two

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[T/n]'s pov

Oggi il tragitto fino alla scuola è più lungo del previsto. Ieri sera sono andata a dormire tardi per finire il capitolo di un gioco, e di conseguenza mi sono svegliata assonnata. Ho sbagliato strada tre volte, ma per fortuna mi sono ricordata di aver messo un caffè nello zaino e dopo averlo bevuto sono ritornata in me. Più o meno.

Guardo l'orario sul telefono, notando per fortuna di non essere in ritardo. Arrivo finalmente a scuola ed entro a passo svelto, ma qualcuno mi ferma il polso.

«Dove corri piccoletta?» mi giro, riconoscendo il volto del ragazzo con cui avevo parlato ieri. Oikawa, se non ricordo male.

«Piccoletta? ci scambiamo di due anni, lo sai vero?» chiedo incrociando le braccia

«Rimani comunque una piccoletta, visto che sono il tuo senpai» si vanta lui, facendomi roteare gli occhi.

«Comunque sia, io sto andando in classe, piuttosto tu che ci fai qui?»

«Ti accompagno, mi sembra ovvio» dice lui come se avesse detto la cosa più scontata del mondo.

«Non serve, sono capace a non perdermi per la scuola dopo una settimana» rispondo convinta, iniziando ad andare avanti.

«Eddai, è per conoscerci meglio» dice seguendomi, al che cedo.

«E va bene, ma che non diventi un'abitudine, mi sento osservata» dico, alludendo a tutte le ragazze che continuano a fissarmi, probabilmente stranite dal fatto che sia con un ragazzo che ho intuito essere popolare.

«Se mi dici così allora ti accompagnerò ogni giorno» mi provoca lui.

«Se davvero vuoi essere mio amico, non farlo» rispondo, continuando a camminare, fino ad arrivare alla mia classe. «Io sono arrivata, grazie dell'aiuto non richiesto»

«Di nulla, piccoletta» dice, ridendo poi per la mia faccia infastidita dato il nomignolo. «A dopo!» dice poi andandosene.

Vado al mio banco, cercando di non fare caso a tutti gli occhi puntati su di me, e mi siedo al posto, dove la mia compagna inizia a fare domande. «Che voleva quello? Ma soprattutto chi era?»

«È il capitano della squadra di pallavolo, e sinceramente, nemmeno io ho ancora ben chiaro cosa volesse» sistemo le mie cose come nulla fosse, mentre Maiko continua a guardare la porta, stranita. Non riusciamo a dirci altro, visto che la lezione inizia, e siamo costrette a seguire.

A pranzo, io e la mia compagna di banco decidiamo di andare a mangiare sul tetto, a differenza delle altre volte, in cui passavamo la pausa sul prato della scuola. «Che fai oggi pomeriggio?» chiede la corvina, mentre iniziamo a mangiare.

«Gli allenamenti della squadra sono domani, quindi oggi credo che resterò a casa. Tu invece?» dico mentre mi metto una grande quantità di riso in bocca.

«Anche io credo» risponde lei tranquilla.

«Se ti va vieni a casa mia e studiamo insieme. Poi, non so, mettiamo un film e ceniamo, ti va?» chiedo, decisa a conoscere meglio la ragazza.

«Certo, avverto mia madre» risponde, prendendo poi il telefono ed abbassando lo sguardo.

Nel frattempo, la sensazione di essere osservata, aumenta sempre di più, così mi guardo intorno, vedendo poi Oikawa in lontananza, intento a fissarmi. Alzo gli occhi al cielo, e lo vedo ridere, continuando a guardarmi. Poso di nuovo lo sguardo su Maiko, che ha finito di scrivere a sua madre e così torniamo a parlare.

Finite le lezioni ci avviamo verso casa mia, ed il tragitto sembra più breve del previsto. Durante esso ridiamo e scherziamo come se ci conoscessimo da anni. Credo che in poco tempo, riuscirò a chiamarla amica. Arriviate a casa cominciamo subito a fare i compiti, ed una volta finiti, ci sediamo sul tappeto del salotto a parlare.

«Aspetta, hai una cotta per il numero 13 del seijoh dalla 1 media?!» rido io.

«Dai, Kunimi è cosi carino!» mi segue la ragazza, ed entrambe scoppiamo a ridere.

«Va bene, sono gusti» alzo le braccia, dandole tregua.

«Tu invece, non hai trovato nessuno che ti intrigasse?» chiede poi.

«Che paroloni» la prendo in giro.

«E dai rispondimi» ridacchia.

«E va bene» sorrido «In realtà no, sarà che ho dei gusti particolari» rispondo tranquilla.

«E quel ragazzo che ti ha accompagnata stamattina?» ammicca lei.

«Non fare quella faccia, non so nemmeno io cosa voglia» le dico, dandole una spintarella con la spalla.

«Beh direi che la risposta è ovvia» dice, rifacendo la stessa espressione di prima.

«Dai» dico, ed entrambe scoppiamo a ridere.

«Piuttosto io pagherei perché Kunimi mi accompagnasse» dice lei sognante.

«Beh dici che eravate in classe insieme no? Avvicinati di più a lui e magari accadrà» le consiglio.

«Magari fosse così facile» risponde, poggiando il suo gomito sul ginocchio e mantenendo la testa con la mano, in tono triste.

«Lo è, basta che ti prenda di coraggio!» le dico «Comunque si è fatto tardi, vuoi ordinare qualcosa?»

«Certo, cosa ti va?» risponde

«Qualsiasi cosa che sia cibo» scherzo, e per l'ennesima volta, scoppiamo a ridere.

Passiamo il resto della serata a mangiare, parlare e ridere, e devo ammettere che sto davvero bene in sua compagnia. Verso sera, arriva il momento di salutarci.

«Sicura che non vuoi che ti accompagni?» chiedo, vedendo il buio fuori.

«Non preoccuparti, mia casa è qui vicino, saranno massimo due minuti. A domani!» risponde lei, mettendosi poi in cammino.

Chiudo la porta e sospiro, andando poi in camera mia. Stanca, decido di mettermi a letto e ripensando alla giornata passata, mi addormento dopo poco con un sorriso.

Heilà
Come va?
Manco a farlo apposta oggi è il compleanno della nostra Divah.
QUINDI ANCHE SE NON ESISTI, AUGURI OIKAWA TI AMO.
Detto questo vi saluto :)

𝐍𝐮𝐦𝐛𝐞𝐫 𝐎𝐧𝐞 [𝐎𝐢𝐤𝐚𝐰𝐚 𝐱 𝐑𝐞𝐚𝐝𝐞𝐫]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora