Ora sono un po' più tranquilla. Io e Ander ci siamo salutati quasi come se fosse stata la prima volta che ci siamo visti e a me sta bene così, credo.
Per me però sta comunque risultando molto difficile stare sotto il suo stesso tetto dopo tutto quello che abbiamo passato insieme. Sono qua da nemmeno un'ora e non riesco a parlargli nemmeno.
Se la situazione fosse stata un'altra, se quello che c'eravamo promessi fosse accaduto, forse in casa si respirerebbe un'aria meno pesante, almeno per me.Ora io e Carla abbiamo portato la valigia nella "nostra" stanza e sistemato i vestiti nell'armadio.
Lei ovviamente dorme con Polo, mentre io ho una stanza tutta mia. Forse in altre circostanze anch'io avrei dormito con qualcuno, con Ander.Prendo dei vestiti per l'uscita di questa sera e opto per un top nero molto corto che sul seno è a balconcino, dei jeans neri aderenti e le Jordan.
Prendo anche l'intimo e vado in bagno per farmi la doccia. Ho i capelli già puliti dato che fortunatamente li ho lavati prima di partire, così faccio abbastanza in fretta a lavarmi.Non appena esco dalla doccia mi avvolgo nell'accappatoio datomi da Polo e non appena mi asciugo inizio a vestirmi.
Esco dal bagno e torno in camera mia, giusto il tempo di prendere la beauty-case e ritornarci.
Decido di farmi una coda molto alta in modo tale da restare fresca e ordinata. Qua fa molto caldo, quindi ci può stare.
Mi trucco abbastanza mettendo stranamente anche del rossetto rosso, mi spruzzo del profumo ovunque e posso dire di essere pronta, così esco dal bagno e raggiungo gli altri in salotto.
«Possiamo andare?» dice Polo alzandosi velocemente dal divano. Io annuisco e anche gli altri si alzano, tutti tranne Ander, che mi sta guardando da un po'.
«Io resto qua ragazzi, ho da fare» enuncia spiegando perché è rimasto seduto. Tutti lo salutano e poi usciamo dal palazzo.
Posso finalmente respirare.
Stare qua sarà sicuramente molto stressante, ma ora devo calmarmi.«Allora, visto che siamo in America io direi di portarvi a mangiare un hamburger, che ne pensate?» Propone Polo guardandoci a tutti quanti.
Tutti quanti annuiscono, così ci incamminiamo.«Allora, com'è andato il tuo ultimo anno?» mi chiede Guzmàn.
A questo punto io mi chiedo cosa gli dovrei dire.
Forse che ho iniziato a drogarmi abitualmente e che una sera si e l'altra pure mi ubriaco? Dovrei dirgli che soffro di depressione, sono diventata bulimica e che quindi ogni volta che mangio mi sento uno schifo e vomito? Dovrei dirgli che per poco una sera non entravo in overdose? Dovrei dirgli che stare con mia mamma è stato un vero inferno? Dovrei dirgli che Ander mi manca e mancava più di ogni altra cosa e che ogni volta che gli scrivevo e non ricevevo risposta andavo in depressione e per giorni non andavo a scuola? Dovrei dirgli che spesso sognavo ciò che mi era capitato a Barcellona e che questi incubi erano seguiti da attacchi di panico?No, non posso dirglielo.
«È andato tutto bene. Alla fine l'esame era una cazzata» rispondo io.
«E del resto? Hai conosciuto qualcuno?» continua lui ammiccando.
«No, ogni tanto uscivo con Michael, ma niente di che.» rispondo. Anche se avrei dovuto dire che non riuscivo a vedermi con nessun ragazzo perché pensavo solo ad Ander, ma alla fine che importa.In pochissimo arriviamo davanti al famoso ristorante di cui mio fratello ha parlato con Carla da quando abbiamo deciso di venire qua.
Questo locale mi ricorda molto quei soliti ristoranti visti nei film americani.
Ha i pavimenti a scacchiera e le mura colme di poster e giornali, i tavoli bianchi sono molto ampi e le poltrone che li circondano sono rosse.
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Siamo un rompicapo 2
FanfictionContinuo della storia "Siamo un rompicapo" Dopo la partenza di Ander fra lui ed Emma restano molte cose in sospeso. Emma, spinta dalla madre, andrà all'università che frequenta anche suo fratello e i suoi due migliori amici, e sarà accompagnata da...