Mi alzai a causa della fastidiosa luce che penetrava dalla finestra e dal forte rumore che proveniva dal piano di sotto, insieme a un buonissimo odore di caffè.
Poggiai i piedi sul pavimento e rabbrividii all'istante per il freddo, tant'è che mi rimisi subito sotto le coperte, al caldo.
Sarei rimasta per ore nel letto, ma il mio stomaco continuava a brontolare.
Controvoglia mi rialzai dal letto e questa volta saltai sul tappetino non molto distante dal letto. Avrei potuto saltare da un tappetino all'altro fino ad arrivare in corridoio, ma al terzo tentativo fallii cadendo a terra, riproducendo un tonfo terribile.
Sbuffai rumorosamente per poi sentire una sonora risata.
Alzai lo sguardo vero la porta trovando Taylor, con addosso solo un paio di pantaloni e i capelli tutti in disordine, guardarmi mentre si passava una mano fra i capelli e continuava a ridere appoggiato allo stipite della porta.
"Sei caduta piccola?" domandò cercando di ritornare serio, ma fallì miserabilmente.
"Oh no, il pavimento sembrava comodo, ho pensato di testarlo tutto qui" ironizzai facendolo ridere ancora di più. Mi alzai in piedi tirando i lembi della maglietta di Taylor, cercando di coprirmi ancora di più.
"E' mia quella?" indicò l'indumento che indossavo. Annuii superandolo ed andando in cucina. Era inutile mettermi qualcosa addosso, mi aveva vista tante di quelle volte senza vestiti che quella maglietta in confronto sembrava essere la tunica di una suora.
"Perché cazzo hai la maglietta di Taylor addosso?" urlò rompendomi i timpani. Respirai a fondo. Sembrava essere una bella giornata, prima di cadere e prima di vedere lei in casa.
"C'è qualche legge che lo vieta? E' mio fratello che c'è di male scusa?" ribattei versandomi un po' di caffè in una tazza.
"Fratellastri" precisò Taylor posizionandosi appositamente dietro di me per afferrare qualcosa. "Sei fottutamente sexy" sussurrò al mio orecchio prima di girarsi e far finta di niente.
Il silenzio che si era creato era a dir poco inquietante, si sentiva solo il rumore del mio cucchiaio battere conto la tazzina in ceramica.
"Smettila. Mi dai alla testa" borbottò infastidita la bionda che indossava una camicia di Taylor. Gesù se l'era porta a letto. Ero sul punto di vomitare la pizza della sera prima.
"Se ti dò alla testa vattene, non mi farò di certo comandare da te, a casa mia" ribattei sotto lo sguardo divertito di Taylor. Forse lo divertiva vedere litigare le due ragazze che si portava più spesso a letto. Mi facevo schifo da sola. Lui mi faceva schifo.
Stavo per tornare in camera quando il campanello suonò.
"Chi diavolo è a quest'ora del mattino?" sbottai andando verso la porta.
"Sono le dieci e mezza del mattino" precisò Taylor spuntando in salotto.
Alzai gli occhi al cielo per poi aprire la porta.
"Ehi Melissa" mi salutò Trent facendo una lenta e intensa radiografia di me. Merda ero praticamente nuda.
"Ciao" esitai cercando di coprirmi dietro la porta.
"Chi è?" domandò Taylor spuntando dietro di me. Sembravamo una famiglia che girava nuda per casa. Io senza pantaloni e lui senza maglietta. Beh, compensavamo no? "Oh ciao Trent, tua sorella arriva subito" disse Taylor chiudendogli la porta in faccia
"Stupido" lo insultai per poi aprire nuovamente la porta facendo entrare Trent "Scusalo ma è cretino fin dalla nascita" aggiusti andando in salotto.
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Just Brothers
RomanceVive con il suo peggior nemico, ma se l'odio provato da entrambi si trasformasse in un altro sentimento? IN REVISIONE
