Zee's pov.
Una bugia è meglio del silenzio, continua, persevera nel creare quell'illusione in cui cerchi conforto. Mentire, ingannare me, te, noi è l'unico modo che conosco per andare avanti.
La mia mente non smetteva di crearsi dei paracaduti, delle scusanti per tutte le mie azioni.
Prendi la sua mano, bacialo, non contenerti, puoi sfruttare l'occasione, pensare che sia tutto un gioco.
Mascheravo i miei gesti, le innumerevoli preoccupazioni che pativo per lui ogni giorno, fino a fargli credere che dietro di loro ci fosse solo finzione.
Ogni sorriso, parola e azione che mi rivolgeva e che erano così leggere per lui rappresentavano il mondo per me.
Chiusi qualsiasi tipo di porta, di spiraglio, dopo che l'amore che provavo mi aveva ridotto in pezzi l'anima fino a squarciarla, l'unico che sanguinava ero io mentre lui guardava ma non vedeva, non mi vedeva.
Dopo due mesi di pura agonia, in cui il nostro rapporto sembrava non essere mai esistito, quella sera ero deciso a cacciare tutto.
Perché andare avanti e preservare qualcosa che si era ridotto in cenere già da tempo?
Cenere.
Quella in cui si trasformarono tutte le sigarette che fumai avendo nella mente il suo nome.
''E' impossibile Zee, sei solo confuso amico.'' Ecco cosa mi aspettavo da lui. Avevo passato innumerevoli notti ad immaginare le sue possibili risposte ma non ero pronto per sentirle.
E' stata la serie che avete girato insieme, sei nei panni del personaggio, non riesci ancora ad essere Zee, il vero te non proverebbe mai qualcosa per il suo collega.
Quante volte? Quante tentavo di rifilare a me stesso le stesse identiche cose ogni momento della mia esistenza? Prima di accettare il mio sentimento non facevo altro che reprimere, sotterrare nell'arida terra della mia anima quanto fossi disperatamente innamorato di lui.
Recitai perfettamente la mia parte anche dopo essere usciti dal set della serie tv che girammo insieme, continuai a mantenere la mia maschera solo per poterlo avere accanto più che potevo, per paura che se avessi rivelato le mie vere emozioni se ne sarebbe andato.
Arrivò un momento però nella mia vita in cui anche l'attore presente in me si stancò del suo personaggio, ben presto mi accorsi di quanto avessi bisogno di esternare cosa provassi veramente e tutte le mie perplessità svanirono davanti l'occasione di poter finalmente eliminare il mio macigno.
La mia vita non era un palcoscenico, non volevo più recitare nella realtà.
Quanto sarebbe rimasto sorpreso sentendo la mia voce dopo così tanto tempo? Prestavo attenzione a tutto tranne a me, a come invece avrebbe tramato il mio cuore all'udire l'unico suono che adoravo, a quanto inconsciamente lo desiderassi vicino.
Mentre componevo il suo numero gocce di sudore sgorgavano incessante dalla mia fronte e le dita tremanti sullo schermo del telefono riflettevano un'angoscia interna che non mi dava pace.
Non potevo immaginare che lui tramite uno stupido aggeggio elettronico mi avrebbe fatto sentire tutta la sua delusione.
Delusione che iniziò a riflettersi anche su di me.
Sto facendo la cosa giusta? E se avessi sbagliato tutto invitandolo qui?
Le risposte alle mie domande non vennero date neanche quando lui varcò la soglia del mio appartamento, non riuscivo a decifrare il suo stato d'animo. L'unica cosa palpabile era l'atmosfera tesa e infelice che aleggiava nel grande salone.
Nonostante i nostri sguardi fossero schivi e incredibilmente distanti quelle volte che poggiavo nervosamente i miei occhi su di lui non potevo fare a meno di pensare quanto fosse straordinariamente bello e come il tempo non avesse cambiato niente, ne' lui, ne' il mio cuore.
Mi decisi a proferire parola dopo un silenzio vuoto solo perché non volevo indorare la pillola, alla fine quello a prenderla ero solo io.
Non potevo dargli la colpa di aver perso totalmente la ragione, non era colpa sua se avevo bisogno di lui per essere migliore ma neanche nella più lontana immaginazione avrei pensato possibile la reazione che ebbe.
La parte più dura fu iniziare ma una volta dato il via le parole incominciarono a straripare come un fiume in piena e allo stesso modo le lacrime non smisero di sgorgare dai miei occhi inondandomi il volto.
Ogni sillaba, pesante, imponente, usciva dalla mia gola bruciandola come acido ogni volta che ci passavano.
Dolore, agonia ma al tempo stesso liberazione e sollievo mi colpirono in pieno petto.
«Sono mesi che ci sentiamo poco, non ci vediamo, non ci rivolgiamo la minima attenzione sembra che quello che avevamo prima sia evaporato e che non abbia lasciato neanche una debole traccia ma non ritengo di dovertelo dire io, è palese. Per quanto possa sembrare infantile da parte mia non voglio proseguire neanche il poco lavoro che ci rimane da fare. Pagherò la cauzione per scindere il nostro contratto, farò qualsiasi per non rivederti più se è cosi che deve andare.» dissi vagando nella stanza, non riuscendo a controllare a pieno il mio corpo.
Saint mi guardò come se avessi detto qualcosa in un'altra lingua, come se non avessi affermato una sola vocale di senso compiuto e riuscì a farmi sentire fuori luogo con una semplice occhiata.
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Non esiste il grigio.
Fiksi PenggemarLa storia è in fase di revisione, i capitoli verranno pubblicati una volta a settimana sulla piattaforma Ao3 in inglese e successivamente li passerò su wattpad. "Se dovessi descrivere la nostra storia in una parola? Beh, non credo sia possibile, ma...
