13. Eterni bambini

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-Dove mi stai portando?- mi lamento.

-È una sorpresa-

Jungkook mi sta portando in un posto misterioso. Questa mattina mi sono svegliato nel letto con lui. È così bello quando dorme,sembra un angelo. Ero abbracciato a lui o meglio dire ancorato,il suo corpo emanava un bel calore che se fosse per me saremmo rimasti nel letto,ma a quanto pare un gallo doveva per forza cantare.

Poi mi sono ricordato della notte precedente. Gli ho parlato di me,mi sono aperto a lui,non direttamente,ma l'ho fatto.
Odio che io e lui stiamo così bene,sarà più difficile lasciarlo andare.

-Un ultimo sforzo e siamo arrivati- dice lui sorridendomi.

Questa mattina è veramente euforico. Non smette di sorridermi.

Mi aiuta a scendera dalla piccola discesa prendendomi a koala. Io sussulto,ma poi mi stringo a lui aspirando il suo dolce profumo.

Arriviamo ad un parchetto con qualche gioco sparso qui e là.

-Cosa?-

-Aspetta,aspetta- dice correndo nella casetta di legno.

Esce fuori con una tovaglia a scacchi e un cestino da picnic. Stende la tovaglia e fa segno di sedersi accanto a lui.

-Com-

-Zitto zitto adesso guarda- dice indicando la prateria.

Dopo qualche secondo sbuca fuori un bellissimo cervo. Il petto è infuori e cammina maestosamente,il pelo marrone a macchie chiare è lucente e gli occhi grandi e scuri sono meravigliosi.
È una femmina lo capisco poichè non ha le corna.

-Oh è carina...- sussurro.

-Vero?-

Stiamo lì ad osservare il cerbiatto senza accorgerci che le nostre mani si sono sovrapposte e le nostre teste si sono appoggiate l'una all'altra.
Sembra quasi naturale e spontaneo farlo,abbiamo acquisito una certa confidenza tale da non accorgerci dei piccoli contatti involontari che ci scambiamo.

-Come mai mi hai portato qui o meglio dire trascinato?- chiedo girandomi verso di lui.

-Perchè voglio fissare qualcosa qui- dice indicando la sua testa.

-Questo parco racchiude tutte le mie fasce d'età-

-Da neonato mia madre mi portava qui per farmi prendere delle boccate d'aria,da piccolo invece venivo a giocare e a raccogliere fiori che poi donavo a mia mamma-

-I ricordi dell'infanzia sono tutti belli,non posso dire lo stesso dei primi anni dell'adolescenza. Qui ho detto a Maximilien della mia omosessualità e lui mi aveva detto di rivederci il giorno dopo,mi aspettavo un esito positivo,ma lui voleva solo farsi bello nel suo nuovo gruppo d'amici. Mi buttavano nel fango e poi mi picchiarano,ma la cosa più umiliante e che mi spogliarono. Mi insultarono perchè ero esile e mingherlino,da quel giorno inizia ad allenarmi,il mio corpo molte volte è caduto,ma non me ne importava-

-Ho iniziato ad odiare il mio corpo troppo esile,fino a sfinirlo. Ti chiederai perche indosso sempre camicie lunghe e gaicche molto coprenti. Ecco perchè- si sfilò la casacca rivelando vari lividi e cicatrici sul suo corpo.

-Jungkook...-

-Non ho mai smesso di allenarmi e ogni volta aumentavo la dose dicendomi che non importava delle conseguenze-

-Ho sfinito e sfinisco ancora il mio corpo-

-Quello che ti hanno fatto...- non ho parole e quindi decido di esprimermi a gesti.

Lo abbraccio senza fare troppa pressione. Lui rimane fermo e poi appoggia la faccia sulla mia spalla e inizia a piangere.

-Un uomo non dovrebbe piangere-

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