Mi ritrovavo lì di nuovo,nello stesso terreno che avevo calpestato più di venti secoli fa.
Penso che non finirò mai per farmi inesorabilmente male. Anche involontariamente le conseguenze delle mie azioni troveranno il modo di piazzarsi davanti a me.Nel momento in cui avevo posato il piedi fuori dall'aereo avevo firmato il contratto con il passato.
Ero lì per una conferenza di lavoro e avrei volentieri evitato,ma caso vuole che quella sia la città che abbia visitato.
Mi avevano chiamato per un progetto che volevano lanciare. Una nuova esperienza di cultura,poter vedere le città in un altro tempo grazie a occhiali speciali.
Gli occhiali erano già in commercio ed erano quelli che attualmente anche io indossavo,avevano bisogno delle foto e della ricostruzione della Parigi dell'Ottocento.Quindi eccomi qui,a Parigi...di nuovo.
Non l'avevo mai visitata nel XXXI secolo,quindi sembra strano come mi sia più affine l'idea di quelle stradine fatte da pietre e mattonelle,che di queste fatte in cemento.
Camminare nelle nuove strade mi fa sembrare un traditore della vecchia Parigi.Ero lì con la mia valigetta sotto mano e il mio bagaglio sotto mano. Mi stavano scortando verso la sede dell'incontro,sembra così imbarazzante. Non sono certo un bambino a cui tenere la mano.
Sbrigativamente arriviamo alla sede, uno splendido grattacielo in vetro che si innalzava nel cielo. L'atrio ampio e luminoso con divanetti in pelle bianca mi lascia esterrefatto. Elegante e sopraffina è l'aura di questo posto.
Mi guidarono verso la sala riunione situava nella parte ovest del palazzo. Appena entrai mi inchinai in segno di rispetto e così fecero il resto dei presenti.
-È un piacerla averla qui signor Kim- parlò uno di loro.
-Il piacere e mio-
-Direi di iniziare,prenda posto-
Mi sedetti in una poltroncina e la presentazione ebbe inizio. Mi illustrarono i vari punti di forza di questo progetto e ammetto sia molto interessante. Una realtà virtuale...
-Bene direi che per oggi è abbastanza-
-Ci vediamo domani-
Iniziai a rimettere i miei progetti nella valigetta quando mi capitò un foglio sottomano.
Era il registro delle morti a Parigi in una rivolta contadina.Quello che mi sconvolse fu un nome.
Jeon Jungkook...
-M-mi scusi- richiamai l'attenzione di un dipendente- questo cosa rappresenta?- chiesi allenantando il nodo della cravatta.
-Oh...è il registro delle morti durante una rivolta dell'Ottocento-
-Ah...grazie-
Rincontrollai l'elenco ed effettivamente Jeon Jungkook era morto e con lui il padre.
Jungkook era morto...
Sapevo sarebbe successo,eppure mi sento vuoto,in una voragine scura e fredda. Avrei voluto sapere che fosse morto di vecchiaia vivendo i suoi giorni al meglio.
-Ah...signor Kim ecco a lei un paio di occhiali già configurato sul progetto. È solo un abbozzo,ma magari lei può dirci se le piace- disse un uomo porgendomi un paio di occhiali tondi.
Perchè sembra tu mi stia chiamando a te? Perchè sembra che il dolore mi chiami e mi attiri a se?
Esitanante presi gli occhiali e li indossai.
Mi si aprì una schermata che diceva che con il mio consenso avrei visualizzato una Parigi dell'Ottocento.-Accetto...ma prima portami in camera- sussurai.
Mi trasportai in camera e una volta solo feci partire il programma.Ero lì...
Di nuovo sulla strada in piastrelle e irregolare. Profumo di kimchi...
La taverna...La panchina...
Sembrava che la mia mente avesse proiettato automaticamente quel ricordo,la pioggia che scorreva non solo dal cielo ma anche dagli occhi di Jungkook.
La sua voce tremolante la sentivo proprio come se fossi a pochi passi da lui,come se potessi sporgermi e stringerlo a me.Non riuscivo a scappare da quella morsa di dolore che si stava espandendo nel petto,faceva maledettamente male.
Lo vidi,lì davanti a me,vestito con la sua camicia bianca e la giacca nera. Era bellissimo,stupendo.
-Jungkook...- piansi e scoppiai pronunciando flebilmente il suo nome.
Invece di gridare contro l'aria stavo gridando contro me stesso e attutivo qualsiasi emozioni stessi provando.
Vederlo nuovamente era l'ennesimo colpo, la mia voglia di abbracciarlo e di stringerlo a me cresceva come il dolore. La diretta proporzionalità tra questi elementi era stupefacente. Più vivevo nel desiderio di avere Jungkook nelle mie braccia più le sentivo mancare.-Jungkook ti amo!- esclamai,ma penso fosse solamente un'esclamazione riprodotta nella mia testa.
-Non riesco a stare senza te...
Pensavo che per realizzarmi servisse che dimostrassi qualcosa ai miei genitori,ma una volta fatto mi sono reso conto di aver focalizzato la mia attenzione unicamente sul centro del bersaglio. Vi erano altri centri,non solo uno, e dei tanti tu ne eri uno.
Ho provato più di ciò che si può definire amore e penso di non riuscire ad uscirne e nemmeno voglio. Mi faccio male è vero,ma mi piace. Non sono folle e probabilmente starò delirando,ma se farmi male faceva bene ad una mia parte allora sarebbe bastato per mettere a tacere il dolore.
Mi bastava tu pronunciassi il mio nome per essere migliore di quanto pensassi lo fossi. Riuscivi a vedere il Taehyung che io non vedevo e riuscivi a farlo uscire-Ricordai allora ciò che pensai all'aeroporto.
Non sono un bambino.
-Ho rotto addirittura la nostra promessa. Sono un adulto adesso e sono cresciuto senza di te. Non puoi parlarmi,ma sono sicuro che diresti che mi staresti comunque accanto e questo mi manda in confusione. Come fai Jungkook? Ad amare me? Non sento di ricambiare a dovere- sono stato capace di rompere anche la promessa fattagli, mi aveva promesso di starmi vicino e l'ha fatto ma io non sono che un infimo bugiardo.
Mi appoggia sulla sua spalla,ma mi trovai a cadere sul freddo pavimento,purtroppo ancora cosciente di aver rotto la promessa fatta a Jungkook e che lui non ci fosse più.
Il pavimento non era mai stato più freddo di adesso,sentivo il mio corpo in preda alla rabbia e al dolore venire a contatto con quella superficie gelida.Speravo che si costruisse anche lui un futuro e morisse esalando il suo ultimo respiro felice della sua vita e,magari in un mio pensiero egoistico, pensasse a me.
La mia testa scoppiava ed era accaldata e l'unica cosa che ricordo fu l'enorme sensazione di vuoto prima di cadere nell'oscurità.
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ꕥPocket Watchꕥ Taekook
FanfictionTaehyung vive nel XXXI secolo e dopo numerose ricerche trova il modo di viaggiare nel tempo.Con la sua compagnia raggiunge il XIX secolo dove incontra Jungkook un ragazzino timido con una forte sete di conoscenza. Sia uno che l'altro hanno tanto da...