"Yoongi, dov'è la collana d'oro che mi ha regalato mio nonno?"
"Ah scusa Namjoon, ma io e Jungkook l'abbiamo venduta."
Silenzio.
Il rumore acuto dell'allarme si fece più lontano, erano riusciti a seminare le guardie che si arresero subito vedendo la velocità dei due ragazzi.
Arrivarono in una piccola via con il fiatone, si guardarono negli occhi, allontanandosi dal muro dove erano appoggiati e si abbracciarono forte, un abbraccio dove potevano sentirsi al sicuro, dove potevano percepire l'uno la fiducia per l'altro.
«Dai, stappane una.» Disse Yoongi ancora con il fiato leggermente affannato.
L'altro quindi prese la cassa dal cappotto, strappando con vemenza il cartone che le conteneva, prendendo due birre ormai a temperatura ambiente.
Si sedettero a terra dando un sorso alla birra in sincronia.
Rimasero lì in silenzio per un po', dove si potevano udire solo le macchine che passavano a tutta velocità, illuminando d'oro il loro volto tumefatto con i fanali.
Il silenzio venne spezzato dalla voce del più piccolo che teneva stretto tra le sue mani la birra già a metà, come se fosse un bambino da proteggere.
«Mi dispiace per oggi... Era ormai una settimana che tenevo quel bisogno dentro.» detto ciò si voltò verso Yoongi, che era intento a strappare la carta intorno alla sua anche essa già quasi terminata.
Ci furono diversi minuti prima che il suo amico rispondesse, e dopo un po' si voltò verso il corvino con gli occhi leggermente lucidi, sia per la birra bevuta a grandi sorsi e sia per la paura, come se potesse perdere il suo migliore amico tra un momento all'altro.
«Puoi perdonarmi? Vuoi aiutarmi ad uscirne una volta per tutte?» chiese Jungkook guardando negli occhi Yoongi speranzoso. Si diedero un ultimo sguardo prima che il più grande finalmente diede una risposta.
«Si.» disse il menta rivolgendo un piccolo sorriso per cercare di trattenere le lacrime. Il silenzio ad un certo punto venne sopraffatto dal rumore di varie persone che correvano verso la loro direzione, e a ciò si allarmarono. Ma si tranquillizzarono quando videro i loro amici.
«Eccovi ragazzi! Vi abbiamo cercato d'appertutto! State bene?» chiese Hoseok allarmato mentre cercava di riprendere fiato.
I due si voltarono verso i quattro ragazzi che erano completamente esausti, dovuto alla corsa per riuscire a stargli dietro, visto che corsero alla velocità della luce.
Jungkook e Yoongi si alzarono lasciando le birre a terra, ormai finite.
«Si stiamo bene, ci dispiace...» disse il corvino con una risata imbarazzata e con sguardo dispiaciuto, soprattutto verso Jimin che ancora non riusciva a guardarlo senza provare un minimo di paura.
Jungkook quindi si avvicinò al biondo dandogli una piccola pacca di ringraziamento sulla spalla. Jimin notò quel gesto e fece un piccolo inchino per fargli capire che aveva recepito il messaggio.
Si avvicinarono alla macchina e si avviarono verso casa nel completo silenzio, ognuno perso dai propri pensieri. Tra cui Jungkook, che ne approfittò per poter pensare a quei grandi occhi contornati da ciuffi argentati, quel naso con un piccolo neo sulla punta e quelle labbra leggermente aperte che esprimevano stupore.
"Per colpa di quel ragazzo ho rischiato di passare una notte in cella." pensò con la mano poggiata sul mento mentre osservava fuori dal finestrino. Qual era il suo nome? Era scritto sicuramente sul grembiule che indossava, ma ovviamente non riuscì a leggerlo, tropo impegnato a leggere i suoi occhi, che sembravano fargli sentire il bisogno di portarselo con sé e proteggerlo.
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Partners in crime || KookV
FanfictionJungkook e Taehyung vivono due vite completamente diverse nella stessa città. Il primo vive nel caos circondato dai suoi amici più stretti e l'altro nella più totale tranquillità e monotonia. Ma qualcosa accade nella vita di Taehyung e si ritrova c...
