-Dove mi stai portando?- mi lamento.
-È una sorpresa-
Jungkook mi sta portando in un posto misterioso. Questa mattina mi sono svegliato nel letto con lui. È così bello quando dorme,sembra un angelo. Ero abbracciato a lui o meglio dire ancorato,il suo corpo emanava un bel calore che se fosse per me saremmo rimasti nel letto,ma a quanto pare un gallo doveva per forza cantare.
Poi mi sono ricordato della notte precedente. Gli ho parlato di me,mi sono aperto a lui,non direttamente,ma l'ho fatto.
Odio che io e lui stiamo così bene,sarà più difficile lasciarlo andare.-Un ultimo sforzo e siamo arrivati- dice lui sorridendomi.
Questa mattina è veramente euforico. Non smette di sorridermi.
Mi aiuta a scendera dalla piccola discesa prendendomi a koala. Io sussulto,ma poi mi stringo a lui aspirando il suo dolce profumo.
Arriviamo ad un parchetto con qualche gioco sparso qui e là.
-Cosa?-
-Aspetta,aspetta- dice correndo nella casetta di legno.
Esce fuori con una tovaglia a scacchi e un cestino da picnic. Stende la tovaglia e fa segno di sedersi accanto a lui.
-Com-
-Zitto zitto adesso guarda- dice indicando la prateria.
Dopo qualche secondo sbuca fuori un bellissimo cervo. Il petto è infuori e cammina maestosamente,il pelo marrone a macchie chiare è lucente e gli occhi grandi e scuri sono meravigliosi.
È una femmina lo capisco poichè non ha le corna.-Oh è carina...- sussurro.
-Vero?-
Stiamo lì ad osservare il cerbiatto senza accorgerci che le nostre mani si sono sovrapposte e le nostre teste si sono appoggiate l'una all'altra.
Sembra quasi naturale e spontaneo farlo,abbiamo acquisito una certa confidenza tale da non accorgerci dei piccoli contatti involontari che ci scambiamo.-Come mai mi hai portato qui o meglio dire trascinato?- chiedo girandomi verso di lui.
-Perchè voglio fissare qualcosa qui- dice indicando la sua testa.
-Questo parco racchiude tutte le mie fasce d'età-
-Da neonato mia madre mi portava qui per farmi prendere delle boccate d'aria,da piccolo invece venivo a giocare e a raccogliere fiori che poi donavo a mia mamma-
-I ricordi dell'infanzia sono tutti belli,non posso dire lo stesso dei primi anni dell'adolescenza. Qui ho detto a Maximilien della mia omosessualità e lui mi aveva detto di rivederci il giorno dopo,mi aspettavo un esito positivo,ma lui voleva solo farsi bello nel suo nuovo gruppo d'amici. Mi buttavano nel fango e poi mi picchiarano,ma la cosa più umiliante e che mi spogliarono. Mi insultarono perchè ero esile e mingherlino,da quel giorno inizia ad allenarmi,il mio corpo molte volte è caduto,ma non me ne importava-
-Ho iniziato ad odiare il mio corpo troppo esile,fino a sfinirlo. Ti chiederai perche indosso sempre camicie lunghe e gaicche molto coprenti. Ecco perchè- si sfilò la casacca rivelando vari lividi e cicatrici sul suo corpo.
-Jungkook...-
-Non ho mai smesso di allenarmi e ogni volta aumentavo la dose dicendomi che non importava delle conseguenze-
-Ho sfinito e sfinisco ancora il mio corpo-
-Quello che ti hanno fatto...- non ho parole e quindi decido di esprimermi a gesti.
Lo abbraccio senza fare troppa pressione. Lui rimane fermo e poi appoggia la faccia sulla mia spalla e inizia a piangere.
-Un uomo non dovrebbe piangere-
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ꕥPocket Watchꕥ Taekook
FanfictionTaehyung vive nel XXXI secolo e dopo numerose ricerche trova il modo di viaggiare nel tempo.Con la sua compagnia raggiunge il XIX secolo dove incontra Jungkook un ragazzino timido con una forte sete di conoscenza. Sia uno che l'altro hanno tanto da...