"S...salve"

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Finalmente sono tornata in Italia. Dopo un anno passato all'università in Inghilterra, ho bisogno di tornare nella mia amata Roma. C'è molta tensione nella capitale, la stessa che avevo percepito quando avevo fatto scalo di qualche giorno a Torino. La mia migliore amica ed io abbiamo stabilito di incontrarci in una piazza non molto lontana da dove mi trovo in questo momento. È semper stata una piazza piuttosto affollata, non so perchè abbia scelto proprio quel posto, comunque ho proprio bisogno di incontrarla, adesso che il ragazzo con cui sono stata per molto tempo mi ha lasciata ho bisogno della sua allegria e delle sue cavolate per tirarmi su il morale. Aumento il passo: non vedo l'ora di arrivare là e stritolarla in un abbraccio.

"Avanti, ci sei quasi!" penso. Giro l'angolo emozionata e... "Perchè ci sono dei militari?" mi chiedo. Mi avvicino incerta al perimetro delineato da del nastro rosso e bianco.

-S...salve- dico esitante. Il militare a cui mi ero rivolta mi guarda malissimo.

-Sono spiacente signorina, ma sono obbligato a perquisirla- mi informa tranquillamente un secondo. Mi guardo attorno e conto quattro uomini in divisa, di cui quest'ultimo sembrava tra tutti il più giovane.

-P...perquisirmi?- chiedo sbigottita: -...che ho fatto?!- inizio a dire preoccupatissima. "Sembro davvero una terrorista? Sono così minacciosa?" mi chiedo. "No, non essere stupida, sarà solo una misura di sicurezza"

-Oh niente, stia tranquilla- il ragazzo conferma i miei ultimi pensieri: -...non ha fatto niente: sono solo norme di sicurezza- dice con un mezzo sorriso.

-Uff... ok- dico sollevata.

-Da questa parte, prego- Mi conduce due passi più in là.

-Spero che non la infastidisca se le metto le mani addosso- [So che di solito dovrebbe essere una donna a farlo ad un'altra donna, ma non avevo altri modi per far funzionare questa cosa... perdonatemi, per questa volta]

-No, tanto lo fai solo perchè sei obbligato, giusto?-

Il militare non mi risponde, si limita a lanciarmi uno sguardo pieno di sarcasmo che poteva significare solo un "Secondo te?!".

-Oh, non ti ho chiesto se ti posso dare del tu- riprendo.

-Sì- mi risponde distrattamente. -Alza le braccia- mi dice.

Obbedisco. D'improvviso mi si appanna la vista e inizio ad avere un sacco di caldo, mi mancano le forze, non riesco più a stare in piedi. Inizio a sudare freddo, la faccia mi si imperla di sudore.

-Tutto ok?- mi chiede il militare: -...hai un'espressione strana...- osserva.

Non gli rispondo, non ne ho le forze. Faccio per parlare ma inizio a respirare affannosamente. Non mi era mai successo prima.

-Vuoi sederti da qualche parte?- mi chiede di nuovo il ragazzo.

Annuisco, faccio per muovere due passi ma non riesco proprio a reggermi in piedi. Subito sento che qualcuno mi afferra. Con uno sforzo immane smetto di respirare come un cammello assetato, ormai avevo iniziato a darmi fastidio da sola.

-Hey. se avessi saputo che ti avrei fatto quest'effetto mi sarei fatto sostituire- scherza lui.

-Non ti montare la testa- mormoro con un filo di voce, tastandomi la fronte.

-Adesso rilassati...- mi dice: -...e... oplà- mi prende in braccio.

-MA CHE FAI?!- chiedo sorpresa.

-Ti trovo un posto all'ombra- mi risponde con nonchalance.

Io non gli rispondo.

Effettivamente ci si sentiva protetti tra quelle braccia, ci sentiva al sicuro.

"CHE PENSIERI FAI?!" mi chiedo.

Mi appoggia con cura sopra una panchina all'ombra lì vicino.

-Meglio?- mi chiede sedendosi accanto a me.

-Sì, abbastanza...- rispondo guardando il vuoto.

-C'è altro che non va?-

-No...-

-Sicura? Problemi col fidanzato?-

-No, non più: se ti lascia non puoi più averci problemi, giusto?- chiedo sospirando.

-Oh, mi spiace, non volevo farmi i fatti tuoi-

-Tranquillo, non c'è problema-

-Si vede che non ti meritava...- mormora.

-Cosa?- chiedo.

-No, niente- risponde tristemente.

-Hey, ecco dov'eri finita!- sento la mia migliore amica gridare.

Mi volto, camminava a passo di carica verso di me. D'un tratto mi tornano le forze e con esse mi sale anche l'imbarazzo.

-Uh, ma chi abbiamo qui?- chiede ammiccando verso il militare con un ghigno soddisfatto sulle labbra. Era come se sulla sua faccia fosse scritto a caratteri cubitali: "Bel colpo".

Il ragazzo scatta in piedi e fa il saluto militare.

-Mmh... da quando esci con i militari? Sei tornata solo da qualche giorno e già hai iniziato a darti da fare-

-Credo che lei abbia frainteso...- le dice il ragazzo.

-Oh, non c'è nulla di male ad uscire con lei, non è super carina?- gli chiede.

Dalla faccia del militare si vede che imbarazzato almeno quanto me. -Ehm, io credo...-

-Già, ha proprio un bel faccino- lo interrompe la mia amica.

-Eh, non credi che dovremmo lasciare che il militare torni a svolgere il suo dovere in Santa Pace?- le chiedo prima che possa fare altri danni.

Lancio un'occhiata supplicante al ragazzo.

-Credo che la sua amica abbia ragione, devo andare- le dice sbrigativo.

-È stato un piacere conoscerti- mi fa.

-Lo è stato anche per lei- interviene allegra la mia amica.

-Già- rispondo imbarazzata.

Il militare si allontana a passi lunghi. Io continua a guardare nella direzione in cui si è allontanato. "DIAMINE, TORNA INDIETRO!"

-Alloora...- inizia la mia amica.

-Domani torniamo qua?- chiedo a bruciapelo.

La mia amica rimane spiazzata in un primo momento, ma poi mi rivolge un sorriso comprensivo.

-Sicuro-

(FINE.)

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