twenty one

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[T/n]'s pov

Dopo qualche minuto di corsa in preda al panico e in lacrime, mi ritrovo in un corridoio vuoto, in cui non sarebbe passato nessuno per un po', viste le diverse partite in corso.

Non piango di fronte a nessuno, nemmeno i miei genitori. E soprattutto non avrei mai permesso che lui mi vedesse.

Non so cosa mi sia preso, ma la vista ha iniziato ad oscurarsi e la testa a girare. Ho tutt'ora il respiro affannato e vorrei solamente tornare a casa e non uscire mai.

Guardo un punto nel vuoto, cercando di regolarizzare i respiri e fermare le lacrime, ma fallisco.

«piccoletta cosa...?» sposto lo sguardo, incontrando quello di Oikawa, probabilmente l'ultima persona che avrei voluto vedere. Ma allo stesso tempo quella di cui avevo più bisogno.

Mi affretto a coprirmi il viso tra le gambe, ed il mio respiro si fa più affannato.

«Ehi ehi, respira, sono qui» lo sento sedersi accanto a me, abbastanza vicino da trasmettermi la sua presenza ma abbastanza lontano da lasciarmi un po' di spazio personale. «Se non vuoi che ti veda piangere non guarderò»

Alzo la testa, vedendolo finalmente da vicino. È girato dall'altra parte, e la luce artificiale del corridoio illumina i suoi lineamenti cosparsi di sudore per via della partita che ha appena giocato.

Gli picchietto sulla spalla, incitandolo a girasi, ma torno subito a guardare il pavimento, cercando di evitare il contatto visivo.

Vedo la sua mano avvicinarsi alla mia e il mio respiro torna affannato, così lui si affretta a ritirarla.

«Scusami» dice lui.

Dopo qualche secondo, deciso di afferrare la sua mano, sentendo i brividi per tutta la schiena.

Quando finalmente riesco a calmarmi, il castano si offre di portarmi dell'acqua, e dopo poco mi porge una bottiglietta presa alle macchinette. La bevo e continuo a guardare basso.

«Mi-» inizio a dire, ma lui mi interrompe

«Mi dispiace» mi precede «Ci sono andato pesante»

«Non è vero, sono stata io ad istigarti»

«Fingiamo non sia successo nulla?» propone lui ed io annuisco.

Subito dopo, esce dalla tasca un pacco di [merenda delle macchinette preferita] e me lo porge «Devi recuperare le energie»

Sorrido e lo afferro, avvicinandomi a lui. Inizio a mangiare e gli offro più volte un pezzo, ma lui rifiuta continuando ad osservarmi.

Mi era mancato così tanto, anche il modo in cui ha agito poco fa, è parte delle cose che adoro di lui.

Continuiamo a parlare per un po', dato che la prossima partita ce l'avrà tra qualche ora, e torniamo a ridere come abbiamo sempre fatto.

Poi incrocio di nuovo il suo sguardo, da vicino sta volta. Mi perdo nei suoi semplici ma profondi occhi marroni e finalmente capisco.

Mi sto innamorando di Oikawa Tooru.

***

Dopo quel giorno, io e Oikawa siamo tornati ad essere come prima, e sono diventata la manager del club maschile di pallavolo. Diciamo che è stato una specie di compromesso tra me e Oikawa, perché si sa, a quel testardo non si può dire di no.

Devo dire che però mi piace, vedo le partite più spesso e da più vicino, ed ho fatto amicizia con la squadra, ed adoro prendere in giro Oikawa con Iwaizumi.

Hajime, quel ragazzo sembra tanto freddo e arrabbiato, ma in realtà è un grande osservatore, e ci tiene davvero ad Oikawa, nonostante come lo tratti. È il loro modo di volersi bene.

Si è subito reso conto della mia cotta per Oikawa, ma quando mi ha chiesto conferma ho mentito, per non sembrare una delle sue solite fangirl. Voglio dire, io non sono come loro. Non mi piace Oikawa per il suo aspetto o le sue abilità, ma per la sua personalità infantile, egocentrica ma profonda allo stesso tempo. Non riesco nemmeno ad accettare che mi piaccia, sempre per via dell'orgoglio.

Iwaizumi non sembra avermi creduto comunque, ma almeno non gli ho dato la conferma assoluta.

Comunque Oikawa non sembra essersene accorto, il che è la cosa più importante. Non lo avrei ammesso a lui per nessuna ragione al mondo. Probabilmente mi prenderebbe in giro a vita, e mi classificherebbe come una delle sue fangirl.

Vale a dire che non lo saprà mai.

«Piccoletta, ci sei?» chiede il protagonista dei miei pensieri, picchiettandomi la fronte con un dito.

«Eh? smettila di picchiettare» dico, spostandogli le dita.

«Ti chiedevo se hai già chiesto ai tuoi per il ritiro della prossima settimana» mi ricorda lui

«Chiederò a mia madre stasera» rispondo «Serviva davvero colpirmi?» chiedo, toccandomi la fronte.

«Eri in un altro mondo. A proposito, a che pensavi?» domanda.

«Strategie» mento, sperando non faccia altre domande. Non è facile nascondergli qualcosa.

Lui decide di non chiedere altro, ed io evito di incontrare il suo sguardo.

«Ti accompagno a casa?» mi guardo attorno. La palestra è vuota, sono già andati tutti.

«Sai che non ce n'è bisogno» dico mentre metto in spalla il mio zaino.

«E tu sai che voglio farlo lo stesso» dice lui.

Sospiro e ci avviamo verso casa mia, come praticamente ogni giorno. Camminiamo fianco a fianco, e l'aria inizia a farsi più fredda, con l'arrivo dell'autunno. Mi stringo nella mia giacca e sospiro, alzando lo sguardo verso il ragazzo. Con mia sorpresa, trovo già il suo rivolto verso di me, e quando mi vede girarmi, mi sorride.

Poggio la mia testa sulla sua spalla, continuando a camminare. Non diciamo nulla, non serve colmare quel silenzio che rende tutto perfetto.

Arriviamo davanti a casa mia e lui come sempre mi saluta, iniziando ad andare via.

Sul vialetto di casa mia lo osservo allontanarsi, e decido di fare ciò che l'istinto mi dice di fare.

Lo chiamo e lui si ferma sul posto, osservandomi. Mi avvicino velocemente a lui e lo abbraccio. «Grazie»

Lui ricambia la mia stretta, sorpreso. «E di che piccoletta?»

Alzo lo sguardo, incontrando i suoi occhi e sorridendo.

«Di essere mio amico»

Salve guys!
Finalmente sono iniziate le vacanze, quindi proverò a scrivere di più, anche perché ci siamo avvicinando alla fine T_T
Penso che questa storia durerà poco più di 30 capitoli, perché sono già successo fin troppi casini, ed ho un idea per una tsukkiyama (angst si, e sarà peggio di "Wish i were Heather") che voglio mettere in atto :)
REMEMBER TO STAY HYDRATED, ILY!

𝐍𝐮𝐦𝐛𝐞𝐫 𝐎𝐧𝐞 [𝐎𝐢𝐤𝐚𝐰𝐚 𝐱 𝐑𝐞𝐚𝐝𝐞𝐫]Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora