendo cullato dagli spiriti che gli fecero visita in quella fredda notte d'autunno.
Allungò la mano dall'altra parte del letto, notando che era fredda. Si alzò con il busto grattandosi il corpo, che gli prudeva da morire, notando che in quella camera era solo.
«Jungkook?» si guardò attorno e noto che sul comodino c'erano i loro soldi.
La casa era silenziosa, quindi i proprietari ancora non c'erano, si alzò dal letto dirigendosi alla porta della camera chiusa cosa che lo stranì, per poi aprirla affacciandosi al corridoio.
«Jungkook?» ripeté di nuovo, ma non ricevette risposta, si voltò nuovamente verso la camera, notando che il capotto di quest'ultimo non c'era.
Rendendosi conto che il suo corpo era ancora completamente nudo, decise di preoccuparsi di coprirlo, così andò verso l'armadio decidendo di indossare qualcosa che non puzzasse di alchool o fumo.
Prese degli abiti preferibilmente comodi: un giacchettino grigio, con una tuta nera, indossando sempre le sue converse bianche. Scese giù al piano di sotto alla ricerca del più piccolo, che forse si era addormentato chissà dove.
Arrivò in salotto facendo un leggero sorriso al ricordo della sera prima: all'interno di quella casa i due avevano fumato erba, fatto un teatrino, ballato, fatto l'amore, mangiato e bevuto fino allo star male. Era tutto perfettamente come avevano lasciato, e di Jungkook non c'era traccia.
Guardò ogni parte della casa, rendendosi conto che lo aveva abbandonato. Si sedette a terra, cominciando a piangere tra i resti di una notte, che non poteva essere più ripetuta, desiderando per un istante, che quei spiriti si impossessassero nuovamente del suo corpo.
Preparò le sue cose dirigendosi nella camera della bambina per passare dalla finestra da dove erano entrati; si fermò un attimo quando vede di nuovo quel libro, lo guardò, per poi metterselo nello zaino che aveva rubato dalla camera dell'adolescente.
Percorse la stessa strada dell'arrivo, ritrovandosi a passare di fronte al bar e al vecchio negozio di alcolici, dirigendosi poi verso le altre parti a lui sconosciute della città.
Camminava silenzioso tra le strade pulule di gente.
Vi erano bambini che giocavano, donne e uomini indaffarati che camminavano spediti forse verso il lavoro, anziani seduti sulle panchine e tante coppie che si tenevano per mano.
Si soffermò su di loro per un po'.
Cosa lo impediva di fare la loro stessa vita? Cosa lo ha portato ad essere quello che era adesso? L'abbandono? La noia? Non lo sapeva, ma voleva una risposta diversa da quella che gli venne in mente: amore.
Si sedette su una panchina, per osservare il paesaggio che gli si trovava davanti cercando di rimuovere quei pensieri, quando il suo occhio si andò a posare verso quello che sembrava un uomo, che dipingeva indisturbato.
Lo guardò bene e notò che era un pittore ambulante, si alzò quindi interessato e si avvicinò a lui, per vedere i suoi dipinti esposti: vi erano più raffigurazioni del paesaggio di Chuncheon, dipinto con diverse tonalità e stili; lo sguardo del pittore si alzò dalla tela e si voltò verso il ragazzo intento a guardare i suoi dipinti.
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Partners in crime || KookV
Hayran KurguJungkook e Taehyung vivono due vite completamente diverse nella stessa città. Il primo vive nel caos circondato dai suoi amici più stretti e l'altro nella più totale tranquillità e monotonia. Ma qualcosa accade nella vita di Taehyung e si ritrova c...
