*Saint*
Avevo meno diritto di averlo al mio fianco dopo quella volta, ma adesso equivaleva direttamente a zero. Eppure, nonostante tutto quello che facevo era ancora lì, perché?
Se mi avesse conosciuto prima, avrebbe avuto la parte migliore di me, avrei voluto dargliela con tutto me stesso, ma non esisteva più.
La sensazione di amarezza che provavo era peggiore del risveglio post-sbronza.
*Zee*
Riusciva a stento a reggersi in piedi e aveva il coraggio di dire che non "era abbastanza"?
Si aggrappò a me come se ne valesse della sua vita, come se avesse paura che fuggissi lontano, o che sarei scomparso.
Quando arrivammo a casa sua, lo lasciai andare sul letto ma lui non fece lo stesso con me. Mi allontanai per andarmene da quell'appartamento il più velocemente possibile, non sopportavo la sua vista, non riuscivo a vederlo in quello stato per qualcun altro, il mio corpo, il mio cervello e il mio cuore si rifiutavano.
Tentai di liberare la presa salda della sua piccola mano nella mia, si alzò tenendomi stretto, si avvicinò sempre di più, fino a quando lasciò la mano per stringere forte i fianchi, affondò la testa nella mia schiena.
Volevo che mi stringesse di più, volevo che mi dimostrasse quanto i miei pensieri fossero sbagliati.
Saint: puoi non andartene? Puoi?
Il suo tono mi sembrava disperato e sull'orlo del pianto, stava davvero parlando con me?
I suoi movimenti furono troppo veloci affinché riuscissi a controllarli, mi ritrovai contro la parete, accanto al letto con il suo viso schiacciato sul mio, e le piccole mani si facevano strada sotto la maglietta, toccandomi.
Disgustoso da parte mia, ma raccolsi quel bacio, come un bambino fa con un fiore, non sapendo che in quel modo lo avrebbe privato della vita, facendo finta di avere quell'innocenza, lo raccolsi.
Senza ritegno, senza rispetto, senza vergogna, mentre entrambi sussultavamo per il piacere, avvicinai ancora di più il suo corpo al mio, spingendo.
Sentii la sua erezione premermi tra le gambe e questo non fece altro che farmi bramare ancora di più rispetto a quello che stavamo facendo.
Le nostre lingue, i nostri gemiti erano in sintonia, il mio fiato si interruppe quando la sua bocca passò al mio collo e poi alla clavicola, mordendo tutta la superfice della mia pelle.
I suoi baci erano passionali, incazzati e notai la differenza con i miei.
Continuava a tenere gli occhi chiusi, non si degnò neanche una volta di guardarmi.
Lui non voleva me.
Le sue mani scesero sempre più in basso, accarezzandomi con decisione.
Tentò di sbottonarmi i jeans.
A quel punto non so esattamente cosa, o chi, mi diede la forza per trattenerlo.
Mi afferrò il viso con entrambi i palmi delle mani, appoggiò il suo naso contro il mio e aprì gli occhi, dai quali iniziarano ad uscire splendenti lacrime, simili alla rugiada mattutina, che rigarono le guance cremisi.
Saint: perché mi fai questo Perth? Non puoi rimanere con me? Ti prego.
Sgranai gli occhi, mi irrigidii e tutta la passione che un attimo prima mi aveva travolto era stata spenta, come se del ghiaccio mi fosse stato versato addosso senza preavviso.
Avvertii un conato di vomito che risaliva dal mio stomaco mentre mi baciò con quella dolcezza che non aveva avuto prima.
Si spostò verso il mio l'orecchio, pieno solo del rumore del sangue che mi inalberava all'interno.
Saint: ti amo, Perth.
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Non esiste il grigio.
FanfictionLa storia è in fase di revisione, i capitoli verranno pubblicati una volta a settimana sulla piattaforma Ao3 in inglese e successivamente li passerò su wattpad. "Se dovessi descrivere la nostra storia in una parola? Beh, non credo sia possibile, ma...
