20. Notte bianca

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La notte aveva portato silenzio e quiete nella piccola locanda di periferia.

Gli occhi di tutti erano chiusi e il corpo era spento,fatta eccezione per sette ragazzi.

In una camera completamente buia c'era il pianista dalla pelle pallida,che supino pensava a ciò che era successo.

Era partito,insieme a Jin,in questo viaggio incerto,era rimasto per Jungkook e sempre per Jungkook aveva trasportato Taehyung nel futuro.
Ma sembrava che qualcosa si fosse aggiunto al centro della sua orbita,attorno alla quale la sua vita girava,un nuovo fuoco che era ancora lieve e che Yoongi non era ancora pronto a riconoscere.

Park Jimin gli aveva dato dello stronzo e del coglione,era finito per occuparsi di lui durante la sua sbronza,gli ha dato consigli per essere un buon migliore amico,bastava per star diventando quasi un chiodo fisso nella testa di Yoongi?

Quando aveva visto il suo sguardo mentre Taehyung raccontava cosa fosse successo si è sentito un peso all'altezza del petto.

Yoongi non volendo accettare che Jimin stava lentamente diventando un chiodo fisso nella sua testa,non aveva dato peso alles ue azioni,finchè non sentì quella morsa al petto.

Non capiva,Yoongi non capiva e forse non voleva farlo.

Se da una parte il ragazzo mingherlino voleva restare all'oscuro,il biondino non era della stessa idea,o meglio anche lui non comprendeva a fondo le azioni del pianista,ma era ostinato a farlo.

Nella sua stanza Jimin ricordava il loro primo incontro.

Qualcosa era scattato,ne era certo,proprio perchè si era ormai procurato un repellente per questo tipo di relazione.

Jimin il ragazzo senza peli sulla lingua,aveva paura di una relazione seria,o meglio aveva paura che i sentimenti l'avrebbero nuovamente distrutto come avevano fatto in passato,che l'avrebbero fatto ricadere nell'acool.

Jimin come Taehyung non era un gran bevitore,conosceva vari gusti di drink che gli avrebbero sballato la testa per qualche ora,ma a differenza di Taehyung lui aveva sviluppato un'ossessione verso quelle bevande,con l'assenza di una spalla su cui piangere si era rifugiato sulla sua,senza riuscire a sostenere il peso.

Quando Yoongi si era preso cura di lui,aveva pensato che in qualche modo potesse essere una persona buona,Jimin sapeva che lui era buono e non come lo definiva lui,lo sapeva da quando l'aveva visto,il suo intuito una sola volta ha sbagliato e una sola volta l'ha fatto cadere.

Jimin ci aveva provato a tenere lontano Yoongi,ma ormai era entrato e no sarebbe uscito facilmente.

Nella stessa camera di Jimin un ragazzo giocava a fare il detective sull'identità delle persone.

Chi era il vero Kim Seokjin?

Era veramente quel ragazzo che non si mostrava? Quel ragazzo che sembrava così egocentrico,ma che in realtà non lo era?

Nemmeno Kim Namjoon conosceva più la sua stessa identità.

Sembrava che gli avvenimenti lo avessero fatto perdere.

Perdere fa paura,non si ha punti a cui aggrapparsi e l'unica cosa in cui si può porre fiducia e se stessi,ma come fare se non manca stabilità.

Più volte Namjoon aveva fatto forza sulle sue spalle e adesso entiva che non fossero più come prima,stava caricando troppi pesi che non voleva condividere.

Ora sembrava che qualcosa fosse cambiato,l'abbigliamento di Nam era quello donato da Jin,lui stava cambiando,Jin lo aiutava a cambiare,a spogliarsi delle vesti che avevano portato i pesi e a vestirsi con delle nuove.

Inconsciamente Namjoon stava uscendo da un tunnel buio.

Poi c'era Hoseok,lui l'osservatore.

Aveva visto tutti i cambiamenti dei suoi amici e sentiva come se lui non stesse facendo nulla.

Sentiva di essere rimasto come era.

Aveva i suoi pregi,i suoi difetti,le sue paure.

Si sentiva come se quel pezzo della vita non avesse uno scopo,ma non sapeva che lui aveva una visone più ampia della scena,vedeva tutto da fuori.

I suoi amici non avevano ancora notato il loro cambiamento,ma lui si lo aveva fatto,aveva notato come Tae fosse più allegro da quando ve a incontrato Jungkook,da come Jimin non beveva più la sera dall'incontro con Yoongi e Nam sembrava meno preoccupato del solito.

Hoseok non doveva sentirsi estraneo ai cambiamenti che stavano avvenendo,se ciò che intorno a lui si muoveva,lui era fermo e si preparava a un cambiamento ancora più forte.

E per finire c'erano Jungkook e Taehyung.

Da chi iniziare?

Entrambi contesi tra dovere e piacere.

Taehyung stava bene con Jungkook,non era mai stato così felice.

Sarebbe potuto stare ore intere a fissarlo senza annoiarsi.

Jungkook c'era.

Come aveva detto "Ti vorrei".

Taehyung avrebbe voluto stringerlo a se,amarlo,sfiorare le sue labbra.

Quel bacio che gli aveva dato al suo ritorno era diverso dal primo,perchè questo non trasmetteva le stesse sensazioni.
Se il primo voleva trasmettere premura, affetto e felicità,il secondo era mancanza e il desiderio che quel bacio fosse stato dato in circostanze diverse.

Taehyung avrebbe desiderato tornare a casa la sera per poi stare nel letto a farsi le coccole,avrebbe voluto lasciargli un bacio ogni mattina,avere quella piccola routine che lo avrebbe fatto felice.

Ecco avrebbe voluto stupirlo quando avrebbero avuto il loro primo appuntamento.

Ma non voleva costruire una routine felice per poi abbandonarla e abbandonare Jungkook.

Quanto si sentiva male a sapere di aver ormai fatto innamorare di Jungkook di lui,senza però dargli qualche certezza.

Adesso nelle sue braccia,che lo stringevano a sè,lui si sentiva così vene da star male.

Sentiva il coltello addentrarsi sempre di più nella sua carne,scavare nei nel dolore e nei sensi di colpa. Il loro posto preferito era sulle scapole,avevano formato una specie di linea,come se qualcuno gli avesse strappato le sue ali.

E sulla sua pelle traffitta si posava una mano,la mano del suo angelo.

Un suo tocco e tutte le ferite si marginavano,come se nulla fosse successo.

Dall'altro canto,l'angelo in questione si sentiva male a sapere che il demone stesse male. Lui non considerava tutti i demoni essere spregevoli e da cui stare lontano,anzi era curioso di conoscerli,si voleva spingere nel mondo che non era di sua conoscenza.

L'angelo trasgrediva alle regole e non aveva paura di farlo,sapeva che quel demone di cui si era infatuato non fosse come lo descrivevano.
Lui era fermo sui suoi principi e non vacillava,non gli avrebbero fatto cambiare l'idea di lui.

Jungkook amava Taehyung.

Avrebbe voluto ripagare Taehyung per tutta la forza che gli aveva dato e l'avrebbe fatto.
Quella sera stessa si promise di non lasciare Taehyung e di diventare la causa della sua euforia.

Angolo autrice

Capitolo che descrive lo stato d'animo dei personaggi.

Spero che il capitolo vi sia piaciuto e mi scuso per eventuali errori grammaticali o di battitura.

{Purple you}

Ayumu

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