23. La tempesta non arriva mai dopo l'amore

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La mattina era ormai arrivata e al mio risveglio non mi accorsi nemmeno di essere in un letto non mio,ma al contrario immediatamente mi balenò il pensiero di Taehyung. Mi girai nel letto alla ricerca del corpo dell'altro e non trovandolo mi allarmai.

Pensavo fosse scappato perchè pentito di quello fatto la sera prima,ma vedendolo,successivamente,vicino alla finestra che osservava la pioggia lieve scendere il mio cuore riprese a battere.

Era seduto sul pavimento a gambe incrociate e la sua testolina arrivava appena al di sopra del davanzale della finestra,il che gli permetteva di sbirciare il mondo attraverso la lastra di vetro.

Mi avvicinai cautamente a lui e quando gli fui abbastanza vicino,feci scivolare il mio bacino sul pavimento per affiancarlo. Non proferì parola,tanto era assorto o forse per la mancanza di questa.

Il suo profilo era illuminato dalla luce fredda di una pioggia alle prime luci e faceva risaltare i suoi occhi scuri che continuavo a vedere solamente di profilo.

Notai solo adesso come le sue gambe fossero nude e esposte al freddo,di fatti Taehyung indossava la sua camicia di ieri,ma non era sufficiente a coprirlo.

Mi sporsi vicino al letto,che non era tanto distante e sfilai una coperta per poi metterla sulle sue gambe.

-Prenderai freddo così...- sussurai per giustificare le mie azioni.

-Anche tu prenderai freddo- disse alludendo al mio petto scoperto e ai miei pantaloni che erano saliti al polpaccio durante la notte.

Si alzò e prese un'altra coperta,la posizionò sulle mie spalle,ma stavolta invece di affiancarmi si sedette tra le mie gambe posizionando la schiena a contatto con il mio petto e la coperta su entrambe le nostre gambe. Appoggiò la sua testa sulla mia spalla e mi venne naturale portare le mani a cingere la sua vita. Restammo così per un pò, lui che respirava sul mio collo e io che giocavo con i fili sciolti della sua casacca.

Poi la sua mano,con una timidezza simile a quella dei bambini, sfiorò la mia fino ad intrecciarle. Portò lo sguardo alle nostre mani e poi incontrò i miei occhi che già lo stavano guardando.

-Sto bene...- rispose sapendo già quale fosse la mia preoccupazione.

Ero preoccupato che se ne fosse pentito e che si richiudesse nuovamente in lui. Non volevo lasciarlo solo.

-Non me ne sono pentito,anzi è stato qualcosa di meraviglioso- 

Mi baciò sulle labbra,nell'intento di scemare le mie preoccupazioni e mi trasmise tutta la positività di questo mondo.
Mi accarezzò la guancia con una delicatezza che faceva invidia alle piume e con la stessa delicatezza mi rendeva felice e mi amava.
Tra noi non vi erano così tanti alti e bassi,seppur lontani ci amavamo,seppur fossimo in difficoltà nulla modifica il nostro amore. Potevamo negarlo fino alla morte e rifiutarlo,ma in fondo sapevamo cosa provavamo.

E capivo che Taehyung scapasse dall'amore,ma poi quando ne risentiva il richiamo o lo guardava ritornava,inconsapevolmente,da lui.
Non era nato per restare astio dall'amore e osavo quasi dire che il mio fosse quello perfetto per lui,forse lo facevo perchè sentivo fosse felice con me o forse perchè volevo, egoisticamente,saper edi essere l'unico a dargli amore.

Ci staccammo per riprendere fiato e di nuovo ci fissammo. Non ne avrò mai abbastanza...

-Perchè volevi correre via dall'amore?- dissi sfiorando le sue labbra.

-È complicato...- sussurrò.

-Sprecherei tutto il tempo che ho a disposizione per sentirti-

-Ok...però possiamo andare nel letto?-

-Ho freddo...-

Gli presi la mano e lo riaccompagnai al letto e non appena fummo entrambi sotto le coperte lui portò la sua mano al mio fianco per avvicinarsi.

Respirò e poi mi guardò nuovamente.

-Avrei voluto non dirtelo...-

-Avrei voluto che tutto fosse stato diverso...-

-Però parto prima da un'altra cosa. Ovvero un motivo per cui mi allontano dall'amore in generale-

-Ecco qualche anno fa nella mia classe c'era questo ragazzo,si chiamava Jungmo. I miei genitori mi spinsero a farci amicizia e una cosa tira l'altra e ci mettemmo insieme. Eravamo felici,eravamo solamente ragazzi...-

-Ci eravamo messi insiemi e un giorno i miei genitori hanno fatto credere che avessi il piedi in due scarpe. Fecero presentare a casa una ragazza che avevano pagato per dire che fosse la mia ragazza e io stavo appena tornando quando vidi Jungmo scappare. Scappava dallo stupido burattino che si lasciava muovere dai propri genitori- sospirò e poi continuò.

-Mi ero lasciato comandare dai miei genitori e non avevo avuto il coraggio di dire la verità. Ero diventato un mostro proprio come volevano i miei,mi avevano fatto avvicinare a Jungmo nella speranza che ci innamorassimo per poi distruggere l'anima di Jungmo. Il loro scopo era allontanare la sua famiglia,che quando videro che la città era un ambiente malsano per il figlio se ne andarono. Questo portò nessuna competenza nella città di Daegu per i miei genitori-

-Ho lasciato perdere l'amore da allora- e scoppiò in uno pianto pericolosamente silenzioso.

-T-tutto ciò che mi si a-avvicinava moriva e allora volei preservare il mondo e le persone a me care da questo male-

-Taehyung- e per la prima volta ebbi il coraggio di interrompere il suo discorso. L'avevo lasciato straripare nella sua immensa fragilità e adesso cercavo di riportarlo nei suoi canoni,perchè vederlo darsi le colpe non mi andava giù.

-Non sei il male...-

-Jungkook tu non te ne accorgi,ma e cos- lo zitti con la mia bocca.

Lo baciai soffocando anche l'ultimo decibel del suo urlo di fragilità e di autocritica,lo facevo gridando tutto l'amore che avevo in corpo e che avevo stupidamente avevo chiuso prima di incontrarlo. Avevo negato al mio cuore di amare per paura di chi amare e invece in questo momento lasciavo trasparire ogni mia emozione e ogni mia attenzione che davo a Taehyung.

Mi staccai e lo guardai negli occhi,occhi rossi e lucidi segnati da tutto il suo passato.

-Taehyung non sei il male,non mi hai distrutto nel momento in cui ti ho baciato e penso che tu abbia sentito quanto abbia bisogno di te-

-Ho bisogno di sapere che sarai con me- e pianse nuovamente.

-È questo il problema...-

-I-io non potrò starti accanto per sempre-

-C-cosa?- non capivo e mi sforzavo di farlo,ma il dolore che si era formato sul petto impediva ai miei neuroni di trovare una soluzione logica.

-Jungkook io vengo da un'altra epoca-

Angolo autrice

Sono viva!

Scusate la mia assenza,ma hanno già iniziato a interrogare a manetta da me.

Spero che il capitolo vi sia piaciuto e mi scuso per eventuali errori grammaticali o di battitura.

{Purple you}

Ayumu

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