Camminavano senza sosta, e i piedi di Taehyung cominciarono a risentirne.
«Jungkook... quanto manca? Mi fanno male i piedi...» chiese supplicante ormai senza fiato.
«Manca poco... sei stanco? Vieni ti prendo sulle spalle.»
Il grigio sentendo quelle parole si sentì indeciso se accettare o no la sua richiesta.
Non voleva affaticarlo ma lo sguardo del corvino era sicuro, quindi senza indugi si appoggiò alle sue grandi spalle dandosi la spinta aggrappandosi a lui, che continuò a camminare leggermente più piano.
Era notte fonda, e le strade erano colme di macchine che illuminavano i loro visi stanchi e provati, e le loro due sagome camminavano in fila indiana sul ciglio della strada camuffate dai tratti di buio che si creavano nei momenti più tranquilli in cui non passava nessuna auto.
Decisero di fuggire da Busan insieme quello stesso giorno: Jungkook non fece ritorno dai suoi amici, lo stesso per Taehyung ormai senza nessuno che lo aspettava a casa, e prima di partire gettarono i loro telefoni nel mare.
Raggiunsero la fermata dei bus, e quando salirono su uno di essi, vennero cacciati a calci perchè erano senza biglietto. Jungkook come sempre oppose resistenza, al contrario di Taehyung che urlando, come per ammonirlo, lo convinse ad andare a piedi.
Dopo una lunga camminata, cercando di tenere il grigio sulle sue spalle, il suo sguardo si posò su un'auto grill poco lontano da loro.
Lasciò la presa del più grande prendendogli poi la mano.
Si coprì il viso con la sciarpa che aveva il collo, lasciando scoperti soltanto gli occhi, poi fece cenno al compagno di copiare i suoi movimenti con la sua sciarpa.
«Vieni con me... qui puoi riposare, magari non resteremo a mani vuote per il viaggio.» disse Jungkook con respiro affannato, Taehyung annuì seguendo il più piccolo.
Vi era un piccolo chiosco che vendeva cibo, bevande e quant'altro. Fuori all'entrata c'era un uomo anziano seduto su una sedia di plastica malandata, che dormiva russando rumorosamente mentre il giornale che sicuramente prima stava leggendo, a causa del vento, gli era scivolato ai suoi piedi.
I due arrivarono lentamente vicino ad esso, il corvino notando che l'anziano dormiva, fece cenno al più grande di fare silenzio mentre entrava all'interno per controllare.
«Guarda Jungkook! C'è anche una macchina parcheggiata lì.» sussurrò Taehyung all'altro, che aveva sorpassato il bancone per scardinare la serratura della cassa: era chiusa a chiave, segno che stavano chiudendo. Pensò poi, che sicuramente al suo interno vi erano un bel po' di soldi.
«Bene... a quella ci pensiamo dopo, adesso forza entra e prendi qualcosa.»
E cosi fece il grigio, entrò all'interno cominciando a prendere roba alla rinfusa facendone cadere un bel po'.
E mentre l'altro cercava di scassinare la cassa, un uomo sulla trentina varco la soglia.
«Hey tu! Allontanati subito da lì! Nonno diamine svegliati! Ci stanno derubando! Brutto vecchio decrepito! Non sa nemmeno tener d'occhio la sua topaia del cazzo mentre vado a pisciare!»
Jungkook a quel punto si pietrificò un attimo volgendo lo sguardo verso Taehyung, che approfittando che non lo avessero visto, si nascose tra gli scaffali.
L'uomo anziano si alzò lentamente dalla sedia avvicinandosi al nipote; sicuramente non era pienamente cosciente data l'avanzata età.
L'uomo a quel punto prese il telefono per chiamare la polizia.
«Tu resta li fermo! Moccioso!»
Il corvino fece come gli disse facendo finta di essere solo e disarmato, voltandosi ripetutamente verso il più grande incitandolo a fare qualcosa prima che chiamasse la polizia.
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Partners in crime || KookV
FanfictionJungkook e Taehyung vivono due vite completamente diverse nella stessa città. Il primo vive nel caos circondato dai suoi amici più stretti e l'altro nella più totale tranquillità e monotonia. Ma qualcosa accade nella vita di Taehyung e si ritrova c...
