«Leva quella cazzo di mano o te la rompo» sibilai a denti stretti facendo sì che solo il diretto interessato mi sentisse, ma questo fece finita di niente. «Non sto scherzando Trent, se ci tieni alle tue parti basse vedi di togliere quella cazzo di mano» riformulai sorridendo malignamente. Non esitò nemmeno un secondo di più e tolse la sua mano dalla mia coscia, mentre nel frattempo Taylor osservava qualsiasi mossa da parte mia o sua.
«Scusate, vado un attimo in bagno» gli avvisai alzandomi lentamente dal tavolo e dirigendomi verso la toilette.
Sospira contenta che quest'ultima fosse vuota e priva di altre ragazze.
Tuttavia sbagliai a cantare vittoria troppo presto dato che poco dopo Alesha fece la sua entrata in bagno.
«Ma chi si rivede» disse ironicamente posizionandosi nel lavandino accanto al mio, rintoccandosi il trucco. «Penso che dovresti tenere le mani a posto per quando riguarda mio fratello, non voglio averti come cognata» aggiunse rimettendosi il rossetto, personalmente troppo acceso e appariscente.
«Credo che sia tu a dover dire a tuo fratello di tenere le mani a posto. E per quanto riguarda il fatto di essere cognate, nemmeno io muoio dalla voglia di esserlo, ma la vita è di Taylor e non sarò di certo io a dirgli cosa fare o cosa non fare» ribattei prima di uscire sbattendo rumorosamente la porta attirando così l'attenzione dei presenti nella sala da pranzo.
«Alla buon ora Melissa, pensavo non tornassi più» sdrammatizzo Jessica.
«Ma a quanto pare sono qui» riposi riaccomodandomi al mio posto. Non mi importava di aver riposto male, non in quel momento.
«Abbiamo deciso di andare ad un locale qui vicino, va bene?" domandò. Mi limitai ad annuire e posare lo sguardo sul mio piatto quasi interamente pieno.
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«Quando sono ubriaca non mi metto mica ad insultare i pali o le macchine» rise Jessica e io mi sentii tremendamente presa in causa.
«Direi che ti limiti a guardare lo spettacolo, invece di aiutare la tua migliore amica» mi difesi mentre camminando insieme ai ragazzi, verso il locale.
«Non ricordo Alex ti avesse aiutata» disse aggrappandosi al braccio del suo ragazzo.
«Tra me ed Alex tu eri quella messa meglio, entrambi ci aspettavamo il tuo aiuto» proferii udendo la musica del locale. Eravamo arrivati.
Tirai fuori la carta d'identità falsa. Non ero nervosa, forse un pochino, non che fosse la prima volta che facevo una cosa del genere, ma sapevo che per qualche motivo non l'avrei passata liscia come le altre volte. Ancora qualche settimana e sarei tornata a utilizzare la vera carta di identità.
«Andate ragazzi» affermò il buttafuori, mi affretti ad entrare, ma lui i fermò. «Tu no» dichiarò afferrando per un braccio, senza farmi male.
«Qualche problema?» chiesi cercando di essere il più sensuale ed attraente possibile.
«Devo dire che sono fatte tremendamente bene, sia la tua che quella della tua amica» spiegò sorridendo. «Ma questa volta chiuderò un occhio se...» si fermò dando un'occhiata alle persone dietro di me, impazienti di entrare. «Se più tardi balli con me» concluse.
Gli feci una veloce radiografia. Alto, biondo, occhi castani, muscolo e probabilmente un ventitreenne. I buttafuori in quel posto non erano niente male.
«Va bene» sorrisi prima di inoltrarmi all'interno del locale.
«Allora?» domandò impaziente Jessica.
«Devo ballare una volta con lui» spiegai guardandomi intorno. C'era parecchia gente.
«Come mai ci hai messo tanto?» Taylor comparve da dietro la mia migliore amica guardandomi accigliato.
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Just Brothers
Storie d'amoreVive con il suo peggior nemico, ma se l'odio provato da entrambi si trasformasse in un altro sentimento? IN REVISIONE
